DI RECENTE ACCOMAZZI...
CERCA
» Ricerca avanzata
MAILING LIST

Se vuoi iscriverti alla mailing list di Luca Accomazzi inserisci qui la tua mail:

Vuoi ricevere i messaggi immediatamente (50 invii / giorno) o in differita e in gruppo
(due invii / giorno)?

» Vuoi saperne di più?

Mi ci gioco il collo

 

Fare dieci volte di sì con la testa, dieci volte no con la testa. Inclinare la testa alternativamente a destra e sinistra, come se il naso facesse perno, per dieci volte.


 

A parte l'originale Macintosh Portable (grosso come un baule dei pirati e appropriatamente venduto a peso d'oro) e la primissima serie di Powerbook con schermo in bianco e nero (numerati da 100 a 180), io credo di aver posseduto e usato almeno un esemplare per ogni serie di portatile Apple. Ho cominciato con un PowerBook 210 Duo, indimenticabile e mai raggiunto per piccolezza, leggerezza ed espandibilità. In famiglia lo chiamavamo "zanzara". Poi sono passato per i Duo a colori, compreso il primo PowerPC ("zanzara tigre", naturalmente), il primo iBook, un Titanium ("obelix", perché era il primo ad essere largo e con X dentro), un Aluminium 15" ("asterix", perché è più veloce) e adesso un MacBook Pro ("abraracourcix", perché è il capo dei Galli). I Powerbook sono stati i primi calcolatori portatili così ben fatti da poter essere usati al posto di una macchina da scrivania e non solo in aggiunta ad essa, e io ne ho approfittato.


 

Braccia tese. Allargarle, alzarle nel segno di resa, abbassarle in orizzontale a mani giunte davanti a sé, tornare alla posizione iniziale, ripetere dieci volte. Poi dieci volte in senso opposto.


 

Due anni fa il collo ha cominciato a farmi male quando mi mettevo a letto. E a fare cric crac quando lo ruotavo. Corro da una fisiatra: problemi di cervicale, diagnostica la signora. Rimedi? Per la verità, nessuno. Quelli alle ossa sono tipicamente problemi degenerativi, quando si è imboccata la cattiva strada si può solo lottare con i sintomi e lavorare per evitare che le cose peggiorino. Mi prescrive un ciclo di massaggi (gradevoli per diversi minuti dopo l'applicazione) e un ciclo di TENS (leggo su Internet che nessuno sa bene come funzioni e perché; è una applicazione di corrente elettrica a bassa tensione sulla zona dolorante. A molti dà sollievo, a me no). Vado da una fisiatra più brava: prescrive esercizi, esercizi e ancora esercizi, un cambio di postura (sedersi nella classica posa della regina d'Inghilterra, a volte prosaicamente definita "come se avessi un bastone infilato nel sedere") e usare un monitor la cui sommità è all'altezza degli occhi. Sono tornato a casa raggiante, con un monitor 24" sottobraccio: e a mia moglie che spalancava gli occhioni ho detto con finta mestizia: "tesoro, cosa vuoi farci, purtroppo l'ha ordinato il dottore".


 

Braccia tese davanti al corpo, impugnare un elastico duro. Tendere sino ad aver le braccia spalancate, rilasciare lentamente, per dieci volte.


 

I portatili hanno la tastiera incernierata al monitor. Quindi ci si lavora a sguardo abbassato e con la costante tendenza ad ingobbirsi. Oppure, come ho fatto io per un po' di tempo prima di acquistare il monitorone, si mette il portatile sopra una pila di libri, ma in questo caso digitare è scomodissimo. La cartilagine che separa le vertebre pian piano si consuma, e quando le ossa cominciano a sfregare nasce il dolore ma è troppo tardi per porre rimedio. Non è tutta colpa dei portatili: può dipendere anche dalla postura, dal letto e dal cuscino, da predisposizioni naturali. Secondo la mia fisiatra, le radiografie su ventenni apparentemente sani ma dall'atteggiamento sbagliato già mostrano i primi inconfondibili segni della deformazione. L'autorevole quotidiano britannico Daily Mail ha pubblicato a fine maggio un servizio in cui si sostiene che la grande popolarità raggiunta dai portatili negli ultimi anni rende il malessere diffuso quanto una pandemia. Un clinico intervistato dal giornale sostiene di aver persino visitato una ragazzina di soli dodici anni già colpita dai sintomi, perché passava molte ore al giorno sulla tastiera.


 

A busto immobile impugnare un bastone orizzontalmente e spostarlo destra-sinistra. Poi ruotarlo. Dieci volte.


 

Se fossi americano intenterei denuncia a mamma Mela e cercherei di soffiarle duecentomila dollari di risarcimento. Siccome sono italiano, ho una petizione. Lo so che inventarsi un portatile con lo schermo in alto e la tastiera in basso è difficilissimo, ma se non ci pensa Apple chi mai ci penserà? Attendo fiducioso e lo acquisterò non appena esce. Mia moglie capirà: si accorge benissimo che la sera mi volto e rigiro nel letto come una cotoletta prima di trovare la posizione giusta per il sonno.
--
Luca Accomazzi (www.accomazzi.net) intreccia le mani dietro la testa, unisce i gomiti davanti al viso, poi li allarga. Dieci volte.