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Re Microsoft è nudo

 

Per Microsoft la "gravidanza" di Windows Vista – la prossima, imminente, versione del sistema operativo più utilizzato al mondo – continua a sembrare a rischio. A fine agosto un'altra tra le capacità più attese del venturo sistema operativo è stata rimossa dall'elenco delle promesse per quasi tutte le macchine: si tratta del video ad alta definizione (lo standard post-DVD), che funzionerà solo sui più recenti calcolatori dotati di processore a 64 bit; in pratica, quelli venduti da oggi in poi. In maggio era stata drasticamente ridotta l'applicabilità di Aero: l'elegante grafica prevista con il nuovo sistema operativo richiederà una scheda grafica da almeno 128 MB, escludendo dunque praticamente ogni portatile introdotto prima del 2006 e parecchi PC di medio cabotaggio. L'elenco si estende se guardiamo gli annunci meno recenti, ma non vogliamo annoiare i nostri lettori rivangando troppo in là: basti dire che il più ambizioso obiettivo progettuale di Vista, e cioè il sistema di archiviazione documenti WinFS, era stato posticipato a un imprecisato futuro già da tempo.
A fronte di tutte queste rinunce, d'altra parte, non pare che i tempi di rilascio del nuovo sistema operativo si siano granché solidificati. Vista era stato inizialmente previsto per il 2004, poi più volte posticipato. Microsoft a inizio 2005 si era detta certa di far trovare Vista sugli scaffali per il Natale di quest'anno, ma poi in marzo ha annunciato di voler posticipare ai primi mesi del 2007. Ora anche questa data sembra in forse: nei giorni più caldi dell'estate è stata rilasciata a sviluppatori ed addetti ai lavori una versione provvisoria, la "beta 2" che ha lasciato molti perplessi. Secondo Robert McLaws, tecnologo piuttosto conosciuto, uno dei tester che hanno accesso quotidianamente al lavoro del team di Vista, i 5.743 difetti conosciuti nella versione beta due sono ancora tanti, davvero troppi per un software che dovrebbe apprestarsi al rilascio.
Le quotazioni del titolo MSFT in Borsa non son certo aiutate dalla considerazione che i maggiori clienti di Microsoft sono tradizionalmente molto cauti nell'adottare i prodotti della casa di Bill Gates. Secondo Joe Wilcox, analista per Jupiter Research, a tutt'oggi il 56% delle aziende usa ancora WIndows 2000 e il 19% addirittura WIndows NT, la versione precedente; eppure XP, la versione corrente, è stata rilasciata oltre cinque anni fa, nel 2001. Wilcox ha intervistato i responsabili delle tecnologie informatiche di 207 grandi imprese in tutto il mondo, e oltre la metà dei manager gli ha dichiarato che non penserà a Vista per oltre un anno dalla data del rilascio iniziale, o addirittura non pianifica affatto di prendere in considerazione quel sistema operativo. Visto che Windows pesa per oltre tredici miliardi di dollari nel fatturato Microsoft, non sono buone notizie.
La vox populi, come spesso avviene, è la più crudele. Bill Gates, fondatore di Microsoft, ha recentemente annunciato di volersi progressivamente distaccare dall'azienda per dedicarsi alla beneficenza attraverso la fondazione appositamente creata e che porta i nomi suo e della moglie – la maggiore al mondo, con un patrimonio di circa 30 miliardi di dollari. Su Internet gira questa battuta: "la Microsoft è messa talmente male, ma talmente male, che sono costretti a mandare Bill Gates a risolvere tutti i problemi del mondo per distrarre l'attenzione da quel disastro che è Windows Vista". Ouch.
Potrebbe esserci la luce alla fine del tunnel? Il 24 agosto, Robert McLaws ha scritto di aver vista una versione post-beta 2 di Vista che lo ha riempito di ottimismo: "si installa in soli 22 minuti (escluso il riavvio), richiede solo 603 MB di memoria per se stesso, il video è scattante, Explorer si apre in fretta e va raramente in crash". Non c'è forse da gridare di gioia, ma sono tutti miglioramenti apprezzabili. Chi predice la scomparsa di Microsoft, del resto, ignora bellamente l'inerzia che un universo informatico largamente WIndows-centrico porta con sé. Ci sarà forse meno Microsoft, in futuro, ma la casa di Redmond resterà protagonista per tutto il futuro prevedibile.