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La mappa del tesoro

Per disseppellire l’oro dei pirati, tutti i ragazzini lo sanno bene, basta seguire le istruzioni della mappa; poi scavare nel punto segnato con la X. Io credo che i professionisti che utilizzano sistemi Apple siano ormai convinti che c’è oro da disseppellire, e che quell’oro sia marcato con una X. Peccato che manchi la mappa.


Una mela aggiorno...

...toglierà il medico di torno? Mac OS X esce il 24 marzo 2001. In aprile Apple rilascia l’aggiornamento 10.0.1: senza preavviso (ne parlavo su questa pagina il mese scorso) e praticamente senza un commento. Confrontate la situazione con quella che circondò l’aggiornamento 9.1 per il Mac OS classico: in quel caso Apple rilasciò una nota tecnica di ben ventun pagine che spiega agli sviluppatori, punto per punto, che cosa è cambiato. Il commento per Mac OS X 10.0.1 dice pressappoco “migliora la stabilità del sistema”.
Il primo maggio Apple Computer rilascia l’aggiornamento 10.0.2 con le stesse identiche modalità. Un pratico scaricamento di 15 MB, che fa la gioia dei modemdipendenti (ricordo che Apple non consente alle riviste come la nostra di pubblicare su CD-ROM gli aggiornamenti al software di sistema) e lascia l’utente in balia di un aggiornamento che va a modificare oltre mille file sul disco rigido ma di cui nessuno sa nulla. Il nove maggio, solo otto giorni più tardi, Apple si ripete con l’aggiornamento 10.0.3. Le note che accompagnano l’installazione sono stitiche al punto del patologico: “garantisce la piena visibilità alle cartelle che contengono molti file”. Finis.


Quando avete escluso l’impossibile...

...ciò che resta, per quanto improbabile, è vero. Così si esprimeva Sherlock Holmes.
Io indosso il cappellino di stoffa scozzese e cerco di scoprirne di più. Mac OS X tiene traccia di quali file vengono modificati da un aggiornamento. Andando a vedere le modifiche apportate da 10.0.3 si scopre che il Finder e le finestre di dialogo che usiamo per aprire e salvare i documenti non sono stati toccati. Apple ha modificato il nucleo del sistema operativo. Fatemi capire: il nucleo di Mac OS X sino alla versione 10.0.2 non è in grado di gestire cartelle densamente popolate??? Oppure le note di rilascio sono clamorosamente un falso?
Non è ancora finita. Il sottoscritto, come tutti gli sviluppatori registrati presso Apple, riceve regolarmente una newsletter tecnica dalla Casa di Cupertino. Il numero del 12 maggio contiene un trafiletto che annuncia il rilascio di 10.0.3 e lo commenta... con le scarne note che Apple aveva rilasciato insieme all’aggiornamento 10.0.2! Il sottoscritto scrive immediatamente un messaggio di protesta al caporedattore, che mi risponde: “Hai perfettamente ragione, ma è tutto quello che sono riuscito a trovare. Chiederò in Apple le vere note di rilascio e mi rimetterò in contatto con te. Kris”. Non l’ho più sentito.


L’ultima parola

L’utente esperto vuole sapere. Il giornalista specializzato vorrebbe scriverne. Se Apple non si sbottona è grave, ma forse perdonabile. Però su un punto non si discute: perlomeno lo sviluppatore deve sapere cosa succede dentro al sistema operativo. Se la funzionalità F è instabile nelle versioni sino alla V e io ne faccio uso, vorrò scrivere nel manuale “richiede almeno la versione V”. Pronto, Apple, mi senti? Noi coi tuoi calcolatori vorremmo lavorarci, sai? Richiamami. Il numero ce l’hai.