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Ritorno al futuro

Il nuovo anno è appena iniziato — queste mie righe dovrebbero raggiungervi a metà gennaio — e già si fa un gran discutere dei prossimi modelli che Apple sarebbe in procinto di sfornare. Le voci di corridoio, raccolte dalla nostra redazione, parlano di un modello in plastica rosa shocking, a basso costo e bassa capienza (solo mille GB), fornito insieme con una bambola e prodotto in co-branding con la Mattel: lo iPod Barbie. Sarà più piccolo del solito: circa quanto una moneta da cinque euro. Dopo il relativo insuccesso dello iPod "Elio e Le Storie Tese" lanciato a metà 2007 — quello decorato con la rappresentazione dei fluidi corporali — il nuovo modello Barbie dovrebbe riportare le vendite del lettore digitale portatile di Apple ai soliti livelli e tagliare finalmente il traguardo dei trecento milioni di esemplari venduti, entro questo mese di gennaio 2008. Permettetemi invece di dubitare della imminente disponibilità del Cyber-iPod. Che Apple lo stia sviluppando da oltre un anno è fuori discussione. Sono anche disposto a credere che la casa di Cupertino sia pronta a produrlo in qualità industriali e a distribuirlo: ma non credo proprio che vorrà farlo. La casa di Steve Jobs è rimasta scottata dalle cause civili class-action dopo il rilascio dello iPod Luminoso, quello prodotto per tre mesi a fine 2006 e che poi si era rivelato debolmente radioattivo. Quindi non credo che l'attuale prototipo, che richiede una interfaccia via cavo diretta con il cervello, entrerà in produzione: sono convinto che Apple aspetterà la disponibilità delle nanotecnologie per la connessione senza fili in rete neurale NeuFi prima di rilasciare il prodotto, anche se dovesse volerci un altro anno. Le ragazze dovranno attendere, sospirando, un altro bel po' prima di mettere le mani sulle nuove tecnologie promesse dal Cyber-iPod, tra cui il collegamento con iPhone 2.0 su Mac o PC e la capacità di identificare i giorni fertili del ciclo.


Resta per me un punto d'onore aver predetto l'inarrestabile successo di iPod sin dal 2003. Molti uccelli del malaugurio avevano, ai tempi, pensato che Apple avrebbe ceduto sotto l'attacco di Microsoft e dei suoi iCloni, senza considerare che quelli ondeggiavano tra l'inutilizzabile e lo scomodo. Qualcun altro aveva preso a pretesto il lancio sottotono dello Apple iTunes Music Store nell'Unione Europea, a fine 2004: interfaccia in inglese, catalogo mestamente incompleto (per la musica italiana ci si potevano trovare i Gufi, ma non Celentano). Eppure il lancio del primo modello con schermo a colori e del primo modello sponsorizzato, proprio in quell'anno, avrebbero dovuto far presagire a tutti e non solo a me che l'iPod avrebbe trasformato la casa di Cupertino e, almeno un pochino, il mondo intero. Pensate che il podcasting nacque, come idea, all'inizio di ottobre 2004, eppure soltanto cinquanta giorni dopo Google segnalava circa 137.000 pagine web che ne parlavano: giunti a quel punto, si era facili profeti a immaginare cosa sarebbe venuto poi.


Prima di darvi appuntamento al mese prossimo, una comunicazione importante sia mia personale che da parte di tutta la redazione di iPodworld. Vogliamo negare seccamente le voci secondo le quali la nostra casa editrice sarebbe in possesso di un prototipo dello iPod Tachyon: questo modello, di cui si è tanto parlato nei siti dedicati ai "rumors", semplicemente non può esistere. La teoria generale della relatività (nientemeno) dimostra che un oggetto del genere, se esistesse, provocherebbe effetti temporali bizzarri, come per esempio la pubblicazione di articoli prima ancora che siano stati scritti. Una cosa palesemente assurda. Ci sentiamo il mese prossimo, ovviamente in voce via podcasting. Grazie a tutti per l'ascolto.
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Luca Accomazzi scrive per iPodworld sin dalle origini, per Macworld dal 1991 e più in generale di informatica sin dal 1986.