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Mac OS X 10.5 Leopard server

 

Cominciamo la nostra recensione anticipando quelle che dovrebbero esserne le conclusioni: è necessario per inquadrare il prodotto.
Da sempre, il sistema operativo OS X Server si basa su tre punti di forza. Il primo è il sistema operativo che noi ben conosciamo, offerto però in sole quattro lingue, italiano escluso. L'offerta comprende poi alcune applicazioni sviluppate in Apple e disponibili solo nel pacchetto Server. Infine, Apple ha aggiunto una vagonata di software open source (scelto con una certa accuratezza tra il meglio del genere) e lo ha rivestito con la sua interfaccia utente, in modo che sia relativamente semplicissimo configurarlo e usarlo.
Negli anni però l'azienda Apple si è sempre più spostata nella direzione dell'elettronica di consumo (con il lancio d iPod, iPhone, Apple TV) allontanandosi dalla media e grande impresa, che è cliente principale di server. La nostra impressione è che i programmatori migliori a Cupertino vengano messi (comprensibilmente) a lavorare sul sistema operativo dell'iPhone e non su quello dei server, e che la qualità di quest'ultimo un po' ne risenta. Ed ora, i fatti.


Sotto al cellophane

La confezione è minuscola, a differenza di quella che caratterizzava la precedente versione, e il manualetto di accompagnamento è proporzionatamente rimpicciolito. Restano disponibili in formato PDF con testo in inglese su www.apple.com/erver/documentation le documentazioni sulle funzionalità e l'amministrazione del sistema: venti manuali. Fatene una copia da qualche parte, perché le versioni relative a Tiger sono sparite lasciando senza testi di riferimento gli utilizzatori della versione precedente.
I DVD sono due: il primo contiene il sistema operativo, il secondo gli strumenti di amministrazione da qualsiasi Mac remoto collegato in rete o via Internet in modo che il calcolatore server possa venire stipato da qualche parte irraggiungibile, senza tastiera né monitor. Come sempre con OS X Server, il software è legato a un numero di serie fornito in due stampe autoadesive. Apple vende due distinte varianti di Leo server: la più economica accetta al massimo dieci connessioni contemporanee in rete locale per la condivisione dei file (via AppleTalk o SMB), l'altra non ha limiti teorici. Queste due versioni non hanno alcuna altra differenza, né prestazionale né nell'uso degli altri programmi compresi: per esempio, anche con la versione meno costosa potete mettere in piedi un server web che accetta più di dieci visitatori contemporanei. Le richieste hardware sono le medesime di Leopard base.


Dalla Tigre al Leopardo

L'installer di Leopard in variante server può predisporre ex novo una copia del sistema operativo o aggiornare una versione precedente, ma chi sceglie la seconda strada scoprirà che di alcuni programmi (come Apache) resta per prudenza la medesima versione in uso sotto Tiger ed è necessario pispolare nella configurazione per completare l'ammodernamento del proprio server.
L'installazione o l'aggiornamento richiedono oltre due ore durante le quali il server è totalmente indisponibile: troppo, davvero troppo tempo. Saranno molti gli amministratori di rete costretti a lavorare di domenica perché gli ingegneri di Apple non hanno pensato ad ottimizzare l'installer.
Per le nostre prove noi siamo stati costretti ad installare da un lettore DVD esterno, che per nostra sfortuna si è brevemente scollegato dalla macchina. L'installer si è bloccato lasciando il server inutilizzabile e il disco rigido corrotto al punto da richiedere la reinizializzazione: una brutta esperienza che potrà toccare anche ai proprietari del MacBook Air (che, per mancanza di lettore ottico interno, va avviato da un disco collegato senza fili) a meno che Apple non riscriva per bene il programma di installazione.


Il software di Apple

Per quanto riguarda la dotazione di programmi interamente sviluppati a Cupertino, la versione 10.5 di OS X Server presenta due novità. La maggiore è iCal Server, un deposito delle agende condivise per gruppi di lavoro. Compatibile anche con applicazioni clienti per Win o Linux come Sunbird (un cugino di Firefox) iCal server consente di schedulare appuntamenti condivisi e consentire o negare l'accesso in lettura alle agende a ciascun singolo collaboratore. L'altra novità è Podcast Producer Admin, il compagno dell'utility Acquisizione podcast fornita con ogni copia di Leopard. Se la seconda ci permette di registrare i podcast, la prima li distribuisce partendo dal server. Bisogna infatti sapere che gli ascoltatori che usano iTunes ottengono dai server di Apple a Cupertino solo un elenco dei podcast disponibili al mondo, mentre lo scaricamento avviene a partire dai server dei singoli artisti e produttori.
Per quanto riguarda le applicazioni e consentono l'amministrazione remota a distanza, il Workgrouop manager che ci consente di attivare gli utenti, assegnare spazi ai loro file e assegnare le mailbox di posta elettronica è invariato rispetto alla versione 10.4. Migliorato Server Admin, il programma che usiamo per attivare e spegnere i singoli servizi e configurarli, attraverso l'uso di wizard che guidano passo passo.
Il sistema Macintosh Manager non è più supportato in OS X 10.5


Il server può mandarci una email quando il nostro intervento è richiesto. Una simpatica piccola novità della v10.5

Il software open source

La principale novità in 10.5 è il wiki, ovvero il sistema web collaborativo che permette a tutti i membri di un gruppo di intevenire sui testi di un sito web. In questo comparto restano i limiti che OS X Server ha sin dalle origini. In sostanza, gli ingegneri di Apple hanno messo in questo sistema i migliori programmi del genere e li hanno decentemente integrati tra loro, poi hanno aggiunto in Server admin una interfaccia di configurazione per le funzioni che a loro parere sono le più importanti. Il vostro parere potrebbe differire dal loro: per esempio il gestore delle mailing list, Mailman, gestisce benissimo l'italiano, ma non attraverso Server admin. Mettere una voce in più nel menu delle lingue non sarebbe costato nulla, ma a Cupertino hanno scelto di non farlo. Qua e la il proprietario di OS X Server si trova così costretto a scendere nelle fondamenta Unix della costruzione per finire il suo lavoro: e così vien meno gran parte del fascino e dell'interesse che questo sistema operativo presenta per chi non ha passato cinque anni della sua vita in un politecnico e almeno altrettanti a studiare Unix per conto suo.


L'ultima parola

OS X Server è da sempre, e resta, la più semplice soluzione per chi desidera operare un server senza diventare un informatico professionista. I suoi vantaggi rispetto a un server Linux però vanno scemando negli anni: per merito di Linux e non per demerito di Apple, ma l'effetto è il medesimo.


Questo articolo fa parte di uno dei miei percorsi. Se vuoi saperne di più su questo argomento, visita il resto del percorso cliccando qui.