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MacBook Pall

 

A me non dispiacciono i nuovi MacBook e MacBook Pro, annunciati con grande (forse esagerata) fanfara il quattordici ottobre 2008. Sono una solida evoluzione di una famiglia di prodotti giustamente popolare. Certo, alcune scelte di Apple sono discutibili, in particolare l'assenza della porta Firewire sul MacBook e l'imposizione dello schermo ultralucido su tutta la gamma MacBook Pro. Di entrambe le caratteristiche si è discusso sino alla nausea nei giorni successivi all'annuncio su siti web (come www.macworld.it) e mailing list (come la mia: liste.accomazzi.net). Quel che non mi va giù è una panzana raccontata da Jobs & Schiller in conferenza stampa.


Il raggio blu

Nel lontano 2003 venne presentato un disco ottico, il Blu-Ray, utilizzato per ospitare film in altissima definizione e capace di memorizzare 50 GB di informazioni per facciata contro gli 8,5 dei comuni DVD. Apple fa parte del consorzio Blu-Ray ma non ha mai montato la tecnologia sulle sue macchine. Ora che Blu-Ray ha definitivamente vinto la sfida contro la tecnologia concorrente --ormai ritirata dal mercato dal creatore Toshiba -- molti tra cui il sottoscritto si aspettavano che Blu-Ray facesse il suo ingresso su Macintosh. E invece no. Nella conferenza stampa di presentazione dei nuovi MacBook un giornalista ne ha chiesto ragione. Steve Jobs ha risposto: "Blu-Ray è un sacco di grane. Fantastico per guardare i film, ma ottenere la licenza d'uso è complesso, stiamo aspettando che le cose si calmino e che decolli sul mercato." Phil Schiller ha aggiunto: "Abbiamo le migliori proposte video in alta definizione su iTunes". Hanno così totalizzato una bugia a testa.


Al fin della licenza io tocco

Che la casa di Steve Jobs, maggiore azionista della Disney, amato a Hollywood e mago delle trattative, non riesca a ottenere una licenza sulla tecnologia Blu-Ray è assolutamente risibile. Apple Computer ha strabiliato gli addetti ai lavori negoziando licenze d'uso con tutte le compagnia discografiche e stabilendo così lo Apple iTunes Music Store dove, per la prima volta al mondo, (quasi) tutte le canzoni sono acquistabili e scaricabili via Internet. D'altra parte, tutti i maggiori produttori di portatili PC, tranne comprensibilmente Toshiba, offrono Blu-ray sulle loro macchine, prova provata del fatto che ottenere la licenza è non solo possibile ma ampiamente fattibile. Jobs ha detto una stupidaggine. Quando all'affermazione del suo braccio destro, vi è sufficiente aprire iTunes per notare che non vende affatto film e show televisivi, né in alta risoluzione né in risoluzione standard. Lo so: questa offerta esiste negli Stati Uniti (e in poche altre nazioni). Prima o poi ci arriveranno anche da noi, ma non è questo il punto. Il punto è che nella maggior parte del mondo, dunque per la maggioranza dei clienti Apple, questa possibilità non esiste. Anche negli Stati Uniti, per soprammercato, la cosiddetta alta definizione proposta su iTunes (720p, cioè meno di un megapixel per fotogramma) non è quella permessa su dischi Blu-Ray (1080p, oltre 2 megapixel).


Spudorato mentitore

Un lettore e masterizzatore Blu-Ray serve a stipare 50 GB di dati su un disco. Per esempio, se sono in albergo col portatile e voglio fare un backup del lavoro fatto mentre ero a spasso, è impagabile. Quel che però mi rode di più non è tanto l'assenza della tecnologia, ma invece scoprire il motivo dell'assenza e della bugia sciorinata per coprire la magagna. Il mio forte sospetto? Per Apple vendere su iTunes i film in 720p agli americani conviene più che vendere lettori Blu-Ray a tutto il mondo; e per questo motivo Jobs nega a tutto il mondo i vantaggi di una tecnologia non propria e dunque non strategica per la casa di Cupertino. Se ho ragione, è davvero grave. È una mossa degna della peggiore Microsoft,. quella che compromise la stabilità di Windows introducendo Explorer per far fallire Netscape. È una scelta deliberata contro l'interesse degli utenti. Spero di avere torto, ma non vedo alcun altro motivo che potrebbe portare Steve Jobs e Phil Schiller a mentire in pubblico.