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Freecom FX-50

 

Dalla confezione escono il masterizzatore, carrozzeria semitraslucida grigioverde, 25x17x6 centimetri di ingombro, due connettori FireWire e un connettore USB-2 posizionati sul retro. Il trasformatore, dotato di spine interscambiabili per l'alimentazione ma proprio per questo un po' goffo. Tre CD-ROM, di uno per Macintosh e gli altri debitamente inutili. Un CD-R e un DVD+RW (riscrivibile) vergine nei logo jewel box. Un cavo Firewire di qualità (ma lungo soltanto un metro), un cavo USB-2 e un secondo cavo Firewire dotato del connettore piccolino non alimentato che noi utenti Macintosh usiamo solo sulle videocamere ma che su PC si vede a volte sui portatili completano la dotazione. Tocco elegante, c'è anche un pennarello adatto a scrivere sui supporti.
lo FX-50 Freecom è una unità incredibilmente poliedrica, e qui sta il suo maggior pregio. È in grado di leggere, scrivere ed eventualmente riscrivere (se il supporto lo consente) dischi CD e DVD di quasi tutti i formati: CD-ROM, CD-R, CD-RW, DVD-ROM, DVD-R, DVD-RW, DVD+R, DVD+RW e DVD+R9 doppio strato. Mancano, come si vede, soltanto i DVD-RAM, un vecchio formato che ormai è caduto pressocché in disuso. La gran novità è il supporto dei nuovi dischi a doppio strato, i DVD+R9, che possono ospitare ben 8,4 GB di informazioni su un singolo supporto. La tecnologia è così nuova che trovare i dischi vergini è ancora relativamente difficile e il loro costo unitario decisamente alto, ma come sempre accade in questi casi è certo destinato a precipitare. Analogamente, non sperate di togliere un disco DVD-R9 o DVD+RW masterizzato con lo FX-50 e di infilarlo nel lettore DVD incorporato di un Macintosh, o nel riprodiuttore di casa: verrebbe inesorabilmente sputato. Bisognerà attendere le prossime generazioni prima per ottenere compatibilità orizzontale — ma anche qui è solo questione di tempo.
Freecom consegna lo FX-50 senza uno specifico driver per Mac OS X. Questo significa che non potete inserire un supporto vergine e vederlo montato sulla scrivania, e neppure masterizzare dall'interno di iDVD, iPhoto o iTunes versione 4.x. Tutto quel che si può fare è installare e lanciare il programma Roxio Toast Lite fornito con lo FX-50 e trascinare sulla sua finestra le icone dei file da masterizzare. In effetti, se inseriamo un supporto vergine nel Freecom quando Toast non è aperto, il Mac si interroga perplesso per un po' e poi restituisce mestamente un messaggio d'errore un po' inquietante: "Impossibile utilizzare il disco perché questa unità non è supportata". Poi lo espelle. Anche la possibilità di aggiornare il firmware (software di bordo) dello FX-50, scaricando dal sito freecom.com la versione più recente, sembra aperta solo ai possessori di un PC.
Limitare la masterizzazione esclusivamente all'interno di uno specifico programma dedicato sembra normale a chi possiede un PC basato su Windows: gli utenti Mac, forse viziati da Apple, si aspettano un po' di più, e il trattamento che Freecom ci riserva ci ha lasciato freddini. Curiosamente, migliore appare il supporto offerto al vecchio Mac OS 9.x: in quel caso l'installazione delle estensioni fornite da Freecom consente un supporto più integrato.


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