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DecagigaEthernet e Tsunami

Immaginate una fila di millecinquecento CD impilati uno dell’altro. Sarebbe alta come un uomo adulto e potrebbe contenere una quantità stupefacente di dati: un terabyte. Detta così, quella parolina potrebbe impressionare poco; ma si tratta di quasi novemila miliardi di bit. (Il bit è la più piccola informazione che si possa comunicare: immaginate di avere una amica, diplomata in informatica e in dolce attesa. Vi mettete d’accordo che dopo il parto lei vi telefonerà e vi dirà solo una parola: “zero” se le è nato un maschio e “uno” per una femmina. Quella telefonata allora trasmetterà esattamente un bit di informazione). Un terabyte può memorizzare centottantatremila libri di mille pagine ciascuno.
Un gruppo di ricercatori canadesi è riuscito a trasmettere un terabyte di informazioni a un gruippo di colleghi situati presso il CERN di Givevra, usando un collegamento ottico dedicato, in sole tre ore totali. È come se ciascuno di quei millecinquecento CD fosse stato inviato in soli otto secondi di media, nonostante la distanza di oltre dodicimila chilometri che separa le due città. I dati sono stati trasmessi a una velocità di punta che ha superato il miliardo di bit al secondo, oltre il doppio del record precedente. Ai due capi della comunicazione stavano due semplici PC, ma entrambi erano stati dotati di unità a disco ultraveloci, per riuscire a stipare quella fenomenale quantità di informazioni. I PC montavano schede di comunicazione ancora sperimentali, le decagiga-Ethernet, e utilizzavano il sistema operativo Linux in una versione ritoccata appositamente. Anche il software di trasmissione, chiamato "Tsunami”, è stato realizzato su misura da un team di informatici americani.
Un cavo in fibra ottica è stato impegnato in esclusiva per ottenere questo risultato, visto che l’Internet à di gran lunga troppo lenta per un traffico di questo tipo. Le informazioni viaggiavano da Vancouver a Chicago ad Amsterdam a Ginevra nella forma di luce purissima. L’instradamento del fascio luminoso ha richiesto l’uso della più recente generazione di apparecchi “switch”, calcolatori ottici ultraveloci, del costo di oltre tre milioni di franchi ciascuno, specializzati nel trasferimento di dati -- ciascuno dei quali potrebbe facilmente gestire il traffico telefonico in voce di una intera nazione.
L’espertimento non è avvenuto solo per battere un record. Oltre duemila studiosi di fisica in tutto il mondo sono convolti in un gigantesco sforzo di ricerca chiamato ATLAS, che si propone di sfruttare le capacità del nuovo acceleratore di particelle di Ginevra e del suo omologo canadese, il TRIUMF, per esplorare le leggi fondamentali della natura e le forze che danno forma al nostro universo. Il problema è come far arrivare la quantità gigantesca di informazioni che uscirà dall’acceleratore del CERN a tutti gli scienziati. Si prevede che il flusso sarà massimo nel 2007, con gli esperimenti e le apparecchiature impegnati a regime, ed è necessario che prima di allora la infrastruttura informatica sia perfettamente in grado di trasferire più terabyte di informazioni ogni giorno. Da questa necessità nasce il progetto GRID, una super-Internet che collegherà oltre centoquaranta università in trentacinque nazioni del mondo, usando collegamenti come quello sperimentato il tredici novembre 2002 dagli scienziati canadesi. Insomma, anche se le neomamme tipicamente non si limitano a un solo bit di informazioni quando devono descrivere il nuovo nato, abbiamo scoperto che gli scienziati sono ancora più chiacchieroni quando devono descrivere le nuove particelle che hanno portato alla luce, e possiamo stare certi che una infrastruttura del genere sarà in grado di sopportare il carico di entrambe le comunicazioni...


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