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Lots of robots

Un moderno lungometraggio a cartoni animati -- non importa se realizzato con mezzi tradizionali oppure al calcolatore -- in media richiede tre anni di lavoro e circa cento milioni di dollari in investimenti. Come sempre accade nel mondo del cinema, può risultare un roboante successo (Il re leone nel 1994 rastrellò al botteghino, in soli dieci giorni, una cifra superiore al suo costo) o un flop colossale (Final Fantasy, completato nel 2001, richiese circa trecento persone e costò circa 150 milioni di dollari ma ne incassò poco più della metà dopo critiche feroci e unanimi).
Per tutti questi motivi alla fine del gennaio 2003 ha fatto scalpore al Sundance Film Festival la presentazione di un film animato chiamato Lots of robots. L’opera (il cui titolo si traduce pressappoco con “Un sacco di robot”) ha richiesto due anni di lavorazione e si può ancora considerare grandemente incompiuta: ma è frutto del lavoro di un uomo solo. Andy Murdock, il suo creatore, è stato regista e sceneggiatore, animatore e musicista, montaggista e addetto agli effetti speciali.
L’uomo ha certamente dalla sua molta abilità: animatore professionista, Murdock perse il suo posto fisso due anni fa e decise di intraprendere il progetto Lots of robots usandolo dapprincipio come supporto per i corsi che tiene. Ma parte del merito sta certamente alla moderna informatica: il film è un cartone animato basato su grafica computerizzata, come Monsters & Co oppure Shrek. Il progresso tecnologico ha fatto sì che la potenza di calcolo assommata dai tre Macintosh utilizzati da Murdock sia superiore a quella della batteria di centinaia di costosissimi sistemi specializzati che vennero utilizzati per realizzare il primo Toy Story, primo esempio del genere. E anche il costo dei programmi utilizzati è precipitato in modo analogo.
Lots of robots è un filmetto gradevole, una favola moderna che racconta come lo scienziato di una razza molto progredita -- avendo inventato un intero pianeta e la sua vegetazione, ma essendo ancora in dubbio sugli animali -- decida di popolare il pianeta con una gran quantità di robot, allo scopo di “rodare” il sistema. Quando però verrà il momento di pensionare le macchine animate a favore degli animali veri, i primi si rifiuteranno di farsi rottamare...
I primi cinque minuti del film sono visibili su Internet all’indirizzo www.lotsofrobots.com, dove è anche possibile acquistare un DVD per venticinque dollari. Su quel disco, nello spazio dedicato agli extra, Murdock spiega come abbia realizzato il film e come lo si possa emulare. Duecentocinquantamila persone hanno già scaricato il trailer dal sito Internet. Toy Story apparve al cinema nel 1995: di questo passo c’è da chiedersi cosa potranno fare i ragazzini nati nel 2003, tra solo una decina d’anni, sul calcolatore di casa...


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