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Sotto al pelo dell’Aqua

Nella scorsa puntata abbiamo visto come il Terminale ci permette di accedere alla shell, un vecchio ma flessibile ambiente di lavoro che è certamente molto più difficile ad usarsi rispetto al Finder ma che d’altra parte offre potenzialità e segreti davvero intertessanti. In questo articolo vedremo come usarlo per curiosare “dietro le quinte” del nuovo potente sistema operativo di Apple e capire meglio come funziona.

BOM, la bolla di consegna
Aprite il terminale e scrivete:
cd /Library/Receipts
ll
Il primo comando informa la shell che vogliamo lavorare con la sottocartella “Receipts” della cartella “Library”. Nel Finder otterremmo lo stesso effetto aprendo la sua finestra in primo piano. Il comando ll, invece, fa apparire a video un elenco dei documenti e delle sotto-cartelle contenute in “Receipts”. È l’equivalente shell di quanto otterremmo chiedendo al Finder una occhiata “Vista | Come elenco”. Se il vostro calcolatore usa OS X da qualche tempo avrete trovato molte decine di elementi in questa cartella. Alcuni hanno il nome che termina con “pkg”, contrazione di “package”, cioè pacchetto; altri usano invece la sigla “bom”, contrazione di “bill of materials”, cioè “bolla di consegna”. (Ci sono anche alcuni documenti di testo rtf, ma questi non ci interessano particolarmente).
Ogni volta che installiamo un aggiornamento, il nostro sistema operativo registra in un documento BOM l’elenco completo di ogni documento modificato sul disco. La maggior parte dei documenti BOM è nascosta nei pacchetti: usando Finder, selezionate un pacchetto qualsiasi; poi cliccatelo mentre tenete premuto il tasto Ctrl. Nel menu che appare, selezionate “Mostra contenuto pacchetto”: potrete così ispezionare sino a trovare il documento BOM.


Dentro ogni aggiornamento inviato da Apple si trova una bolla di consegna

La shell (ma non il Finder) ci permette anche di guardare dentro il BOM stesso: si usa il comando lsbom. Nel Terminale, scrivete “lsbom “ (compreso uno spazio dopo la emme), poi trascinate sulla finestra stessa del Terminale l’icona di un documento BOM. Vedrete apparire la lista esplicita dei documenti che facevano parte di quell’aggiornamento.Possiamo utilizzare il Finder per completare i comnandi dello shell: basta trascinare un file per indicarlo come oggetto di un comando.

Sbirciare il BOM è interessante per chi vuole capire meglio come funziona il più recente sistema operativo Apple, ma è anche uno strumento importante per chi gestisce molte macchine e per chi le configura. Quando Apple rilascia un nuovo aggiornamento, la tendenza di tutti è di installarlo immediatamente; d’altra parte chi è responsabile della salute di molti Macintosh deve chiedersi che cosa accadrà dopo l’aggiornamento, cosa è cambiato, cosa potrebbe smnettere di funzionare o funzionare in modo differente. Chi ha installato software speciale, magari proveniente dal mondo Unix, deve chiedersi se l’aggiornamento sovrascriverà la sua personalizzazione. Tutto questo è possibile osservando il contenuto del BOM, dopo aver installato l’aggiornamento su una macchina di prova.


In questa finestra del terminale mostriamo come sia possibile, con un solo comando da tastiera, scoprire dove stanno tutti i pezzi di Mac OS che hanno a che fare con una tecnologia

Chi cerca trova

Un altro comando da tenere presente durante le nostre prime esplorazioni “sotto al cofano” di Mac OS X è whereis. Serve per scoprire dove si trova un applicazione Unix di cui conosciamo il nome. Per esempio, se scriviamo “whereis lsbom”, nel Terminale appare la risposta “/usr/bin/lsbom”. Il software lsbom, insomma, si trova dentro la sottocartella “bin” della cartella “usr”. Per visualizzarlo nel Finder (che normalmente nasconde questo tipo di cartelle e di documenti), dobbiamo selezionare “Vai alla cartella” dal menu Vai, poi digitare il nome della cartella.
nfine, tenete presente la possibilità di usare il comando fratello whatis, che fornisce un semplice promemoria sui comandi della shell. Per esempio, immaginate di aver letto sulla nostra rivista che Mac OS X contiene “perl”. Vi state chiedendo che bestia sia un “perl”. Basta aprire il Terminale e scrivere “whatis perl” per venire ricompensati dalla spiegazione. perl: Practical Extraction and Report Language. Si tratta dunque di un linguaggio (di programmazione) molto adatto per estrarre ed elaborare informazioni testuali.


Un MANuale sottomano

Per chi sta cominciando ad addentrarsi nelle segrete cose di Mac OS X e del suo terminale, vale la pena di ricordare che esiste un manuale in linea. Quasi tutti i comandi disponibili dentro la shell (cioè quell’ambiente di lavoro che accetta comandi da tastiera e a cui parliamo dentro l’applicazione Terminale) sono infatti documentati in inglese. Basta scrivere “man “ seguito dal nome del comando che ci interessa per ottenere a video le spiegazioni del caso. Provate, per esempio, a digitare “man lsbom” per leggere la pagina del manuale relativa al primo comando introdotto in questo articolo, Premete la barra spaziatrice per avanzare nella lettura o il tasto Q per uscire dal manuale.
Se la documentazione così recuperata non vi basta, potete utilizzare il comando apropos, che trova tutte le pagine del manuale in linea che citano un qualche argomento. Per esempio, scrivendo “apropos bom” troviamo tutti i comandi che operano sui BOM, come mkbom (il programma che li crea).
I comandi non documentati in man normalmente hanno un piccolo aiuto in linea che si legge scrivendo il loro nome seguito dal parametro --help (due trattini e subito di seguito la parola help).

Chi ama la carta più del monitor può fare un salto in libreria e mettere le mani su un eccellente (eppure maneggiabile) libretto appena pubblicato da Dave Taylor, Jerry Peek per Hops Libri "Unix e il Terminale in Mac OS X". Il prezzo è di 24,50 euro.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.