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Ti controllo a distanza

 

Botnet: un tipico neologismo inglese, una brutta parola a cui dovremo fare l'abitudine. Deriva dalla contrazione di "Ro bot Network", cioè "rete di robot". Sull'Internet navigano ormai centinaia di milioni di calcolatori; la maggioranza di essi utilizzano come sistema operativo il popolarissimo Microsoft Windows. Economico, semplice da usare, ma purtroppo architetturalmente incapace di difendersi dagli attacchi di virus e altri software malefici — ai quali è permanentemente esposto se connesso in permanenza all'Internet. Dunque, se il proprietario non rimedia, aggiungendo al suo PC programmi specifici di difesa, la sua macchina può persino venire controllata da remoto. Nell'ultimo anno si sono fatte strada sofisticatissime tecnologie criminali per controllare grandi numeri di PC infetti. Nell'ottobre 2005 un procuratore olandese assicurò alla giustizia tre criminali (il più anziano dei quali è ventisettenne) che controllavano ben un milione e mezzo di PC altrui, e la cifra fece scalpore. Oggi la si ritiene quasi modesta e c'è chi valuta che tra il sette e il quindici per cento delle macchine Windows al mondo sia controllata da criminali. È sufficiente ordinare a tutte le macchine di un botnet di connettersi contemporaneamente a un sito web per abbatterlo, giacché nessun calcolatore centrale al mondo può servire un tale numero di clienti contemporaneo. I criminali, dunque, si pagano la vita ricattando le grande aziende: pagami una certa cifra oppure il tuo sito sparirà per settimane. Raggranellano quattrini anche spedendo milioni di messaggi pubblicitari indesiderati con la posta elettronica, e inscenando truffe ai danni dei più ingenui utilizzatore della rete (il phishing). Sulle macchine infette gira anche un programma che intercetta ogni singolo tasto premuto dal proprietario e filtra i risultati alla ricerca di password, dati personali, informazioni finanziarie e altri dati preziosi.
Nel... tempo libero, gli
hacker delittuosi si fanno la guerra, cercando di strapparsi l'un l'altro il controllo dei botnet. Nel caso della rete olandese, per esempio, è stato dimostrato che il software distribuito sul milione e mezzo di PC infetti sta ancora lavorando e aggiungendo altri calcolatori-zombie alla rete, pur in assenza di un controllo centrale.
Soluzioni? Nessuna, perché i
botnet sono molti e ciascuno usa un metodo diverso per infettare e controllare. Chi sospetta di esserne rimasto vittima non può far altro che archiviare i propri dati, riformattare il disco rigido e reinstallare daccapo Windows. Con maggior prudenza, stavolta.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.