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Mettiamoci d’accordo

Sarà capitato anche a voi di avere una musica in testa. Una musica inutile, mentre navigavate un sito Internet alla ricerca di una informazione che vi serviva, che sapevate essere presente, che non riuscivate a trovare. Ci avrete fatto caso: i siti web sono tanto diversi tra loro quanto è umanamente possibile immaginarsi. Non è solo una questione estetica (i siti sul blu, i siti sul rosso...) ma è una questione di navigazione (ci sono tanti link affastellati, trovo un menu ad albero per arrivare a destinazione, clicco su una mappa grafica del sito...) Alla fin fine l’aspetto, come succede sempre, influenza anche la struttura e la utilizzabilità dell’oggetto.


Vedo presente passato e futuro anteriore

Facciamo una prova pratica. Anzi, facciamo un esperimento di magia, un po’ come quei prestigiatori che indovinano la carta che avete pescato dal mazzo. Prendete un libro, il primo che avete sottomano. Guardatelo bene, ma senza farlo vedere a me ché sono il mago. Fatto? Bene. Pronti? Adesso indovino. Allora... Il titolo è scritto sulla copertina in caratteri molto grossi e centrati. Il nome dell’autore sta sopra ed è scritto un po’ più piccolo. Il prezzo sta dientro, nell’angolo in basso a destra. Ho indovinato? Posso andare avanti ancora un bel po’ se volete, so anche indovinare dove stanno i numeri di pagina, ma credo che abbiate intuito dove sto andando a parare.
Vi renderò partecipi di una mia profonda riflessione. Secondo me l’autore, ma anche il grafico che ha studiato la copertina, l’impaginatore e l’editore di quel libro lì, non si sono affatto sentiti vincolati nella loro creatività. Anche se sono stati praticamente costretti a mettere il titolo in centro alla copertina, eccetera. Gli è sembrato, anzi, così logico e naturale che l’hanno fatto senza neppure pensarci. E allora perché, porca pupazza, gli autori dei siti web non mettono sempre le stesse informazioni di servizio negli stessi punti? Se voglio scoprire chi ha scritto il testo che sta su una certa pagina web io non ho alcun modo certo per scoprirlo -- una convenzione ci sarebbe ma non la rispetta quasi nessuno, e comunque prevede che il nome sia nascosto in mezzo al codice HTML e non venga mostrato ai visitatori. Tanto meno si trovano sul web costrutti semplicissimi ma utilissimi come i sommari e gli indici analitici, o la sintesi del contenuto (quella che nei libri di carta di solito sta in quarta di copertina).


Skip intro

I siti web non assomigliano ai libri. Nutro il feroce sospetto che assomiglino sempre di più alla pubblicità: infatti non hanno nessuna struttura prefissata, sempre più spesso hanno la medesima profondità di una cialda e tutte le aziende pensano di doverne fare, anche quando non hanno niente da dire.
A questo proposito vi annuncio ufficialmente che ho cestinato il plug-in di Macromedia Flash da tutti i miei calcolatori e tutti i miei browser. Ne avevo le scatole piene di cliccare “skip intro”. Un po’ mi spiace, perchè la tecnologia Flash è splendida e le possibilità che offre sono immense. D’altra parte non mi è mai, neanche una sola volta, per sbaglio, capitato di trovare qualcosa che mi servisse dentro a un Flash. Sono giunto alla conclusione che Flash è l’ultima spiaggia degli incompetenti e il rifugio di chi non ha niente da dire, un po’ come accade nella pubblicità. Tra i pubblicitari, forse non lo sapevate, vige il motto “se non hai niente da dire allora cantalo”. Io reagisco come posso: quando vedo un prodotto che stavo acquistando venire pubblicizzato in uno spot cantato allora smetto di comprarlo, perché quella musica significa che quel prodotto non ha niente di buono. La cancellazione del plug-in di Flash ha lo stesso scopo: non ho niente contro musica e animazioni, ma se si usano solo per farmi perdere tempo...


Appello conclusivo

Autori di siti web significativi, mettiamoci d’accordo. Inventiamoci una copertina, un colophon, uno standard, una cosa qualsiasi. Se facciamo risparmiare cinque secondi a ogni visitatore di una pagina web salveremo molte vite umane...