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Un bimbo, un computer

 

Nicholas Negroponte, docente del prestigioso MIT di Boston, tre anni fa ha abbandonato la sua cattedra per dedicarsi a tempo pieno a un progetto ambizioso: consegnare un calcolatore portatile a centicinquanta bambini dei paesi in via di sviluppo. Non un portatile qualsiasi, ma un modello appositamente progettato per venire usato in condizioni problematiche. Quindi facile a ricaricarsi, immune ai virus e che non richiede manutenzione, resistente a polvere e urti ma soprattutto dal prezzo bassissimo, di modo che governi e organizzazioni umanitarie possano permettersene un gran numero. L'obiettivo iniziale era quello di ottenere un costo unitario di soli cento dollari statunitensi.
Nel novembre 2007 in Cina, è finalmente iniziata la produzione di massa del nuovo portatile. Da un punto di vista informatico è un oggetto straordinario. Può collegarsi senza fili (via onde radio) a Internet quando la Rete è disponibile, ma quando non c'è i portatili si connettono tra loro in una rete locale, anche se si trovano a centinaia di metri di distanza l'uno dall'altro. Ha uno schermo ultrapiatto che al coperto funziona a colori come i portatili che noi occidentali siamo abituati a vedere ed usare, ma se viene usato all'aperto e sotto la luce forte del sole diventa riflettivo, in bianco e nero. Resiste non solo alla polvere ma anche alla pioggia. Può venire alimentato ad energia solare.Tastiera e programmi sono tradotti specificatamente per la nazione che riceverà la macchina.
Da un punto di vista commerciale, però, l'iniziativa One Laptop Per Child (OLPC) del professor Negroponte sta incontrando fortissime resistenze, al punto da mettere in dubbio la stessa sopravvivenza del progetto. Il prezzo di ogni singolo portatile è stato fissato a 188 dollari: di più non è stato possibile scendere, a causa dei costi della componentistica, e anche questa cifra è sostenibile solo a fronte di una produzione di decine di milioni di esemplari. Per tenere basso il prezzo di ogni singolo portatile, Negroponte e i suoi ingegneri hanno rinunciato al sistema operativo Windows di Microsoft, preferendogli il sistema Linux, che è gratuito. Analogamente hanno scartato i microprocessori di casa Intel in favore dei meno conosciuti ma più abbordabili AMD. In risposta, la casa di Bill Gates e quella di Paul Otelini hanno deciso di supportare una iniziativa concorrente basata sui loro prodotti. La Microsoft ha fatto partire un progetto che fornisce Windows a tre dollari al pezzo nei paesi non sviluppati e la Intel ha sfornato processori non velocissimi ma abbastanza competitivi. Così, sempre in novembre, la società Asustek ha presentato con gran fanfara un sistema chiamato Eee: dal prezzo circa doppio, 399 dollari a pezzo, ma ben pubblicizzato e raccomandato dai grandi nomi dell'informatica. Il governo della Libia, che aveva pianificato l'acquisto di 1.200.000 portatili OLPC, ha cambiato idea. La Nigeria sta ritrattando il contratto per un milione di macchine, ufficialmente per il motivo che il prezzo per esemplare è superiore ai cento dollari inizialmente programmati.
Centomila macchine OLPC sono state consegnate al governo dell'Uruguay e il Peru sembra intenzionato ad acquistarne altre 250.000, ma siamo lontani dall'obiettivo di centocinquanta milioni di esemplari che avrebbe permesso di tenere bassi i costi. Per ovviare, l'organizzazione OLPC ha lanciato una iniziativa (per ora soltanto negli USA e in Canada, l'estensione nel nostro continente potrebbe avvenire nel 2008): offre esemplari del suo portatile per quattrocento dollari ai consumatori occidentali, con l'accordo che per ogni calcolatore consegnato in America un altro viene regalato in Africa a un bimbo bisognoso.In seguito ai primi, ma modesti, successi di questa iniziativa ventimila portatili verranno consegnati attorno a Natale nel Ruanda.
Le critiche alle grandi multinazionali, piovute da più parti, hanno poi sortito un effetto. Intel ha annunciato il suo supporto al progetto One Laptop Per Child e collabora con un proprio manager al consiglio di amministrazione. Il principale produttore di microprocessori al mondo e la OLPC hanno anche firmato un accordo che impedisce a ciascuna delle due organizzazioni di... parlar male dell'altra.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.