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O giusto, o facile

 

Proseguendo il filone che perseguo su questa pagina da qualche mese, e dall'alto della mia augusta posizione come ventottesimo giornalista informatico più famoso d'Italia (per non parlare del Canton Ticino), mi assumo oggi il pesante incarico di spiegarvi che esistono due distinti tipi di soluzioni ai problemi: quelle facili e quelle giuste.
Mi spiego subito con un esempio. Accompagno la mammetta al supermercato a fare la spesa (risulta infatti che le bottiglie di acqua minerale da due litri pesino molto di più di quanto pesassero vent'anni fa) e sugli scaffali scopro l'esistenza di un rasoio usa e getta a cinque lame. La mia foto qui sopra vi dimostra che il mio rapporto coi rasoi è assai scarso, di poco superiore a quello con gli assorbenti femminili, tuttavia la cosa mi ha fatto riflettere. Perché esiste un prodotto del genere? Nessuno può pensare che cinque lame taglino significativamente meglio di quattro, se ci riflette per dieci secondi filati, quindi quale bisogno va a soddisfare quel rasoio? Nessun bisogno: era solo un prodotto facile da realizzare e commercializzare. Qualche tonto, che infila nel carrello la confezione senza ragionarci su, si troverà di sicuro.


L'innovazione è rischiosa

Se domani un biologo trovasse la pastiglia che raddoppia o triplica la durata della vita (accennavo al resveratrolo tre mesi fa in questo spazio, ricordate?) non credo diventerebbe un uomo ricco. Per arricchirsi dovrebbe infatti commercializzare quel farmaco, ma nessuna agenzia statale di controllo sui prodotti medicinali e nessuna casa farmaceutica lo accetterebbe mai, neppure se la sua efficacia fosse scientificamente provata. Infatti, la vecchiaia non è definita come una malattia: quindi anche se le farmacie vendono giocattoli di gomma, caramelle, prodotti omeopatici e altre scemenze che nulla hanno a che fare con la cura e la salute, la pastiglia che triplica la vita non potrebbe trovarvi posto. Più in generale, se guardate le statistiche sui farmaci vi rendete conto che nell'ultimo decennio sono entrati in commercio pochissime nuove medicine e moltissimi miglioramenti di medicamenti già esistenti, mentre nei decenni precedenti valeva l'opposto. Le case farmaceutiche hanno una tale paura di venire denunciate per gli effetti collaterali imprevisti di una nuova soluzione da decidere di non perseguire ricerche radicalmente nuove. I politici ci mettono del loro, impedendo per legge le ricerche più promettenti, quelle che potrebbero curare un ampio spettro di orribili malesseri che vanno dall'Alzheimer alla cecità, quelle cioè sulle cellule staminali. Prudenza è la parola d'ordine: gli americani, che si vantano di discendere da pionieri esploratori e avventurieri, hanno praticamente chiuso il loro programma spaziale dopo l'esplosione dello shuttle Challenger: un po' come se Colombo avesse scelto di tornarsene in Spagna quando il primo marinaio ha tirato le cuoia su una delle caravelle.


La prudenza paga

Raffinare un prodotto esistente è un modo semplice per mandare sul mercato qualche cosa che profumi di nuovo e attiri l'attenzione dei consumatori senza correre troppi rischi. Inserite in questo spazio bianco la vostra battuta autoprodotta su Windows Vista e riflettete bene anche su OS X Leopard. Per mia sfortuna questo pezzo deve venire consegnato prima dell'undici giugno, data prescelta per la presentazione della beta finale in cui Apple ne rivela tutte le caratteristiche, ma esce in edicola dopo quella data. Quindi voi che leggete ne sapete più di me che scrivo: ma tra quel che ho visto io la nuova caratteristica più interessante risulta essere Time Machine. Cioè una ottima applicazione a livello di sistema operativo di una strategia di backup. Che è una idea vecchia di cinquant'anni e una strategia di grande prudenza. Come volevasi dimostrare.


 

Luca Accomazzi per la verità si guadagna il pane progettando sul web soluzioni complesse e semplici da usare, non tanto innovative. Mica è facile, innovare.