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I flop delle Feste

Non tutte le ciambelle, si sa, riescono col buco: e neppure tutte le tecnologie. Passata la sbornia delle Feste, con le loro offerte di giocattoli elettronici per grandi e piccini sonoramente sbandierate e pubblicizzate, possiamo guardarci con calma indietro e osservare quali siano stati i prodotti... meno riusciti nell'anno 2004. Senza per questo voler criticare i loro ingegneri o produttori: tutti possono fare errori, anche le aziende di maggior successo.
Quarto posto in graduatoria, e menzione onorevole, per il riproduttore digitale portatile di Sony che non è in grado di riprodurre le canzoni MP3 (il formato universale della musica digitale). In una intervista al "Wall Street Journal" il responsabile di prodotto, tale Stan Glasgow, ha dichiarato "forse ci siamo distratti per un po'".
Medaglia di bronzo, a modesto parere di chi scrive, va a Microsoft Passport. L'idea era che tutti i nostri dati personali vengano affidati ai server della società di Bill Gates e poi vengano selettivamente rivelati alle aziende con cui stipuliamo contratti e accordi; attraverso Passport dovevano passare anche i commerci elettronici spiccioli dell'Internet (fatta salva, ovviamente, una percentuale su ogni transazione per Microsoft). Sui server della casa di Redmond dovevano finire anche i nostri documenti, in modo che risultino "al sicuro" in caso di guasto al disco rigido del PC di casa. Vorremmo a questo punto rassicurare i nostri lettori precisando che la cessione della propria anima attraverso un patto firmato con il sangue non era invece prevista, almeno nella prima versione del sistema Passport. Tuttavia una filosofia di prodotto così squisitamente orwelliana ha lasciato gelidi tutti i consumatori e molti potenziali partner di Microsoft. Il più grande, il sito di aste eBay, ha recentemente rescisso il contratto con Microsoft e smesso di accettare Passport come mezzo di pagamento; non è il solo, tanto che Microsoft ha semplicemente rimosso dalle sue pubblicazioni l'elenco dei partner, che non era mai stato particolarmente nutrito. Presumibilmente, Passport verrà presto ramazzato sotto il tappeto della storia, a tenere compagnia all'altro clamoroso e imbarazzante insuccesso Microsoft, Bob. Microsoft Bob, lo diciamo per chi non frequentasse l'informatica nel 1992, era una specie di pallina gialla sorridente, saltellante sul bordo dello schermo, che appariva a ogni piè sospinto per dare consigli inani sull'uso di Windows: un po' come l'assistente di Office, ma ancor più odioso.
Medaglia d'argento, e francamente a molte lunghezze di distanza, una sensazionale offerta della nota multinazionale Procter & Gamble, che fortunatamente non è mai stata commercializzata qui da noi: il sistema Scentstories. Si tratta di un mangiadischi che riproduce non suoni o immagini ma... odori. Ogni disco ne contiene cinque diversi e complementari e dura due ore e mezza: si può scegliere fra sei titoli chiamati "esplorazione di un sentiero di montagna", "camminare a piedi nudi sulla spiaggia", "una passeggiata in giardino", "rilassandosi in amaca", "tinte di vaniglia" e "celebrazione delle vacanze". Lo scrivente non può fare a meno di grattarsi perplesso la zucca chiedendosi che razza di odore può avere una generica vacanza: apparentemente non è il solo, perché pare che i magazzini della Procter & Gamble siano stracolmi di dischi e mangiadischi Scentstories invenduti. (Le candele mangiafumo profumate, invece, a Natale si sono vendute bene come al solito).
Medaglia d'oro nella nostra piccola classifica va a Toshiba per la linea Feminity, gli elettrodomestici del futuro. La lavabiancheria è in grado di comunicare in rete senza fili Bluetooth con un PC per ricevere le istruzioni sul ciclo di lavaggio e per comunicare quando si guasta. Persino i giapponesi, amanti delle novità ad ogni costo, sono rimasti perplessi.


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