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Il video ha fatto rete

Gli scaricamenti di filmati digitali hanno fatturato 298 milioni di dollari nel 2006, e le stime per il 2007 parlano di un miliardo e mezzo di dollari per raddoppiare ancora l'anno dopo. Al suo discorso di apertura dell'annuale fiera dell'informatica, il CES 2007, Bill Gates ha dichiarato che la TV via Internet distruggerà la TV tradizionale quest'anno.

Cosa c'è di bello oggi sulla TV di Taiwan? E su quella del Bahrein? Per guardare quelle trasmissioni basta abbonarsi a JumpTV, che offre anche questi canali oltre ad altri 250. Come perdersi tutte le partite del campionato israeliano? Le trasmettono in diretta su Sport5. Naturalmente, se la vostra passione è invece il calcio rumeno, si può fare. Il sito è www.jumptv.com: l'idea di un imprenditore statunitense, un certo Scott Paterson, che ha stretto accordi con le più importanti TV minori di paesi del globo da cui emigrano lavoratori — sin qui una settantina di nazioni. L'idea è di fornire un servizio agli emigranti che vorrebbero sentire la loro lingua madre e restare informati su quel che succede a casa propria. Le immagini vengono trasmesse attraverso Internet, quindi serve un PC con una connessione a banda larga (ADSL o cavo). L'abbonamento parte da 9,95 dollari americani per mese. Ci sono differenti pacchetti tra cui scegliere, per esempio 23 canali in lingua araba a 25 dollari al mese — oppure si pescano individualmente i canali.
L'obbiettivo aziendale è raggiungere i cinquecento canali trasmessi e i cinquecentomila abbonati entro la fine del 2008 e con essi il pareggio di bilancio.

Apple (quelli dello iPod, per capirci) il nove gennaio ha lanciato Apple TV, un apparecchietto grande come quattro CD impilati. Si collega alla televisione (preferibilmente panoramica e ad alta risoluzione) con un cavetto e alla rete informatica di casa senza usare fili. Da questo punto in poi, Apple TV si comporta come una via di mezzo tra un videoregistratore digitale, un punto d'incontro tra tutti i computer domestici (sino a cinque) e un centro di intrattenimento. Via Internet potremo acquistare un film — per ora sono in vendita, in inglese, i titoli della Walt Disney e della Paramount, a quindici dollari ciascuno — o un telefilm e guardarlo mentre viene scaricato: il trionfo dei pantofolai, che non debbono neppure passare dalla videoteca per un nuovo video. Apple TV costa 429 franchi.

Se invece volete guardare un po' di video senza sborsare l'ombra di un quattrino, YouTube (di cui parliamo anche nell'altro articolo di questa pagina) è la scelta migliore. Non ci si trovano soltanto contenuti in inglese e neppure soltanto video amatoriali. Per esempio, l'anno scorso due produttori la cui idea era stata rifiutata dalle grandi televisioni statunitensi hanno deciso di mandare su YouTube l'episodio pilota della situation comedy "Soup of the day". Rinfrancati dal successo di pubblico sull'Internet hanno poi realizzato altri diciotto episodi, di durata variabile fra i tre e gli otto minuti. Sono stati visti da oltre cinque milioni di persone. Così, il sei febbraio "Soup of the day" esce in tutta America in DVD per venti dollari, completo di commenti del regista, scene tagliate, errori di recitazione, finali alternativi e tutti quegli extra che caratterizzano di solito il rilascio di una "vera" serie televisiva. Pare che la seconda serie finirà anche sul circuito Fox.

E, per chiudere, una curiosità: la TV via Internet la guarda anche la polizia. E non perché temano lo scorrere di fiumi di pornografia incensurata, come potrebbe temere qualcuno. La polizia di Hamilton, Canada, attorno allo scorso Natale ha pescato un assassino osservando i filmati di una telecamera di sicurezza pubblicati su YouTube, individuando l'ingresso del criminale nel locale notturno dove è avvenuto il fattaccio. L'assassino (un certo George Gallow, ventiquattrenne) si è costituito e ha ammesso tutto.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.