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iPod Inc e Apple Inc

Vendere le mie azioni Apple quando stavano a 25 dollari l'una non è stata una idea particolarmente brillante da parte mia se si pensa che sono arrivate a più di cento (il 28 febbraio Apple ha diviso le azioni, scambiandone due nuove per ognuna di quelle vecchie, ragion per cui adesso le vedete listate alla metà di quel prezzo).
Però non mi lamento, visto che le avevo acquistate a 17 e vendendole a 25 ci ho fatto sopra un bel gruzzoletto. Quel che mi preoccupa è che il valore di quelle azioni non dipende dal valore dei PowerMac G5, dal 2003 i più potenti personal computer in assoluto, ma dall'esistenza di iPod.

Approfondimento: lo stock split.


La misura di un successo

Per una azienda quotata in borsa, i manager si considerano di successo soprattutto quando fanno lievitare il valore delle azioni: aumentare i profitti è molto positivo, migliorare la penetrazione di mercato è gradito, ma nulla batte per importanza il valore del common stock. Anche perché i manager stessi sono principalmente ricompensati in azioni: cinque consiglieri d'amministrazione Apple hanno collettivamente intascato circa 70 milioni di dollari vendendo azioni negli ultimi mesi: non sono spiccioli.
Il dubbio ferale diventa: e se adesso Steve Jobs comincia a concentrarsi solo sull'iPod e trascura i Mac, noi che fine facciamo? Una azienda abituata a ragionare su prodotti che spuntano il 27% di margine (per ogni cento euro incassati sulla vendita di un Mac, Apple ne intasca 27) può gestire il successo di prodotti economici come iPod Shuffle con i suoi margini sotto al dieci per cento senza inciampare su se stessa? In sostenza, non sarebbe meglio se i destini dei calcolatori venissero separati da quelli dei riproduttori musicali digitali portatili?
Approfondimento: vendita di azioni da parte dei manager Apple.


Effetto alone

Il rovescio della medaglia sta nel fatto che parte del successo di iPod non può far altro che ricadere su Macintosh. Gli adolescenti e i giovani stravedono per i Pod. Per essere franchi ed espliciti: le ragazze sono convinte che i ragazzi non le guardino se non sfoggiano auricolari bianchi al posto degli orecchini e i ragazzi pensano che le ragazze non gliela daranno se non hanno uno iPod in tasca. Non sto esagerando (troppo), lo iPod è tra le quattro cose più desiderate dai giovani d'oltreoceano — ambo i sessi — secondo un recente sondaggio Gallup.
Una parte dei milioni di ascoltatori felici non può fare a meno di domandarsi "e se avessi sempre sbagliato in questi anni? E se il Mac fosse davvero migliore di Windows, tanto quanto l'iPod è meglio dei Sony, Creative e altre MP3-porcatine inutilizzabili assortite che si trovano sul mercato?" L'esistenza dei Mac Mini, con i loro prezzi abbordabilissimi, rende la tentazione molto più avvicinabile. È troppo presto perché Apple pubblichi risultati ufficiali, ma pare che i piccolissimi calcolatori G4 si vendano come il pane (qualcuno azzarda addirittura che abbiano quadruplicato le vendite di Mac al mondo). Può darsi che Apple abbia trovato nella parentela tra iPod e Mac Mini la chiave per scardinare il mercato dei personal computer. È incredibile pensare che la superiorità tradizionale di Mac OS su Windows sin dai tempi di System 7 non abbia smosso le percentuali di Apple alla fine degli anni Ottanta, e neppure l'avvento del PowerPC nel 1994 o quello di Mac OS X nel 2000, ma che sia questo il motore per rubare utenti a Microsoft. E rendetevi conto che portare a Macintosh soltanto l'un per cento della gente che oggi usa Windows significa aumentare del 25% il numero di utenti Macintosh.
Anche l'attenzione riservata ad Apple dalla stampa generalista è alle stelle. A inizio marzo, Apple ha leggermente cambiato l'offerta iPod, introducendo i modelli Mini dai colori più accesi e togliendo un paio di accessori poco usati dalle confezioni: niente di più, eppure se io avessi cinque euro per ogni articolo scritto in proposito potrei comprarmi una casa più grande.


Conclusione inconcludente

L'imminente uscita di Tiger attirerà la luce dei fari sui Mac, e i risultati trimestrali di Apple seguiranno dappresso. Potremo allora decidere se il successone di iPod ha fatto un gran bene a Mac, giudicando dalla copertura e dall'interesse di chi normalmente ci ignora. Io sospetto di sì...

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Luca Accomazzi non ha uno iPod, ma del resto è già sposato.