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Sapete tenere un segreto?

 

Credevo che fossimo amici. Mi fidavo di voi. E invece, ecco come mi trattate: è questo il modo di ricambiare una stima sincera? Perché nessuno di voi mi ha fatto sapere che esiste il programma 1Password?


La password che cos'era?

Mi sono sempre vantato della mia memoria per quanto riguarda le password. Quelle per accedere ai (cinque) conti in banca, quelle che mi fanno riconoscere dai miei (sette) server come proprietario, i numeri dei (tre) bancomat e le parole d'accesso ai (due) Macintosh sono sempre state lunghe, complicate e tutte diverse le une dalle altre. Ne memorizzavo poi altre per i siti che frequento e che meritano sicurezza -- per esempio eBay, Amazon.com, Skype, iTunes Store, i principali fornitori di servizi a pagamento. Solo le password meno importanti venivano affidate al Mac, consentendo a Safari di registrarne una copia. Ammetto, poi, una colpa del resto comune a moltissimi: per ogni altro scopo io utilizzo le stesse due o tre password poco significative. Quando un forum mi chiede di registrarmi e scegliere una password gliene rifilo una riciclata, perché non ho nessuna paura che qualcuno si impegni davvero per scoprire una password del genere.


L'età che avanza

Sarà l'età? Diventa sempre più difficile districarsi. Alcuni siti pretendono che io cambi la parola d'ordine a intervalli regolari. Un altro ne vuole due, la prima scelta da me, l'altra dal sito stesso. Tre banche mi hanno mandato a casa un cazzillo da usarsi per generare una password "usa e getta" valida per una singola sessione.
Comunque sia, ho ceduto: oggi registro le mie password sul Mac. In teoria, il Portachiavi di OS X dovrebbe fare al caso mio. Serve proprio a registrare le password in un deposito protetto accessibile solo digitando una super-password. In pratica, non basta: per esempio, in una banca ho due conti (quello personale e quello della mia azienda), quindi mi servono due password diverse per la medesima pagina web. Provate voi a spiegarlo al Portachiavi, se ci riuscite.


La 1Password che mancava

Autori di shareware: alla riscossa! Su agilewebsolutions.com ho trovato un programmino compatibile con Safari, Firefox e altri otto popolari applicazioni che risolve il problema appena presentato. Inoltre mi permette di registrare una volta per tutte i miei recapiti (separatamente, quei aziendali e quelli personali) e incollarli con un clic nei moduli. Tiene traccia delle due carte di credito e permette di usarle con uguale facilità. Genera automaticamente password complicate quando mi iscrivo a un nuovo sito, foss'anche un semplice forum, e le ricorda per me. Di molte altre opzioni non ho spazio per spiegarvi, ma devo aggiungere che sotto c'è il Portachiavi di OS X, quindi un modo sicuro e standard per archiviare le informazioni che devono restare segrete. Però solo aggiungendo 1Password il Portachiavi funziona bene, intuitivamente e in modo completo.


La mela che dormiva

La considerazione che mi fa sospirare rumorosamente, però, è un'altra; Apple che fa, dorme? La casa di Cupertino ha una gloriosa e rispettata tradizione: prendere le migliori idee dei più brillanti produttori indipendenti di software, farle proprie, incorporarle nel sistema operativo Mac OS e mandare sul lastrico lo sviluppatore originale. È successo, lo ricorderete, nei lontani tempi di Mac OS 8 con Sherlock (un eccellente programma oggi passato nel dimenticatoio) e più di recente accadde quando OS X 10.4 Tiger introdusse Dashboard riprendendo l'idea lanciata da Konfabulator.
E allora perché mai la casa di Steve Jobs, all'apparizione di 1Password nel 2006, non ha avuto un soprassalto? Perché l programma Accesso Portachiavi di Leopard è identico a quello di Tiger? Sigh. Resto mestamente dell'idea che Apple sia troppo concentrata sui suoi iPod, iPhone e Apple TV per dedicare al Macintosh tutta l'attenzione che meriterebbe. Un vero peccato, a malapena consolato accarezzando quel gioiellino di iPod Touch che mi sono regalato nel febbraio scorso. E ci gira sopra l'applicazione 1Password for iPhone: così, le mie password viaggiano nel taschino quando lascio il portatile a casa Sarà l'età, ma mi sento più tranquillo.
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Luca Accomazzi usa Apple dal 1980, Mac dal 1984, Internet dal 1992 e la crittografia da non si ricorda più quanto tempo. Ops.