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La faccia oscura di OS X

Chi scommette la sua vita professionale su uno strumento; chi sborsa un bel mucchio di sudati quattrini per acquistare un oggetto complesso e sofisticato come un Macintosh; chi investe su Apple: tutte queste persone hanno bisogno di conoscere non solo trucchi d’uso e funzionalità del sistema, ma anche i suoi difetti. In questo articolo ci proponiamo di portare alla luce le cattive decisioni e i limiti architetturali del nuovo sistema operativo di Apple. Non sono molti, ma è bene che si conoscano, in modo che gli utenti possano tenerne conto ed eventualmente fare pressioni su Apple perché vengano risolti.


Problemi di interfaccia

I difetti più noti di OS X sono quelli relativi alla sua interfaccia utente. Le trasparenze di Aqua sono eleganti e impressionano chi le guarda per la prima volta, ma hanno pesanti conseguenze sul consumo di memoria video (servono almeno 32 MB), memoria centrale e potenza del processore (in media il quindici per cento). Più preoccupante, visto che non è risolvibile acquistando un Mac più veloce e più dotato, è la questione Dock. Tutti i maggiori studiosi di interazione uomo-macchina concordano sul fatto che OS X è più difficile da usarsi rispetto al suo precedessore: la maggior parte della colpa risiede proprio nel Dock. Il padre della interfaccia utente Macintosh, Bruce Tognazzini, è particolarmente appassionato alla questione e ha scritto testi in cui dettaglia e motiva tutti i difetti del Dock (vedere “Per saperne di più”). In sostanza, il Dock concentra in sé i compiti che in Mac OS 9 erano del menu Applicazioni, della Striscia di controllo e del Menu mela: ma questa sintesi è internamente incoerente, occupa troppo spazio, cambia continuamente posizione in modo da rendere impossibile il suo uso veloce ed efficace. Per di più, in Mac OS X un utente avanzato può disabilitare praticamente qualsiasi componente di OS X (persino il Finder) e sostituirlo con un altro, differente programma sviluppato esternamente ad Apple: ma non il Dock. In OX S 10.2, Apple ha anche reso molto più difficile per i programmatori la creazione di elementi di interfaccia che si collegano alla barra dei menu (vedere ”Piccoli rimedi”).
Altra questione di cui si è molto discusso: le metainformazioni in generale e le estensioni in particolare. Con OS X, e con la versione 10.2 in particolare, Apple vuole costringere tutti gli utenti ad adottare i suffissi obbligatori di tre o più lettere a tutti i nomi di tutti i file. Questa scelta è esclusivamente dovuta alle personali preferenze del direttore tecnico di Apple Computer, Avadis Tevanian Jr, un ingegnere che ha sempre utilizzato sistemi Unix e mai Macintosh. La posizione ufficiale di Apple è che l’aggiunta virtualmente obbligatoria delle estensioni al sistema operativo rende più semplice l’interscambio di documenti con i possessori di macchine Windows. Questo è dimostrabilmente falso: basta visitare il pannello “Interscambio documenti” di Mac OS 9 per vedere che il Mac classico sa quali estensioni verrebbero associati su un PC a tutti i suoi tipi di documenti e dunque può, se del caso, aggiungerle automaticamente senza richiedere alcuno sforzo agli esseri umani e senza richiedere cambiamenti al nostro modo di lavorare.


Fruit Menu è un accessorio che per 10 dollari restituisce a OS X il menu Apple:
http://www.unsanity.com

La mezza calzetta

Più inquietanti e molto meno noti sono i problemi di OS X che riguardano le sue prestazioni. Chi passa da OS 9 a OS X nota immediatamente che il nuovo sistema operativo è molto più efficace e scattante quando deve lavorare con i file sul disco. Meno evidente ma perfettamente misurabile è la perdita di prestazioni nel sistema di rete. Per rendere OS X compatibile con le macchine multiprocessore, Apple ha inserito nel nucleo del sistema operativo due “kernel funnel”: uno sul sistema di rete e uno sul resto del nucleo. Il funnel è un collo di bottiglia che obbliga i programmi a “mettersi in fila indiana” quando chiedono qualcosa al sistema. Nell’uso normale il funnel non si nota, ma per alcuni utilizzi comporta una notevole perdita di prestazioni. Per esempio, una macchina attiva su Internet deve tradurre ogni nome (come www.apple.com) in un numero IP (come 17.254.0.91) prima di accedervi; in alcuni casi si dimostra molto efficiente la scelta di cercare di risolvere molti nomi in parallelo anziché scandire sequenzialmente la lista. Un XServe, per esempio e di conseguenza, è inefficente come sistema di posta elettronica ad alte prestazioni: quando deve spedire diecimila e-mail si dimostra francamente lento. Glen Anderson, il papà di Eudora, documenta il problema nelle note tecniche del suo programma. Il suo apprezzato programma Eudora Internet Mail Server a tutt’oggi non è ancora disponibile in versione definitiva per OS X perché Anderson ha deciso di riscrivere di sana pianta una gran parte del codice di rete di OS X per aggirare il problema. Analogamente, cercare di impiantare un sito web molto frequentato su una macchina OS X è sconsigliabile se, come spesso accade, vogliamo tenere traccia di tutti i visitatori deducendo (a fini statistici) dalle loro richieste la nazione e il provider da cui arrivano.


Prova al cronometro

Gli specialisti che hanno deciso di mettere alla prova -- cronometro alla mano -- un sistema Mac OS X Server si sono spesso scontrati con risultati deludenti. Normalmente si tratta di esperti Unix che ignorano la questione funnel e pertanto non si capacitano dei risultati, com’è accaduto a Moshe Bar, giornalista di Byte, che ha documentato la superiorità di una installazione Linux su OS X, pur usando lo stesso hardware Macintosh (vedere “Per saperne di più”). Non a caso Steve Jobs, che ama mettere a confronto i Mac e i PC durante le sue presentazioni, si è sempre concentrato sulle prestazioni dei filtri e delle azioni Photoshop: solo quando lo vedremo vantarsi delle prestazioni in rete ci convinceremo che Apple ha messo casa in ordine...


L’ultima parola

“La potenza di Unix e la facilità d’uso di Mac” o “Il sistema operativo più potente del mondo” sono slogan, non fatti. La casa delle mele aveva mille cose a cui pensare durante la difficilissima transizione dal vecchio al nuovo sistema operativo. Oggi gli ingegneri di Apple hanno risolto quel problema al meglio delle loro possibilità e devono dedicarsi a darci davvero il miglior sistema operativo possibile: anche se questo richiedesse la riscrittura del nucleo del sistema, non ci sono più scuse.


Per saperne di più

Dieci motivi per cui il Dock fa schifo
di Bruce Tognazzini
Il padre della originale “interfaccia umana per Mac” prende posizione
http://www.asktog.com/columns/044top10docksucks.html
http://www.asktog.com/readerMail/2001-03ReaderMail.html

Kernel Funnel
Sito sviluppatori di Apple Computer
La scarna documentazione fornita da Apple sul nucleo del suo sistema operativo
http://developer.apple.com/technotes/tn/tn2028.html#MacOSXKernelThreading

Louis Gerbag, uno degli autori del nucleo di Mac OS X, descrive il funnel
http://louis.gerbarg.org/papers/AdvancedSynchronization.pdf

Prestazioni di Mac OS X
Le sue prestazioni comparate a quelle di Linux
Byte.com
Articolo tecnico accessibile solo pagando dodici dollari di iscrizione al sito.
http://www.byte.com/documents/s=7692/byt1035828368066/

EIMS e Mac OS X
Sito dello Eudora Internet Mail Server 3.2
Glenn Anderson, programmatore veterano, cita i limiti che OS X impone al suo software
http://www.eudora.co.nz/beta.html


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.