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Microsoft Music Store

È fissato per il 12 ottobre 2004 il lancio (per ora nei soli Stati Uniti d'America) del MSN Music Store. Si tratta dell'ennesimo negozio su Internet che vende brani musicali: ma ha una marcia in più, perché l'azienda che lo propone è Microsoft. Si sa bene che tutti quelli che hanno ignorato e sottovalutato le iniziative di Bill Gates e soci negli ultimi venti anni hanno dovuto ricredersi: eppure più di un commentatore ha preso la notizia sottogamba. Walter Mossberg sul Wall Street Journal scrive che l'iniziativa Microsoft è "piuttosto basilare e blanda, macchiata da alcuni errori tipici dei principianti". Ouch, devono aver pensato i responsabili delle pubbliche relazioni a Redmond.
Persino la concorrenza osa sfidare Microsoft. Apple, dominatrice del mercato con oltre sedici milioni di canzoni vendute ogni mese (in quattro nazioni — l'apertura nel resto dell'Europa dovrebbe arrivare entro qualche settimana), sfida il gigante di Redmond ad eguagliare i suoi numeri. Per la verità, fecero già qualcosa di simile nel 1980, quando i primi personal computer con il sistema operativo di Microsoft entrarono sul mercato dominato dagli Apple II nati tre anni prima, e oggi per ogni calcolatore Apple venduto al mondo se ne piazzano circa diciannove basati su Windows. Il New York Times scrive che però questa volta i ruoli potrebbero risultare invertiti: che Microsoft vinse negli anni Ottanta perché il suo sistema operativo girava sui più popolari ed economici tra i personal computer (prima quelli prodotti da IBM e poi quelli compatibili di Compaq e degli altri), mentre oggi soltanto le canzoni acquistate dal negozio Apple possono venire immediatamente riversate sul popolarissimo iPod — che domina il mercato con il 58% delle quote, pari a circa trecentomila unità vendute ogni mese — mentre i brani proposti da Microsoft vanno riversati su CD Audio e poi reimportati se si desidera ascoltarli sul formidabile lettore stereo digitale bianco latte che spopola tra i giovani e giovanissimi.
Dal punto di vista del consumatore, l'offerta di Microsoft presenta ben poche differenze rispetto a quella di Apple. I brani musicali vengono venduti a novantanove centesimi di dollaro cadauno, oppure 9,99 dollari per un album intero. Microsoft ne ha a catalogo mezzo milione e Apple il doppio, ma si prevede che nel giro di un anno i numeri saranno simili. Prima di procedere all'acquisto possiamo ascoltare liberamente una anteprima di trenta secondi, e il motore di ricerca incorporato nel sistema permette con grande semplicità di trovare l'esecuzione che preferiamo tra tutte quelli disponibili, nel caso di versioni multiple.
I brani venduti da Microsoft sono codificati a un bit rate più alto rispetto a quelli di Apple, il che dovrebbe teoricamente garantire una qualità più alta in ascolto e contemporaneamente rendere i tempi di scaricamento più lunghi: in realtà però i metodi di compressione sono differenti. Apple utilizza lo standard MPEG 4 mentre Microsoft ha scelto il proprio sistema WMP: secondo alcuni tecnici del suono questo rende perfettamente paragonabili le esperienze di ascolto. Del resto, i giovani d'oggi usano tipicamente lettori digitali portatili mentre si muovono per strada: i rumori di fondo e i limiti dei minuscoli auricolari rendono la qualità del suono una considerazione secondaria.
Un'altra piccola differenza sta nel fatto che Apple offre i certificati d'acquisto, una semplice carta di debito che piace ai genitori. Papà può trasferire una somma qualsiasi dalla sua carta di credito al certificato d'acquisto intestato alla figlia, la quale potrà usarla per acquistare e scaricare la musica che vuole nei limiti della somma fissata.
Sia i brani offerti da Apple che quelli venduti da Microsoft sono protetti contro la duplicazione illimitata: chi li acquista e li scarica può utilizzarli su un massimo di cinque personal computer (soltanto una macchina Windows dotata di Windows 98 o posteriore, WMP versione 10 e Internet Explorer, nel caso Microsoft; un qualsiasi PC o un qualsiasi Macintosh, nel caso Apple). È però possibile riversarli su comuni CD audio usando un masterizzatore, dispositivo che si trova su tutti i calcolatori moderni e che permette di registrare dischi CD.
Ne riparleremo certamente in tempi più maturi, quando l'acquisto sarà possibile in tutta Europa. Per ora ci pare di poter dire che, come sempre, la concorrenza fa inevitabilmente bene ai consumatori...


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.