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GPS: Gioco, Pilota e Sicurezza

Il sistema GPS è composto da poco meno di una trentina di satelliti artificiali in orbita, oltre che da alcune stazioni di controllo a terra. I satelliti trasmettono costantemente via radio la loro posizione e l’ora esatta, grazie ai precisissimi orologi atomici di bordo. Un ricevitore GPS di terra è un semplice ed economico apparecchietto che riceve la posizione dei satelliti visibili nella porzione di cielo sopra di lui; poi confronta l’ora esatta ricevuta via radio con quella di un suo orologio interno. La differenza fra l’ora ricevuta e l’ora misurata dall’orologio interno dà una misura della distanza fra trasmittente e ricevente. Il tempo che il segnale impiega per giungere dal satellite al ricevitore, insomma, rivela la nostra esatta distanza. Facendo una triangolazione con i dati di almeno tre satelliti artificiali, un ricevitore GPS è in grado di stabilire la propria posizione sulla superficie terrestre con uno scarto di pochi metri. E quando avvista almeno quattro satelliti è in grado di indicare anche la sua altitudine sul livello del mare.
Naturalmente, conoscere una latitudine e una longitudine non ha grande interesse per una persona comune. I moderni ricevitori GPS allora non si limitano a indicare la propria posizione, ma elaborano questi dati e li utilizzano per fungere da sistemi di navigazione. Un buon sistema di navigazione non si limita a dirci dove siamo, ma a che velocità stiamo andando, in quale direzione, qual è il percorso migliore per arrivare a destinazione, quanto tempo impiegheremo, se il carburante che abbiamo nei serbatoi è sufficiente per coprire tutta la tratta e così via.
Un GPS veicolare (o tascabile, purché abbia anche funzionalità stradali) è un ricevitore che ha memorizzata la mappa topografica e stradale della zona in cui viene utilizzato. Ci è possibile ricercare un indirizzo (a livello dei numeri civici delle singole vie) e poi dire all’apparato di portarci fino al punto prescelto. Il GPS calcolerà la sua posizione grazie ai segnali provenienti dai satelliti e inizierà il suo pilotaggio dandoci ordini precisi sulla direzione da prendere mano a mano che procediamo. Naturalmente il software di bordo terrà conto del mezzo che stiamo usando per spostarci (se è un apparato tascabile), delle indicazioni che gli abbiamo dato all’inizio (strada più breve, più veloce, con o senza tratte autostradali a pagamento…) e delle informazioni presenti nella mappa (sensi unici, isole pedonali…).
Spesso con il software sono memorizzate anche informazioni aggiuntive oltre agli indirizzi: teatri, monumenti, alberghi, ristoranti, distributori di benzina, e molto altro. In questo modo è possibile trovare un albergo conoscendone solo il nome. Oppure arrivare al ristorante cinese più vicino a dove ci troviamo, senza nemmeno conoscere come si chiama.
Le indicazioni per la navigazione appaiono su uno schermo e, per alcuni modelli, vengono anche pronunciate da un altoparlante, per evitare il più possibile che chi guida debba distogliere lo sguardo dalla strada.
Non è neppure necessario spendere una fortuna: chi ha un calcolatore portatile può collegarci un apparecchietto GPS da 200 franchi, montare un programma software ancor più economico e girare l’Europa in auto o in barca senza perdersi mai.
Una delle funzioni più intriganti di un GPS è la memorizzazione dei percorsi. I ricevitori “ricordano” la strada che hanno percorso e sono in grado di mostrarla ed elaborarla. Memorizzare un percorso significa poter dire poi al GPS di calcolare la rotta inversa per tornare al punto di partenza: immaginate di seguire l’auto di un amico che vi sta portando a una festa, ma di dovervene poi tornare a casa da soli e capirete subito l’utilità del sistema. Controindicazioni? Un esempio per tutti, pescato da Internet: una donna saluta il marito che esce di casa per andare al lavoro, ma quella mattina la signora ha avuto l’accortezza di infilare un GPS tascabile (è grande come un Natel) nella tasca dietro al sedile di guida. Alla sera, il GPS viene collegato al PC di casa e mostra sullo schermo il percorso effettuato dall’autovettura dell’ignaro consorte: anziché “casa – ufficio – casa”, lo schermo ha rivelato un imbarazzante “casa – ufficio – motel – ufficio – casa”. Potete facilmente immaginare com’è andata a finire…
Ma ci sono molti altri usi possibili, utili anche a chi ha un partner fedele: un ricevitore GPS accoppiato a una radio trasmittente può indicare a una centrale la posizione del veicolo su cui è montato. In altre parole, un antifurto che può far ritrovare l’auto rubata. Sui radiotaxi il GPS diventa uno struimento di prenotazione: la centrale invia la macchina libera più vicina a voi senza dover interpellare uno per uno i tassisti chiedendo la posizione; gli automezzi di soccorso possono essere meglio coordinati e fatti confluire sul luogo dell’intervento; un uomo in difficoltà (militare o civile che sia) può lanciare SOS via radio o via telefono cellulare, contando sul fatto che il GPS integrato nell’apparato trasmittente manderà la sua posizione precisa a chi lo sta cercando.
L’utilizzo più giocoso e originale? La caccia al tesoro. Visitate il sito Internet geocatching.com e troverete un elenco di coordinate. In ciascuna di queste un giocatore ha nascosto un piccolo dono, una sorpresa o un omaggio. Se sarete i primi a recarvi in quella posizione (ovunque essa sia) potrete impadronirvene. È un modo per passare un fine settimana diverso dal solito, col naso incollato al GPS -- chissà dove finiremo questa volta. Se fate in fretta potreste arrivare per primi... ma controllate che le pile del vostro GPS siano ben cariche. Un GPS veicolare


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.