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Supercomputer

Phoenix, Arizona, Stati Uniti d'America, 16 novembre 2003. La consueta Supercomputer Conference [http://www.sc-conference.org/sc2003/] riunisce direttori d'azienda ed accademici in un simposio dedicato alle nuove frontiere dell'informatica iperveloce. Negli ultimi anni la domanda di personal computer ha conosciuto una flessione, perché le macchine in commercio sono abbastanza veloci da soddisfare tutte le esigenze dell'utente medio; ma la domanda di calcolatori ultraveloci non si acquieta mai perché esistono sempre problemi che si possono affrontare meglio e con maggior precisione aggiungendo potenza di calcolo. Un esempio tipico sono le previsioni del tempo, che oggi si compilano applicando formule matematiche complicatissime ai dati letti dai sensori sparsi sul territorio: una maggior potenza di calcolo può significare non solo previsioni più precise, ma anche più dettagliate oppure spinte più in avanti nel futuro. È proprio alle previsioni del tempo che lavora, notte e giorno, il campione assoluto del computer mondiali, il giapponese Earth Simulator costato la bellezza di quattrocento milioni di dollari. Per il massimo dei risultati nella meteorologia, Earth Simulator computa trentacinque milioni di milioni di calcoli ogni secondo (o, come dicono gli informatici, 35 teraflop). Per raggiungere questi livelli di potenza si combinano tra di loro molte migliaia di processori individuali, in modo che si dividano il compito.
La classifica sui calcolatori più veloci del mondo, che accompagna il simposio [http://www.top500.org/], viene realizzata costringendo tutti i campioni di velocità a computare il medesimo complicatissimo problema e misurando i tempi di risposta. La vera sorpresa si trova al terzo posto della classifica. Con i suoi 10,28 teraflop di capacità, la medaglia di bronzo va a un supercomputer recentissimamente creato dai tecnici della Università della Virginia combinando tra di loro soltanto millecento personal computer Apple Power Macintosh G5 (ciascuno dotato di due microprocessori). Il prezzo? Relativamente bassissimo: 5,2 milioni di dollari.
Per la prossima classifica ci si attende che Earth Simulator venga spodestato da un supercomputer che viene progettato in questi giorni: Blue Gene/L. Creato da IBM combinando ben centodiecimila processori PowerPC (gli stessi dei Power Macintosh), Blue Gene/L dovrebbe toccare la velocità di 360 teraflop. Costerà 267 milioni di dollari, userà il sistema operativo Linux, verrà usato per ricerche di cosmologia e sarà relativamente piccolo, perché IBM è riuscita a stoccare ciascun gruppo di mille processori in uno chassis grande quanto un frigorifero.


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