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Navigatori satellitari per tutti

Una delle caratteristiche più stupefacenti delle nuove tecnologie è la rapidità con cui gli apparecchi più nuovi precipitano di prezzo dopo l'introduzione. L'irraggiungibile apparato ultramoderno che oggi viene venduto a diecimila euro finisce, nel giro di cinque anni, per diventare alla portata di tutte le tasche: merito delle miniaturizzazioni, reingegnerizzazioni ed economie di scala, senza dubbio, ma non per questo meno sorprendente.
Di conseguenza, di tanto in tanto una tecnologia che era appannaggio soltanto di danarosi professionisti viene adottata in massa dai consumatori: è accaduto per i personal computer, i telefoni cellulari, gli scanner... sotto le feste 2006/07 sono stati i navigatori satellitari (detti anche GPS) a diventare popolarissimi. Se ne sono venduti a milioni, per cifre che partono da soli 200 euro a pezzo e raramente superano i 700 per i modelli più completi e facili da utilizzare. In questo caso, però, forse la tecnologia non era matura per l'uso di massa, e qualche nuovo utilizzatore si è trovato nei guai. O forse, come hanno commentato a mezza bocca le stesse forze dell'ordine, alcuni cittadini hanno acceso il navigatore satellitare e spento il cervello. Giudicate voi.
Innumerevoli sono stati i casi in cui un conducente ha attraversato un semaforo rosso, spinto dalla suadente voce sintetica che lo invitava a tirare dritto. L'apparecchio però conosce la posizione sulla strada sul suo proprietario e l'itinerario che questi deve percorrere, ma non ha occhi. Si suppone che il guidatore dell'auto dotata di navigatore GPS ci metta i suoi... ma non sempre è accaduto. I cronisti di Germania raccontano di un cinquantatreenne, che obbedendo (ciecamente) al consiglio del suo nuovo apparato ha allegramente curvato trenta metri prima dell'incrocio che stava cercando, travolgendo e distruggendo un vespasiano e la propria vettura. Ancor peggio è andato a un anziano di Amburgo, che si è fidato nel suo nuovo navigatore e non della segnaletica che indicava un cantiere, ha distrutto un cavalletto ed è finito a cinquanta all'ora contro un mucchio di sabbia da costruzione. L'ha provvidenzialmente salvato un altro dispositivo moderno, l'airbag. Degna di una comica la scena a Berlino: il neoproprietario di un GPS che non aveva letto le istruzioni ha confuso l'indicazione di traghetto con quella di un ponte e, proprio il giorno di Natale, ha allegramente imboccato un pontile ad alta velocità precipitando nel fiume Havel.
A Portsmouth in Inghilterra, riporta un lancio della Reuters, una ventinovenne ha percorso ventidue chilometri in autostrada contromano, a quasi centoventi chilometri all'ora, zizgagando tra il traffico che le veniva incontro. Alla polizia che l'ha fermata ha spiegato di aver seguito le istruzioni del computer di bordo, imboccando uno svincolo in uscita che in effetti si trova a pochi metri da quello in ingresso ma che è ben segnalato. Grazie al cielo nessuno si è fatto del male. Tragicomica la situazione in cui si è trovata una band rock americana il cui autobus, che doveva dirigersi a Cheltenham, è finito a Chelmsford a causa di un errore di digitazione sull'apparato. Con oltre duecento chilometri di distanza tra i due luoghi, la band non ha fatto in tempo a rimediare e gli spettatori sono stati rimborsati: peccato, sarebbe stato un "tutto esaurito". Simile ma più tragico il contrattempo accaduto a una ambulanza inglese. Doveva trasportare un paziente da Ilford a Brentwood, tredici chilometri di distanza: l'autista è arrivato a Manchester, a seicento chilometri di distanza dal bersaglio, prima di rendersi conto che aveva sbagliato a inserire le coordinate...
Negli USA, alcuni produttori sono seriamente preoccupati: si aspettano di venire denunciati da conducenti che hanno sbagliato e vogliono addossare a loro le colpe dell'errore. La combinazione più pericolosa pare dunque sia quella tra avvocato, autista, statunitense e distratto.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.