DI RECENTE ACCOMAZZI...
CERCA
» Ricerca avanzata
MAILING LIST

Se vuoi iscriverti alla mailing list di Luca Accomazzi inserisci qui la tua mail:

Vuoi ricevere i messaggi immediatamente (50 invii / giorno) o in differita e in gruppo
(due invii / giorno)?

» Vuoi saperne di più?

Aiuto! Quando le cose vanno storte

La maggiore frustrazione per chi aveva una grande esperienza in ambiente Mac OS 9 e migra ad OS X? Restare impotente quando qualche cosa va storto. I vecchi trucchi (faccio andare Disk first aid, lancio le Norton, ricostruisco la scrivania) se ne sono andati o sono differenti e diversamente efficaci. Grazie al cielo, OS X è davvero molto robusto ed è difficile che faccia le bizze: proprio per questo motivo, però, è facile farsi cogliere impreparati quando succede. Questo nostro articolo propone un metodo e un percorso di intervento da adottare quando le cose vanno storte; quando Mac fa i capricci. È corredato da una raccolta di lettere che ci hanno mandato i nostri lettori, con problematiche concrete, e i metodi per risolverle.


Questione di memoria

La gestione della memoria di lavoro (RAM) in Mac OS X è molto complessa e sofisticata. Il nostro sistema operativo mantiene sempre in uso tutta (o quasi tutta) la RAM di cui dispone, per accelerare al massimo le prestazioni. Rovescio della medaglia: aumentare la RAM velocizza sempre un Mac; insomma, è impossibile averne troppa. D'altra parte, i Mac moderni sono così veloci che la memoria di bordo diventa un componente sempre più critico e sensibile. Quando infiliamo in un Mac una espansione di memoria grossolanamente inaduguata, il calcolatore non si avvia, limitandosi a emettere due "beep" consecutivi: ma se la RAM è parzialmente danneggiata o non rispetta pienamente le specifiche, l'avvio avviene e i problemi si verificano con l'uso. È difficile valutare quanti possessori di Mac soffrano di questo problema, ma certamente da un anno a questa parte i tecnici riparatori dei laboratori sempre più spesso devono affrontare le lamentele di utenti che trovano instabili i loro Mac a seguito di una espansione di memoria (magari molti mesi dopo: un problema può manifestarsi anche dopo una semplice modifica minore del sistema operativo effettuato con Aggiornamento Software). Anche sulle mailing list dedicate al Mac, e nei newsgroup, è frequente sentire qualcuno che protesta. I sintomi: blocchi totali del sistema inspiegabili (a prescindere dalla applicazione usata), "panico" di sistema (lo schermo si opacizza e appare una scritta in quattro lingue tra cui il giapponese che invita a premere per cinque secondi il pulsante di accensione per resettare la macchina) oppure errori irrecuperabili di sistema (appaiono scritte bianche su sfondo nero sopra a tutte le finestre e il Mac va riavviato).
Le lettere che riceviamo dai lettori ci dicono che alcuni centri Apple affrontano male il problema. Tenete presente tre cose. Primo: Apple non produce memoria RAM. Quella che troviamo dentro ai nostri Mac è stata acquistata da Apple, testata e rivenduta a noi con la garanzia della Casa di Cupertino. Secondo: Apple non certifica prodotti di terze parti per l'uso con le sue macchine, quindi se un rivenditore cerca di piazzarvi una espansione di memoria dicendo "è certificata", voltate le spalle e andatevene senza guardarvi indietro; una RAM deve essere garantita dal venditore, punto e basta. Terzo: tutti i G5 e tutti i portatili recenti (Powerbook in alluminio e iBook G4) hanno bisogno di memoria RAM con caratteristica "slewing". In soldoni, il computer deve essere in grado di rallentare la velocità di risposta della memoria per risparmiare corrente elettrica oppure per tenere sotto controllo il surriscaldamento. Questa caratteristica non è disabilitabile nella preferenza di sistema "Risparmio energia". Apple documenta il bus slewing in una nota tecnica: developer.apple.com/qa/qa2001/qa1344.html
Purtroppo non c'è modo per un utilizzatore, guardando una espansione di memoria, di capire se essa supporta correttamente il bus slewing. La situazione però parrebbe critica, perché nella nota tecnica Apple scrive esplicitamente quali sono i produttori originali di RAM da cui la Casa di Cupertino si rifornisce. Una simile trasparenza è rarissima nella documentazione di Apple; le similitudini storiche si contano sulle dita di una mano e in tutti i casi si trattava di situazioni in cui tutti i componenti analoghi prodotti da tutte le altre fabbriche al mondo non funzionavano correttamente su Macintosh.


Il test della memoria

Sotto OS 9 esistevano molti programmi che permettevano di testare la bontà della RAM installata. In OS X, sino a poco tempo fa, c'era soltanto il CD "Hardware test" fornito da Apple con tutte le macchine nuove, i cui controlli non sono esaustivi. Oggi abbiamo memtest che, meraviglia!, è pure gratuito. L'uso non è proprio banale, ma seguendo queste istruzioni ce la farete.
Riavviate la macchina tenendo premuto il tasto Maiuscole. OS X si riavvia caricando il minimo indispensabile di estensioni. Aprite il Terminale, scrivete "cd " (ci, di, spazio) e trascinate l'icona della cartella Memtest sopra la finestra del Terminale. Premete il tasto Invio. Poi scrivete:
./memtest all 1
Apparirà una schermata come quella in figura. Se la vostra RAM è a posto allora tutte le voci risulteranno "passed", a posto. In caso contrario, preoccupatevi. Il programma memtest, ma anche le alternative, non può verificare tutta la memoria: quella in uso da parte del sistema operativo risulta inaccessibile. Se avete la sensazione che qualche cosa non vada nella RAM dovete rimuovere a turno tutte le schede di memoria che possedete e vedere se i guai svaniscono quando una di esse (quella difettosa) è smontata.


L'ernia al disco

Un'altra possibile area di malfunzionamento è il disco rigido, che può soffrire di malanni fisici (è il componente fisico più delicato dell'intero calcolatore) o logici. A volte i problemi sono subdoli e possono compenetrarsi; per esempio, se avete inserito una RAM difettosa nel calcolatore per un paio di giorni soltanto, e se durante quel periodo avete installato un aggiornamento del sistema operativo, allora i guai vi seguiranno anche dopo la rimozione della memoria difettosa. L'Installer di Apple infatti usa tutta la memoria a disposizione per decomprimere i componenti del sistema operativo che vengono aggiornati. Il pezzo di codice a cui spetta in sorte la RAM malfunzionante sarà corrotto e verrà registrato sul disco rigido in una forma danneggiata. Ogni volta che proverete ad utilizzarlo potreste andare incontro a problemi, e l'unica scappatoia sarà di reinstallare e riaggiornare l'intero OS X.
Sono rari, in OS X, gli inconvenienti che danneggiano la struttura logica del disco rigido — il catalogo dei file, la mappa delle zone utilizzate e le altre porzioni "di servizio", insomma quelle zone che in OS 9 si riparavano con Disk First Aid o con pacchetti specifici come Norton Utilities. Sotto Mac OS X versione 10.3 o posteriore, addirittura, il disco d'avvio è protetto dal sistema detto di "journaling": il sistema operativo tiene traccia di tutti i cambiamenti e in caso di malfunzionamento può facilmente ricostruire la struttura (ma non il contenuto dei file) sul disco rigido. È pur sempre possibile subire un danno che il sistema operativo non sa riparare da sé, ma si tratta di casi davvero rarissimi, in cui è necessario intervenire con software di riparazione specifici.


La chiave della chiusura

Sotto OS X e su una macchina sana è quasi inaudito che il sistema operativo si blocchi; non è invece difficile che si "chiuda inaspettatamente" una applicazione. Per garantire la robustezza del sistema operativo, infatti, un qualsiasi difetto nei programmi viene punito da OS X con l'esecuzione sommaria.
Come reagire se uno dei nostri software si blocca di frequente o, addirittura, sempre? La prima cosa da fare è creare un nuovo utente di prova nelle Preferenze di sistema, uscire ("logout", ultima voce del menu Apple) e rientrare sotto le mentite spoglie dell'utente fittizio. Se adesso il programma funziona splendidamente, allora la colpa è di un file di preferenze corrotto, dentro la Libreria dell'utente principale: bisogna andarne a caccia (vedere anche "Le preferenze corrotte" per un metodo veloce di identificazione). Mal che vada, se non ne siamo capaci, possiamo sempre spostare i nostri documenti dal vecchio utente al nuovo, e poi cancellare il primo. Se invece l'applicazione non funziona neppure per il nuovo utente bisognerà prima verificare di possederne l'ultima versione disponibile e poi, eventualmente, reinstallarla daccapo.


Le preferenze corrotte

C'è un trucco che a volte permette di capire qual è il file corrotto che fa malfunzionare un Mac. Aprite il Terminale e scrivete:
find ~/Library -name '*.plist' -exec /usr/bin/plutil -lint {} ;
Apparirà un elenco dei vostri file di preferenze; a fianco di ciascuno, la scritta "OK" se il documento è sano.


Tips & tricks

La memoria RAM che usano i Mac e quella che usano i PC è la stessa: se un negozio specializzato in macchine Windows ve la offre a prezzo basso, accettate. Se ve la lascia provare per un paio di giorni, come spesso accade, tanto meglio.

I gancetti di plastica che tengono le RAM a posto sono studiati per funzionare almeno otto volte. Dopo, potrebbero rompersi. Trattateli con delicatezza.

Se le vostre RAM falliscono il test, usate "DIMM First Aid": c'è una piccola possibilità che il difetto sia logico e non fisico, e che sia dunque possibile ricondizionare le memorie.

Se avete un disco rigido esterno, magari di grosse dimensioni, abilitate il journaling anche su di esso usando Utility Disco.

Usate un programma che modifica l'aspetto o il comportamento del sistema, come FruitMenu o APE? Verificatene spesso gli aggiornamenti: potrebbe essere quella la causa dell'instabilità

Una espansione di memoria perfettamente buona può dare problemi se è inserita male. A macchina spenta, verificate che la RAM sia bene alloggiata.

Se aprendo il calcolatore trovate un sacco di polvere, pulitelo con l'aspirapolvere o un getto di aria compressa. Anche la polvere può provocare fastidi.

Quando Mac fa le bizze si può anche tentare l'azzeramento della PRAM. Riavviate la macchina tenendo premuti i tasti Mela, Alt, P e R sino al secondo "blong"

Se un PowerMac funziona bene ma non va in stop (la ventola, insomma, non si spegne) può essere colpa di una scheda PCI. Aggiornatela o cambiatela.

Cercate di non togliere mai bruscamente l'alimentazione il Mac: oltre a perdere i dati rischiate di danneggiare il disco rigido.

Masticate l'inglese? Tenete sott'occhio il sito macfixit.com; ma usate il buon senso e cercate di non credere a tutto quello che dicono tutti i contributori.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.