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Il ritorno del libro elettronico

 

Il disco di vinile è morto da decenni: rimpiazzato dal CD, che registra in formato digitale le canzoni. La videocassetta è morta da anni, rimpiazzata dal DVD, un sistema digitale per registrare i film. Lo iPod ha sepolto il Walkman, la nostra voce viene digitalizzata quando parliamo al telefono, la TV analogica è stata spenta ormai da più di un anno in favore del digitale terrestre (o del satellite, digitale anch'esso). Visti questi precedenti, non ci vuole un visionario per intuire la direzione: tutti i mass media tradizionali vengono distribuiti digitalmente. Tutti? Non proprio. Presumibilmente state tenendo in mano, in questo preciso istante, il contro-esempio: un quotidiano di carta, non molto differente da quello che leggevano i vostri nonni. Il Corriere del Ticino dispone anche di una distribuzione elettronica via Internet, molto comoda per chi si trova all'estero, più un metodo per venire letto dai ciechi che passa attraverso la sintesi vocale, ma la stragrande maggioranza dei suoi lettori sceglie ancora la carta. A ragion veduta: la carta pesa poco, costa poco, esiste una rete ben definita di chioschi che la distribuisce; il giornale può venire letto su un autobus o un treno o letto e senza richiedere batterie, piegato e messo in tasca. Tutti vantaggi che le nuove tecnologie digitali come CD e DVD non hanno.
Tutto ciò non ha impedito a ingegneri e case produttrici di elettronica, negli ultimi dieci anni, di lavorare su un sostituto digitale della carta che possa rimpiazzare libri, riviste e quotidiani.
La soluzione più semplice sin qui presentata è forse quella che ha conosciuto un successo più significativo: gli audiolibri. Si tratta in sostanza di CD audio che ci lasciano ascoltare un attore professionista che legge un libro a voce alta. Oggi esiste una versione audiolibro per tutti i best seller della carta stampata e la loro presentazione sul mercato è contemporanea alla disponibilità del libro di carta. Sono apprezzati da ipovedenti e ciechi oltre che da una certa quantità di persone che non ama leggere. Nel mondo anglosassone si stima che circa il due per cento delle copie vendute di un libro abbia questa forma.
Le altre soluzioni per fare a meno della carta sono decisamente più tecnologiche. La Philips ha mostrato prototipi di schermi flessibili e dunque arrotolabili. Dal 2004 Sony ha lanciato sul mercato e venduto (soprattutto ai giapponesi, che amano le novità elettroniche) un libro elettronico, il Librié, dalle interessanti caratteristiche tecniche.
Il Librié è grande quanto un comune libro brossurato (diciannove per tredici centimetri) e non è molto distante neppure nel peso: trecento grammi comprese le batterie e la custodia. È piuttosto sottile: tredici millimetri. Nella memoria di bordo trovano posto anche un centinaio di volumi. Lo schermo è straordinariamente leggibile, davvero paragonabile alla carta; il bianco è niveo, il nero intenso: non può mostrare immagini a colori, anche se può utilizzare sedici differenti tinte di grigio per raffigurare meglio le fotografie. Dentro lo schermo del libro elettronico Sony si trovano mezzo milione di sferette cave di materia plastica che possono ruotare sul proprio asse quando vengono sottoposte a un debole campo magnetico. Dentro ciascuna sfera si trova un gruppo di palline sospese in un olio: metà di esse sono bianche e l'altra metà nere. La rotazione della sfera porta alla luce le palline bianche, e allora quel punto dello schermo sembra carta, oppure nere, e allora sembra inchiostrato. La posizione della sfera viene mantenuta in mancanza di alimentazione; quindi il Libriè non consuma corrente quando si limita a mantenere visibile il testo a video. Inoltre, il libro elettronico non è leggibile al buio, proprio come un libro vero.
Questa tecnologia video (chiamata electronic paper) è stata poi riutilizzata dagli ingegneri del MIT per realizzare il loro calcolatore portatile a bassissimo costo, il One Laptop per Child destinato agli scolari africani, in modo che il testo risulti visibile anche in pieno sole e che i libri di testo possano venire aggiornati a costo zero. Buona ultima è arrivata Amazon.com, il maggior libraio al mondo, che dal Natale scorso vende il suo dispositivo Kindle di cui parliamo nell'altro articolo di questa pagina.
Con la possibile eccezione di quest'ultimo oggetto tecnologico, troppo recente perché si possa decidere se sia un successo o un flop, possiamo ben dire che tutti gli altri non sono neppure arrivati sul mercato o si sono rivelati prodotti di nicchia. Eppure sarebbe sbagliato trascurare i loro aspetti positivi e ineguagliabili dalla carta stampata. Primo: con un libro elettronico noi possiamo trovare rapidamente una frase all'interno del testo, usando una funzione di ricerca. Secondo: per un autore, che oggigiorno scrive certamente su un calcolatore, è facile e rapido far arrivare un testo su un libro digitale; invece attendere che le parole vengano impresse con inchiostro su cellulosa importata dalla Svezia è oggettivamente più laborioso. Terzo: un testo elettronico può venire aggiornato e i suoi errori corretti, mentre invece l'inchiostro è un mezzo spietato. Infine, chi in questo momento ha inforcato un paio di occhiali per leggerci consideri la possibilità di ingrandire il testo che caratterizza i libri elettronici. Per tutti questi motivi, molti guardano con interesse al Kindle, e per questi motivi noi abbiamo deciso di parlarvene.


Kindle, il libro aggiornabile

Si sta parlando moltissimo, negli USA, del nuovo libro elettronico sviluppato e prodotto da Amazon.com, il maggior libraio via web del mondo. Sono molti a pensare che il Kindle sarà per il libro elettronico quello che lo iPod è stato per la musica digitale. In sostanza: anche se prima di questo prodotto ne esistevano altri che in teoria facevano le stesse cose, questo è il primo ben pensato e progettato, facile da usare, ragionevolmente economico e complessivamente desiderabile per il consumatore.
Cominciamo dai prezzi: il Kindle viene venduto a quattrocento dollari, circa 450 franchi. Guarda caso, è lo stesso prezzo che caratterizzò il primissimo iPod. Amazon vende anche i libri in formato elettronico, naturalmente. Oltre il novanta per cento dei best seller è disponibile a dieci dollari l'uno, circa la metà del costo della versione cartacea. In totale sono oltre novantamila i titoli già disponibili in lingua inglese: i lettori possono sempre scaricarne il primo capitolo gratuitamente, per provare prima di decidersi all'acquisto. I classici, cioè i testi il cui autore è morto da tempo e non vengono più versati i diritti, sono offerti a due dollari. Ma Amazon non offre solo libri: la maggior parte dei quotidiani USA più una selezione internazionale che include Le Monde e il Frankfurter Allgemeine sono offerti a prezzi compresi tra 6 e 16 dollari al mese, circa un terzo del costo di un abbonamento cartaceo. Ci sono poi le riviste, tra cui Time e Fortune, per due o tre dollari al mese, e i trecento blog più popolari al mondo per un dollaro al mese ciascuno. In questi casi è disponibile un abbonamento gratuito di prova per due settimane. Amazon.com si offre anche di convertire i documenti del proprietario di un Kindle (partendo dai formati digitali più popolari, come il PDF e Microsoft Word) e inviarli, per dieci centesimi cadauno.
Come si sarà intuito, il Kindle può scaricare nuovi contenuti su richiesta del suo proprietario. Non è richiesto il possesso o l'uso di un PC, e neppure Internet: ogni Kindle contiene una scheda SIM e usa la rete telefonica cellulare. Un libro si cerca, trova e sceglie interattivamete nel negozio online di Amazon.com, sullo schermo del Kindle; si paga con carta di credito; un volume di trecento pagine si scarica in poco meno di un minuto. Proprio per questo motivo ci vorrà un po' per vedere il prodotto qui in Europa: Amazon.com ha progettato il suo libro elettronico perché usi la rete cellulare più diffusa negli USA, che però non ha equivalente nel nostro continente. L'uso del sistema cellulare significa che il Kindle può scaricare contenuti in ogni momento e da ogni luogo, senza fili: Amazon.com l'ha anche progettato perché possa consultare in linea un ottimo dizionario, l'Oxford, e la popolare enciclopedia in linea Wikipedia. Non ci sono addebiti extra, in questo caso. Si può anche navigare il web, ma con risultati non sempre soddisfacenti, visto che molti siti sono progettati per uno schermo grande, orizzontale, animato e a colori.
L'ergonomia è ben curata. Il Kindle si ricarica in due ore e con una carica permette trenta ore di lettura. Pesa tre etti, non scalda, non fa beep, è leggibile quanto la carta (ma mostra solo immagini in bianco e nero, e non è capace di animarle): come in un libro vero. E, come in un libro, possiamo sottolineare passaggi o prendere note sui margini.
Kindle ha una tastiera abbastanza comoda e soprattutto due grossi pulsanti, "pagina avanti" e "pagina indietro" sui lati. Il libro però può venire scorso anche con una rotellina posizionata sul lato destro del prodotto, una riga alla volta. Sarà un successo? È troppo presto per dirlo, ma l'oggetto è francamente intrigante. Staremo a vedere: anzi, a leggere.


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