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Ei fu

Dal marzo 2001, il sistema operativo di Apple è Mac OS X. Senza falsi pudori, diciamoci pure che il passaggio non è stato né facile né indolore per nessuno. Chi segue queste pagine da tempo sa che il sottoscritto non ha lesinato critiche, anche feroci, al figlio prediletto di Jobs & Tevanian. Ma dirsi che OS X è ancora immaturo da oggi non è più una risposta; lo spartiacque è nel nostro passato, non nel nostro futuro: tutte le macchine di ingegnerizzazione 2003 non si possono avviare sotto Mac OS 9. Mentre scrivo, questo significa “quasi tutte” e sospetto che quando voi leggerete il mio pezzo la situazione si sarà ulteriormente evoluta. Sino al 30 giugno Apple continuerà a vendere alcune vecchie macchine compatibili con 9 -- in configurazione pompata e quindi a prezzi maggiorati -- poi anche quell’ultimo rubinetto verrà sigillato.


Nove e non più nove

In sostanza, se voi state ancora lavorando sotto OS 9 (come fa la maggioranza degli utenti, del resto) e se vi si guasta il calcolatore, siete a piedi. Non prendetevela: Apple ci ha dato due anni di totale compatibilità all’indietro e ha speso una quantità spaventosa di soldi per creare nel frattempo macchine compatibili sia con il vecchio, inaffidabile sistema operativo sia con il nuovo. Oggi, con l’economia che ci ritroviamo, Apple non se lo può proprio permettere. Inoltre, le grandi transizioni del passato furono più repentine e drastiche. Chi ha qualche capello bianco ricorda il passaggio da System 6 a System 7: anche allora parecchi grandi utenti, alcuni service di stampa, molti sviluppatori rifiutarono il passaggio al nuovo sistema operativo. Perché abbandonare la via vecchia per la nuova, perché riscrivere software che funziona, erano anche allora i mantra spesso ripetuti. Poi Apple presentò i Quadra: una nuova generazione di macchine molto più veloci delle precedenti e compatibili solo con System 7. Molti sobbalzarono, alcuni imprecarono, tutti dovettero accettare (meglio prima che poi) che System 6 era morto. Questa volta il funerale del vecchio sistema operativo è più prolungato: fase uno, arriva il suo erede; fase due, le nuove macchine non possono utilizzare il vecchio sistema per avviarsi; fase tre, gli sviluppatori smettono di produrre programmi compatibili con OS 9; fase quattro, restare su OS 9 diventa economicamente insostenibile.


Fase tre

XPress versione 6 è imminente e girerà solo sotto Mac OS X, questo si sa da tempo. Aggiungiamo: moltissimi impaginatori lavorano ancora con la versione 4, perché la 5 costava tanti soldi e aggiungeva ben poco alle funzionalità offerte dal popolare software di Quark. Presumibilmente però l’adozione della versione 6 sarà più massiccia. Tutte le prossime versioni di tutti i programmi Adobe gireranno esclusivamente sotto X: se ci tenete a Photoshop, dovete mollate Mac OS 9 al più presto.


Fase quattro

Se ci pensate, è già cominciata. Se vi interessa la FireWire veloce, se Airport Extreme da 54 MBps vi serve, allora OS X è la vostra unica scelta, perché le nuove macchine che offrono queste tecnologie si avviano solo nel nuovo sistema operativo. (Oppure fate il salto della quaglia e cercatevi un PC che supporti quelle tecnologie: comunque sia, OS 9 è tagliato fuori né è possibile per una terza parte offrire il supporto delle nuove tecnologie sul vecchio sistema. Apple scommette che non lo farà quasi nessuno e io sospetto che Apple abbia ragione). Persino la nuova tecnologia che offre ventole più silenziose è una esclusività dei nuovi Power Macintosh G4 basati su OS X. È solo l’inizio. Presto Apple lancerà i Power Macintosh G5 e sarà evidente anche ai più distratti osservatori che chi è rimasto su Mac OS 9 è rimasto fermo un giro.


Requiescat in pacem

Ciao ciao, Mac OS classico. T’aggio voluto bbene, ma bene assaje. Però adesso è arrivata l’ora di asciugarsi le lacrime, darti una onesta sepoltura e voltare pagina.

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Luca Accomazzi (www.accomazzi.net) nel 1980 lavorava usando il sistema operativo Apple DOS 3.3, da non confondere con il ben più recente MS DOS 3.3, su ampie unità dischi da 140 kB al massimo.