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Le macchie del leopardo

 

Avrete certamente letto, nell'agosto scorso, i commenti a caldo relativi agli annunci Apple. Sull'Internet sono corsi in proposito fiumi, se non d'inchiostro, perlomeno di elettroni. Io in questa pagina ho lo svantaggio ma anche il vantaggio di commentare a bocce ferme, e... Ma prima di cominciare, visto che mesi fa parlai male su queste pagine del primo iMac Intel, lasciatemi dire che ritengo fenomenali i Mac Pro.


I segreti di Steve

Jobs ha sottolineato il fatto che la beta di Leopard non conteneva tutte le novità che caratterizzeranno in primavera il nuovo sistema operativo. Prima deduzione: se questi misteriosi miglioramenti non fossero spettacolari, Jobs non li avrebbe menzionati. Non è tipo da farsi scappar frasi a sproposito, le sue keynote sono preparate con cura certosina. Seconda deduzione: per queste novità del Leopardo non serve che gli sviluppatori rivedano le loro applicazioni. Se così fosse, infatti, Jobs sarebbe stato costretto a parlarne, in modo da dare il tempo a questa gente di fare il suo lavoro. A ben pensarci, scoprirete che tutte le novità effettivamente annunciate hanno proprio questo in comune: sono pane per i denti dei programmatori. Anche Time Machine, l'applicazione che automaticamente e nottetempo farà copie di riserva dei nostri documenti su un disco secondario, ha risvolti dedicati agli sviluppatori – le cui applicazioni possono mostrare le versioni precedenti dei documenti con una interfaccia utente personalizzata e differente da quella del nuovo Finder.


Osservi, mio caro Watson...

Delle due, l'una: o i segreti di Leopard riguardano caratteristiche dei prossimi Mac Intel di seconda generazione (i prossimi modelli, post-Mac Pro, non ancora annunciati) oppure si tratta di sugose novità che miglioreranno anche i Mac esistenti (esempio volutamente sciocco: se Finder venisse riscritto con funzionalità telepatiche, per eseguire i nostri comandi prima ancora che noi li impartiamo, Jobs potrebbe svelarlo con gran can-can mediatico il giorno stesso della presentazione ufficiale di Leopard). È assai probabile che i segreti siano in parte del primo tipo e in parte del secondo.
Credo che una delle funzionalità "top secret" di Leopard possa venire dedotta da quel che Steve Jobs ha effettivamente presentato. Parlando della prossima versione di QuickTime, l'amministratore delegato di Apple ha detto che essa supporterà automaticamente la traccia dei sottotitoli per non udenti (nello standard CEA-608 tipico del video analogico). Quando mai vi è capitato di usare un Mac per vedere un video analogico? Apple forse vuole migliorare ulteriormente le capacità multimediali del Mac Mini, rendendolo un videoregistratore digitale in piena concorrenza con il Media Center di Microsoft; o forse vuole supportare a livello di sistema operativo i sintonizzatori TV delle terze parti.


L'ultima parola

A caldo, sul web, qualche giornalista ha scritto che ci si aspettava un colpo di coda di Steve Jobs, che è mancato un qualcosa di sensazionale come per esempio una nuova interfaccia utente a rimpiazzare Aqua. La presentazione di Leopard però, come abbiamo visto, è stata fatta solo a metà e novità di quel tipo sono ancora possibili (ma improbabili nel caso specifico: le applicazioni delle terze parti avrebbero un aspetto ibrido e sgraziato se Apple rimpiazzasse Aqua senza dar loro il tempo di cambiare gli elementi grafici interni). Comunque, questi discorsi guardano troppo da vicino gli alberi e perdono di vista la foresta. Apple ha non solo nuovi prodotti, ma soprattutto una strategia. Volete Windows sul portatile più veloce al mondo? Comprate un MacBook Pro, cancellate OS X e installateci Windows XP. Con i nuovi XServe, probabilmente la stessa cosa si potrà dire nel campo dei server. In più, grazie al software di Apple (come BootCamp) e di terze parti (Parallels, ma soprattutto VMWare) i due sistemi operativi potranno convivere sulla stessa macchina. Il miglior hardware sul mercato e software che lo faccia brillare: da sempre la strategia vincente di Apple, ora modernizzata per il nuovo mondo tutto Intel.