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Introduzione al multimedia

Multimedia: la possibilità di combinare su un calcolatore più flussi di informazioni sincronizzati. Audio e video, soprattutto: ma qualcuno ha anche creato un dispositivo che combina tra di loro olii essenziali e li scalda, in modo aggiungere un fattore olfattivo all’esperienza di chi sta seduto davanti al PC. Idea interessante ma commercialmente fallimentare: ne hanno venduti pochissimi.
Il multimedia nell’era di Internet è ormai ubiquo — sono tantissimi i siti Internet che aggiungono una colonna sonora o inseriscono una animazione in mezzo ai testi — ma seriamente limitato, perché la Internet odierna fatica a far transitare flussi veloci di informazioni da e per le nostre case. Chi si collega alla Rete delle Reti attraverso il filo del telefono impiegherebbe 220 ore per scaricare un film direttamente estratto da un disco DVD video, del tipo che che si acquista per qualche decina di franchi nei negozi; chi si è dotato di una connessione permanente, dedicata, a più alta velocità (coma la ADSL) avrebbe bisogno “soltanto” di diciotto ore. Per aggirare il problema si sono inventati protocolli, metodi e trucchi molto ingegnosi. Le notevolissima capacità di macinare numeri dei più moderni calcolatori domestici può venire usata per comprimere ai minimi termini i flussi di dati che stanno dietro a film e audio. Se accettiamo di ridurre la qualità del film digitale a quella che osserveremmo in una comune videocassetta, e se usiamo i sistemi più sofisticati per comprimerlo (come MPEG4), allora il suo ingombro e quindi il tempo necessario per scaricarlo si riduce a un decimo.
Sui siti web vanno per la maggiore le animazioni in formato Macromedia Flash, che usa la versatilità del nostro elaboratore per muovere sullo schermo figure disegnate al tratto senza dover esprimere in ciascun fotogramma la posizione e intensità di ogni singolo punto luminoso. Per esempio, questo metodo viene usato nei deliziosi cartoni animati con protagonisti Bugs Bunny, Daffy Duck & c che possiamo guardare gratuitamente sul sito www.looneytunes.com (in inglese, ma godibili anche per chi non mastica troppo la lingua d’Albione).
Sta anche cominciando a diffondersi la videoconferenza via Internet: adottando i più moderni sistemi operativi, due interlocutori collegati via rete ad alta velocità possono guardarsi, parlarsi, scambiarsi documenti e vedere ciascuno i testi che l’altro digita alla tastiera. Un programma del genere, Windows Messenger, è incorporato in Windows XP: la versione corrente è ancora immatura — poco affidabile e difficile da configurare — ma fa sperare per il futuro. Molto più semplice e di qualità superiore è iChat AV, disponibile agli utenti di Mac OS X, ma richiede calcolatori migliori e videocamere più costose, dai 250 franchi in su.
Non va trascurato l’aspetto ludico: in The Sims, per esempio, sullo schermo si muovono personaggi disegnati, uno per ciascun giocatore. In questo caso le immagini vengono lette dal disco acquistato in negozio. I giocatori possono parlarsi ad alta voce e, per consentire la interpretazione di qualsiasi ruolo, il PC filtra le parole; così un uomo può parlare nei toni più alti tipici di una donna, e viceversa, oppure ispessire la voce per calarsi nell’armatura di un fiabesco guerriero nano, tipo quello che appare nel film Il Signore degli Anelli.


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