DI RECENTE ACCOMAZZI...
CERCA
» Ricerca avanzata
MAILING LIST

Se vuoi iscriverti alla mailing list di Luca Accomazzi inserisci qui la tua mail:

Vuoi ricevere i messaggi immediatamente (50 invii / giorno) o in differita e in gruppo
(due invii / giorno)?

» Vuoi saperne di più?

La pistola con la sicura

I primi colpi sono echeggiati nel poligono di tiro di Bayonne, New Jersey, a metà dicembre 2004, davanti a un ristretto gruppo di sessanta persone: scienziati, deputati, senatori, giornalisti e rappresentanti delle forze dell'ordine. Non ci sono stati applausi, ma la soddisfazione era palpabile. È stata così fragorosamente presentata al mondo la prima pistola sicura, perché computerizzata e programmata in modo che si lasci utilizzare soltanto dal suo legittimo proprietario, in questo caso un poliziotto in servizio di sicurezza presso il politecnico del New Jersey (NJIT).
La diffusione di fucili e pistole negli Stati Uniti, dove il possesso di armi da fuoco è costituzionalmente consentito a chiunque, è così elevato che gli incidenti mortali sono all'ordine del giorno. Alcuni di essi sono tanto grotteschi da far sorridere chi è portato allo humour macabro, com'è il caso di quel giovanotto che si è messo a sparare a pochi centimetri di distanza alle lucertole stese a prendere il sole su un macigno vicino a casa (forse non aveva mai sentito parlare di rimbalzi; possiamo garantire che non sentirà mai più parlare di nulla). Altri sono agghiaccianti, come accade quando due bimbi giocano con un'arma trovata in un cassetto di casa che si rivela essere vera e carica.
La pistola intelligente sviluppata al NJIT dal professor Michael Recce, docente associato di sistemi informatizzati, e dal suo team incorpora sedici sensori, che misurano la forma e dimensione della mano, il tipo e la forza della presa, persino lo stile con cui il grilletto viene premuto: è la biometria, una scienza relativamente nuova e ricca di speranze. Il modello dimostrato in dicembre è solo un prototipo, perché gli scienziati che l'hanno creato intendono migliorare ancora l'affidabilità (già ora superiore al novanta per cento) e contemporaneamente consentire maggiore flessibilità al processo di personalizzazione. Per esempio, sarebbe utile se una pistola assegnata a un dipartimento di polizia accettasse di venire usata da tutti e soli i membri del corpo.
Lo sviluppo dell'arma sicura ha richiesto relativamente poco tempo (si è cominciato a ragionarci nel 1999) e pochi quattrini: due milioni e mezzo di dollari, di cui uno proveniente da fondi federali e il resto dalle casse del New Jersey. La legislatura locale ha anche approvato una legge secondo la quale, tre anni dopo la messa in vendita dei primi modelli commerciali di pistola personalizzata e sicura, la vendita di armi da fuoco ordinarie verrà finalmente proibita in tutto lo stato. Ora alcuni politici del New Jersey stanno pensando di proporre una legislazione analoga a livello federale.
L'obiettivo è di lanciare sul mercato le armi sicure nel gennaio 2006. A lavorare per questo obiettivo è una azienda australiana, la Metal Storm, che ha firmato un contratto con il NJIT in modo da poter utilizzare i brevetti sul sistema a sensori e che conta di aggiungere ad essi alcune innovazioni proprie, tra cui l'ignizione elettronica dei proiettili e la possibilità di utilizzare calibri differenti nella medesima arma.
Nel futuro un po' più remoto, secondo il professor Recce, si trovano applicazioni differenti della medesima tecnologia. Per esempio, automobili ed aerei che si lasciano guidare soltanto dal legittimo conducente: e così, niente più ladri d'auto e niente più terroristi che si schiantano contro grattacieli. Niente male, per un progetto di ricerca costato tanto poco...


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.