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Chi fa da sé fa per quattro

Un successo così non se lo aspettavano proprio, i progettisti e i manager di Hewlett Packard, primo produttore di PC al mondo, quando hanno presentato il modello HP 441. Ingegnerizzato con un processore non proprio di ultimissima generazione e dotato di monitor tradizionale a tubo catodico (che ormai quasi nessuno sembra più volere: gli schermi piatti a cristalli liquidi si vendono come il pane nei negozi di informatica), lo HP 441 è stato prodotto in quantità molto limitate e venduto soltanto in Sud Africa. Per di più, soltanto alle scuole. Eppure oggi ne parla tutto il mondo dell’informatica: non solo perché si è dimostrato un prodotto vincente, non necessariamente per imitarlo.
Lo HP 441 è un calcolatore singolo a cui si collegano quattro tastiere, quattro mouse e quattro monitor: il suo unico processore dunque divide la sua attenzione tra quattro utenti contemporanei. Il pregio di questa scelta è soprattutto economico: le scuole sudafricane, che devono sopravvivere con finanziamenti molto risicati, possono acquistare un solo HP 441 al posto di quattro comuni PC, risparmiando così il 60%. Il calcolatore non usa il sistema operativo Windows, ma è invece basato Linux. Non si tratta solo di una scelta dovuta alla necessità di risparmiare sulle licenze d’uso dovute alla società di Bill Gates. Le fondamenta di Linux sono state posate nel 1970, anno in cui i calcolatori erano ancora così costosi da rendere inevitabile la condivisione di un singolo apparecchio tra più utenti. La versione corrente di Windows invece è stata riprogettata daccapo nel 1995, anno in cui sembrava inevitabile che ogni utilizzatore di PC volesse almeno un processore tutto per sé: il sistema operativo di Microsoft dunque non è in grado di servire più persone contemporaneamente.
Lo HP 441 ha furoreggiato in Sud Africa, ma poi la notizia della sua disponibilità si è diffusa e ben presto i ministeri all’istruzione e le organizzazioni non governative di molte altre nazioni del continente hanno cominciato a bussare alle porte di Hewlett Packard, chiedendo che la produzione ricominciasse e la vendita venisse estesa in tutta l’Africa. Né il clamore si è esaurito: non sono infatti soltanto le scuole del terzo mondo ad avere problemi nel far quadrare i bilanci, ma anche quelle del primo e del secondo — a nessun contribuente, dopotutto, fa piacere un carico fiscale elevato. Per ora HP nicchia: le voci di corridoio parlano di una azienda che ovviamente preferirebbe vendere quattro PC piuttosto che un solo esemplare che fa per quattro. Dicono anche (o soprattutto) che la casa produttrice teme le ire del potente e irrinunciabile partner Microsoft se le scuole dei paesi ricchi scoprissero di poter fare a meno di Windows.
Il finale di questa storia resta da scrivere: probabilmente l’interesse dei consumatori l’avrà vinta se saranno in tanti a sapere della bella idea. Noi nel nostro piccolo la nostra parte l’abbiamo fatta...


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