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Uomini e topi?

 

Nella preistoria dell'informatica, si sa, i calcolatori ricevevano informazioni dall'uomo attraverso le schede perforate e la selezione di interruttori. Da oltre cinquant'anni però il dispositivo principe per l'inserimento dati (o input, come lo chiamano gli informatici) è certamente la tastiera. Il mouse, che oggi accompagna tutti gli elaboratori, è stato reso popolare nel 1983 con l'introduzione del Macintosh. Le cose sono sostanzialmente rimaste a questo punto per oltre vent'anni — a parte l'introduzione degli schermi sensibili al tocco come alternativa al mouse in quei calcolatori dove quest'ultimo non è facilmente adottabile, come quelle agendine elettroniche che stanno in palmo di mano.
Una serie di interessanti novità piccole e grandi introdotte nel corso dell'ultimo anno o di imminente lancio sul mercato potrebbe però infrangere la tirannia della tastiera e del mouse. La più giocosa è il cosiddetto wii-mote (si pronuncia "ui mot"), il geniale telecomando che la Nintendo da associato alla sua macchina per videogiochi Wii. L'oggetto, che assomiglia un po' a un telecomando, è dotato di sensori in modo che l'elaboratore centrale possa percepirne la posizione nello spazio, le rotazioni e i movimenti (contiene un accelerometro, lo stesso dispositivo che fa scoppiare gli airbag sulle automobili quando percepisce che la velocità si è ridotta in una frazione di secondo). Questa inaudita sensibilità rende la Wii davvero divertente, più delle sue più blasonate colleghe firmate da Microsoft e Sony, e dunque un grande successo di pubblico. Nei giochi, il wii-mote può venire usato di volta in volta come una racchetta da tennis, una mazza da golf, una scopa, una spada... Sull'Internet si trovano una quindicina di progetti [1] che consentono di connettere il wii-mote ai PC e ai Mac, sorti spontaneamente e dunque relativamente rozzi ma che testimoniano l'interesse per la nuova tecnologia. Dal canto suo la Logitech, probabilmente la più nota azienda produttrice di mouse e surrogati, nell'agosto 2007 ha introdotto un dispositivo analogo ai wii-mote ma esplicitamente progettato per Windows, lo MX Air, che per la non economicissima somma di 229 franchi permette di fare a meno del mouse con relativa scrivania e può anche venire usato come telecomando per le presentazioni in pubblico su proiettore. Alcuni pulsanti sulla superficie superiore dello MX Air permettono poi di usarlo che pilotare iTunes, il popolarissimo programma jukebox, e dunque di pilotare la riproduzione di musica da parte del PC.
Più serioso e forse meno innovativo, ma non per questo meno interessante, un brevetto Apple introdotto con il nuovo telefono cellulare-riproduttore audiovideo-navigatore Internet di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi (anche se non è ancora disponibile in Europa): lo iPhone. È dotato di uno schermo sensibile al tocco ma, e qui sta la novità, non semplicemente come surrogato del mouse. La superficie di iPhone recepisce contemporaneamente il tocco di più dita: per esempio, per posizionare una finestra sullo schermo e contemporaneamente ridimensionarla basta poggiarci, e muovere, i polpastrelli di pollice e indice. È un gesto di grande naturalezza, che ne rimpiazza un altro molto meno semplice: su un normale computer per selezionare una porzione dello schermo bisogna cliccare il mouse per indicare un angolo, tenere premuto il pulsante, spostare il mouse nell'angolo opposto e rilasciare.
Forte del successo della sua macchina per videogiochi, Nintendo ha presentato una espansione per Wii che permette al sistema di riconoscere anche la posizione dei piedi del giocatore. Si chiama Wii Balance Board e ha l'aspetto di una pesapersone divisa verticalmente in due metà, una per ciascun piede. Contiene una serie di sensori - di pressione e di movimento - che le permettono non solo di sentire la nostra presenza ma anche di dedurre i nostro movimenti e posizioni, e naturalmente può venire usata insieme al wii-mote. La Balance Board viene venduta insieme a un programma per Wii che non è esattamente un videogioco: si chiama WiiFit. Si tratta in sostanza di un ambiente per fare ginnastica con l'aiuto della pedana che permette al software di valutare il grado di allenamento dei membri della famiglia, tenere traccia delle attività, proporre esercizi graduati nel tempo, ricordare a chi esita che è venuto il momento per una nuova sessione. WiiFit contiene anche una serie di giochini, un po' per indorare la pillola e un po' per dimostrare le potenzialità ludiche dell'apparecchio. Tra gli altri citeremo un videogame che ci vede nelle vesti di un rigorista sul campo di calcio, un corso di ballo, uno hoola hoop virtuale. WiiFit sarà in vendita nei primi mesi del 2008 per un prezzo che non è ancora stato comunicato.


L'informatica ci dà una mano

Nell'altro articolo di questa pagina presentiamo i nuovi dispositivi che permettono di pilotare un computer usando il nostro corpo. Una direzione parallela di ricerca e sviluppo quella delle protesi informatiche: dispositivi che aiutano chi ha perso il controllo di parti del corpo a supplire con l'aiuto di mezzi informatici. Già da anni esistono speciali e costosi dispositivi che aiutano gli ha subito menomazioni a ritrovare qualche forma di controllo dell'ambiente circostante grazie al computer. I numeri spaventosi di soldati statunitensi rimasti feriti anche gravemente durante il soggiorno in Iraq ha dato nuova vigorosa spinta alle ricerche in questo campo. DARPA, il dipartimento ricerca e sviluppo del dipartimento della difesa USA, ha recentemente presentato due progetti (il primo immediato, il secondo destinato a dare frutti nel giro di quattro anni) in cui il computer riceve segnali dal corpo umano del disabile e li utilizza per pilotare un braccio o una gamba meccanica. Il più ambizioso dei due progetti si propone di realizzare una mano artificiale utilizzabile in tutto e per tutto al posto di quella naturale persa per amputazione.
Per ottenere questo ambiziosissimo risultato è necessario un intervento chirurgico: i nervi umani che in una persona sana finirebbero nel braccio vengono spostati e posizionati vicino a una rete di sensori grandi quanto un chicco di riso, posizionati nel torso: si chiamano IMES, sigla di injectable myoelectric sensors. Sorprendentemente, il problema più spinoso per gli ingegneri che lavorano sul progetto sembra essere un altro: la fonte di energia per il braccio meccanico. Per imitare i gradi di libertà di un braccio vero, (cioè le torsioni e rotazioni possibili al polso, alle dita, alla spalla), per consentire le accelerazioni e le frenate che ci permettono di afferrare una pallina lanciata al volo verso di noi, per consentire di tenere stretto tra due dita un oggetto del peso di nove chili, è necessaria una fonte di energia potente e duratura. I prototipi attuali sono permanentemente connessi all'alimentazione di rete, ma ovviamente questa non è una opzione per il risultato finale, che probabilmente sarà imbottito con batterie agli ioni di litio, analoghe a quelle che alimentano i più moderni calcolatori portatili. I ricercatori americani del Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory stanno anche lavorando a sensori da applicare sulla mano artificiale per restituire il senso del tatto comprese le sensazioni di calore: in questo compito sono aiutati dalla NASA, all'avanguardia nel campo dei sensori di pressione, che sta usando i nanotubi al carbonio (un materiale di recente concezione, di cui abbiamo più volte parlato in queste pagine) come conduttori di calore. I nanotubi, mille volte più sottili di un capello, verranno tessuti in un polimero di plastica che costituirà la pelle artificiale. Il traguardo è realizzare un sensore sottile quanto un foglio di plastica, dunque applicabile sopra alla mano artificiale, delle dimensioni di due-tre centimetri per lato, entro la fine del 2009.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.