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In morte di Napster

C'erano una volta due studenti americani in un garage: dalle loro idee nel giro di un anno nasce una multinazionale. Parecchie incredibili storie di successo dell'era informatica cominciano in questo modo: ma questa volta il lieto fine non c'è. Il 19 maggio 2002 Napster, il servizio di interscambio di musica e altri documenti che aveva travolto l'Internet come un incendio, è stato assorbito dalla tedesca Bertlesmann -- una casa discografica che ne userà il marchio per vendere i suoi prodotti.
Shawn Fanning e Sean Parker idearono Napster alla fine del 1998. L'idea era semplice e geniale: un piccolo programma software girava sui personal computer degli utenti e, quando avviato, inviava automaticamente un elenco di tutte le canzoni in formato digitale che trovava sul disco rigido verso la sede centrale della società. Chiunque poteva cercare una canzone (per titolo o autore) all'interno dello smisurato archivio che ne risultava: se trovava qualcosa di suo interesse il suo calcolatore veniva automaticamente messo in contatto diretto con quello che ospitava la musica e a quel punto il trasferimento aveva inizio.
Al suo apogeo, Napster contava oltre ottanta milioni di utilizzatori. Nel dicembre 1999 la RIAA (Recording Industry Association of America, cartello americano che raggruppa le cinque maggiori case discografiche del mondo) citò la società in giudizio, accusandola di aver prodotto nient'altro che uno strumento per violare sistematicamente le norme internazionali sul diritto d'autore. La corte diede sostanzialmente ragione alla RIAA. Napster cercò allora di trasformarsi in un servizio di rivendita a pagamento di musica, ma senza successo.
Virtualmente scomparso per iniziativa dei legali della RIAA è anche il miglior emulo di Napster, Audio Galaxy: un sistema simile ma che permetteva di cercare la musica desiderata usando un sito web al posto del programma dedicato che caratterizzava Napster. Addirittura, Audio Galaxy permetteva ai visitatori di "prenotare" le canzoni, mettendole in lista d'attesa quando il calcolatore che le contiene non era connesso a Internet e provocando automaticamente l'inizio delo scaricamento non appena faceva capolino.
Lo scambio di musica tra coppie di PC connesse via Internet non è per nulla svanito. In Rete prospera Gnutella, un sistema analogo ma totalmente decentralizzato e studiato in modo che nessun calcolatore sia indispensabile per il funzionamento del sistema. Ci sono anche altre alternative, chiamate Kazaa, Morpheus e BearShare.
Un dettagliato rapporto pubblicato dalla società di ricerce di mercato Jupiter Research poche settimane fa sostiene, sorprendentemente, che chi scambia musica via Internet diventa nel tempo un acquirente più frequente dei CD venduti nei negozi. I ricercatori, che riportano crescite sino al 75% tra gli utilizzatori di servizi tipo Napster con almeno sei mesi di esperienza, sostengono che la possibilità di assaggiare molti tipi di musica semplicemente scaricandola incoraggia il consumatore ad acquistare dischi a ragion veduta. Il rapporto è stato ferocemente attaccato dalla RIAA: secondo l'organizzazione lo scambio di musica digitale via Internet è responsabile del calo del 5% di album musicali registrato nel 2001. Forse la verità sta nel mezzo ed è quella scoperta da Jim Baen, fondatore della omonima casa editrice americana, una delle più note per chi legge fantascienza e fantasy. Baen ha messo in linea sul suo sito web copie digitali liberamente scaricabili in tutti i formati più diffusi di una gran quantità di romanzi (www.baen.com/library). Per alcuni testi, di buona qualità ma poco conosciuti, le vendite dell'edizione cartacea sono triplicate nell'anno successivo. In altri casi, la Baen Books ha distribuito il primo volume di una serie provocando una crescita delle vendite dei volumi successivi in edizione cartacea.


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