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Indossa e impara

Chi ha detto che ci vogliono investimenti miliardari per fare scoperte che possono cambiare una vita? Questa è la storia di Lisa Zverloff, insegnante elementare nella profonda provincia statunitense. La signora Zverloff, dopo parecchi anni di onesta ma non memorabile carriera, si è trovata nella terza classe un bimbo autistico, un certo Jeremy Rossiter. Come è tipico per chi è colpito da questo terribile disordine, il piccolo Jeremy non parlava con nessuno ed era completamente concentrato sul suo universo interno, sulla sua stessa persona. Ogni tentativo di coinvolgerlo in qualsiasi attività veniva ricambiato da calci e morsi. Lisa Zverloff non si è rassegnata, come avrebbero fatto molti, a tenere in classe il bimbo ignorandolo ma ha invece cercato un metodo per interessarlo alle attività didattiche. Per mesi, senza successo: sinché il suo compagno non decise di investire qualche quattrino nelle azioni di una piccola azienda, la Xybernaut (www.xybernaut.com) che sviluppa calcolatori “da cintura”. Gli utilizzatori dei prodotti Xybernaut erano tecnici e operai che, lavorando in situazioni che richiedono entrambe le mani, trovavano comodo fissare alla cintola un piccolo PC portatile dotato di schermo piatto sensibile al tocco, e utilizzarlo poi per interrogare manuali interattivi o eseguire applicazioni personalizzate.
La signora Zverloff si chiese se un apparecchio del genere, fissato indosso a Jeremy, lo avrebbe interessato. Una prima telefonata al quartier generale della azienda incontrò freddezza e disinteresse, ma la maestra elementare seppe essere insistente al punto da fissare un appuntamento con un rappresentante della Xybernaut e convincerlo a prestarle per qualche giorno un campione del prodotto.
Le prime prove furono incoraggianti al punto che l’amministrazione della scuola elementare riuscì ad ottenere un sussidio statale per acquistare il dispositivo -- il prezzo non proprio popolare di novemila dollari impedì soluzioni più spicce. Fu poi necessario rimpiazzare l’alloggiamento da cintura (adatto ad un adulto ma troppo ingombrante per un bambino) con uno zainetto che permettesse a Jeremy di trasportare i tre chili di peso dello strumento senza problemi, lasciando il solo schermo attaccato alla vita. Caricando un programma di apprendimento pensato per l’età prescolare, che presenta le lettere dell’alfabeto e alcune figure, e che pronuncia a voce alta il nome della lettera o dell’oggetto rappresentato, la signora Zverloff è riuscita ad alfabetizzare Jeremy. Nel giro di soli due mesi il bambino ha cominciato a parlare giungendo a pronunciare brevi frasi di tre parole. Un programma che presenta foto di animali e richiede che il bimbo tocchi le lettere che ne compongono il nome a video ha poi aiutato Jeremy ad apprendere l’ABC della scrittura. Nel 2002 la Xybernaut ha deciso di industrializzare l’esperimento e ha lanciato sul mercato una linea di prodotto, chiamata Xyberkids, destinata proprio ai bambini con forti difficoltà di apprendimento.
Il Georgia Institute of Technology ha sviluppato uno strumento analogo indirizzato alle persone che, in seguito a un incidente, hanno perso la memoria di breve periodo. Il sistema contiene un rilevatore GPS che aiuta il malato a capire dove si trova e a ritrovare la strada di casa.


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