DI RECENTE ACCOMAZZI...
CERCA
» Ricerca avanzata
MAILING LIST

Se vuoi iscriverti alla mailing list di Luca Accomazzi inserisci qui la tua mail:

Vuoi ricevere i messaggi immediatamente (50 invii / giorno) o in differita e in gruppo
(due invii / giorno)?

» Vuoi saperne di più?

Buon compleanno

“A questo punto vi starete certamente chiedendo, chissà stavolta questo dove vuole andare a parare”, come diceva un noto cantante prima di rincorbellirsi. Qualcuno anzi si starà chiedendo se il sottoscritto usi ancora Word 5.1 per scrivere i suoi pezzi -- come, altrimenti, avrei potuto far caso all’anniversario? Sarebbe poeticamente appropriato, forse: se il grande Montanelli è andato avanti a scrivere sulla fedele Olivetti per tutta la vita, dopotutto sarebbe appropriato che io, nel mio piccolissimo, usi testardamente Word 5. E invece no. Di norma, il mio calcolatore lavora esclusivamente in Mac OS X con l’ambiente Classic rigorosamente disattivato e io scrivo in AppleWorks 6, esportando poi nel formato Word che la redazione predilige. Quest’oggi, però, digito il mio pezzullo proprio con Word 5.1. Su un PowerBook 165c -- che ha anche lui i suoi dieci anni di vita. Qualche giorno fa infatto mi ha lasciato con un palmo di naso il mio iBook (primo modello, tipo colorato, quello variamente chiamato dai suoi utilizzatori “il conchiglione”, “la cozza” o anche in alcuni casi di sana autoironia “la tavoletta del water”). Pam, morto stecchito, non prova nemmeno più ad accendersi, e preavviso zero. Meno male che oltre di vent’anni di frequentazione con i calcolatori mi hanno reso prudente: avevo un backup recente di tutti i lavori sul Power Mac G4 e ho perso poco più di un’ora di lavoro.


Il nonnetto immortale

Dallo scantinato di mia madre, durante un week end che prometteva di essere di tutto riposo, riemerge il vecchio portatile. Punto da curiosità, lo attacco alla corrente. Parte come se non fosse passato neanche un giorno dall’ultima volta e carica Mac OS 7.1 in un battito di ciglia. Poi cerca di ricordarmi che sono in ritardo per due appuntamenti che avevo preso nel 1995. Imbarazzante.
Piccole vicissitudini come questa ti fanno pensare. Tocchi con mano, e ti fa impressione, una certezza intellettuale che prima era remota: anche un G4 biprocessore nuovo fiammante rischia di lasciarti a piedi in soli tre anni, e in dieci sarà un fermaporta imbarazzante. Magari qualcuno lo tirerà fuori dalla cantina per scrivere due righe e le registrerà sul Superdrive pensando “mamma mia, guarda quanto era limitato ‘sto coso, una cartuccia da soli 4,7 GB, ma pensa”. Viene anche il dubbio che le macchine di una volta fossero fisicamente più robuste: non mi era mai capitato che un Apple mi lasciasse completamente a piedi come ha fatto questo iBook. Magari il disco rigido ci lasciava le penne. Una volta è partito un alimentatore. Un’altra volta ho lasciato cadere da due metri d’altezza un Duo che è letteralmente andato in mille pezzi: ma la sua piastra madre, dotata di un differente disco recuperato da un secondo portatile e con lo schermo salvato da un terzo, ancora oggi fa la felicità di un ragazzino amico di famiglia. In oltre venti anni di uso quotidiano di calcolatori Apple ciascuno dei dieci modelli che ho posseduto è stato pensionato in stato funzionante, di solito passandolo a qualcun altro che ha continuato ad usarlo. E anche il software non è più così longevo. Nasce pieno di bachi conosciuti e viene presto rimpiazzato da una nuova versione dotata di bachi differenti. L’ultimo browser Internet che non si piombasse, per esempio, a mia memoria è stato Netscape 2... pressappoco un contemporaneo di questo immortale Word 5.


L’ultima parola

Adesso vi saluto. Devo andare a comprarmi un Titanio. Spengo il vecchio PowerBook e lo rimetto a riposare nella sua borsa, in fondo alla cantina di mammà. L’articolo lo salvo su due vecchi floppy (etichettati “SuperPaint 3.0”), che ho reinizializzato in formato PC. Non so se tirerò mai più fuori il 165c. Anzi, a ben pensarci credo proprio che accadrà: fra tre anni, quando morirà il Titanio...

--

Luca Accomazzi possiede anche un computer Apple ancora più vecchio, datato 1986, ma la nostalgia per i vecchi tempi non è arrivata sino al punto di provare con quello.