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Poker d'essi

 

Anche se le umane invenzioni fossero perfette -- e non lo sono, come spiegherò tra poco -- ci sarebbe sempre qualcuno che insiste per utilizzarle in un modo non previsto dai loro ideatori. Un esempio reale visto con questi occhi: un distinto professionista che insisteva per usare FileMaker Pro come programma di posta elettronica. Per scrivere il messaggio basta creare un campo di testo grande a tutta pagine, spedire spedisce, è un programma email, argomentava costui. Il gentiluomo non si capacitava del motivo per cui FileMaker non ricevesse anche. Se ci ostiniamo a usare un martello sulle viti, i risultati non saranno mai soddisfacenti. Però...


Bragagnolo

Lucio Bragagnolo, mi raccomando l'accento sulla penultima O, è un amico. L'amico con cui mi piace più litigare, visto che raramente andiamo d'accordo su qualcosa; amichevolmente, si intende. Di recente glie l'ho data vinta su una questione. Lui sosteneva che nessun portatile batte in memoria il MacBook Pro 17" unibody, quello capace di 8 GB di RAM. Io ho trovato un portatile Dell, lo M6400, che ne può montare sedici e glie l'ho rinfacciato. Lui però ha investigato e scoperto che quando su quella macchina si installano più di quattro giga ci vuole Windows Vista a 64 bit,il quale si avvia e non riconosce lo schermo. Apple fa delle gran macchine e Windows riesce sempre a stupire in male, però...


Darwin

Gli esseri umani, dopo che l'evoluzione ci ha lavorato per due miliardi di anni, non sono per nulla perfetti: hanno la retina collegata al contrario al nervo ottico, l'appendice che si infiamma e i denti che si cariano con gran facilità. Tutte cose che evoluzioni parallele, cioè altri animali, hanno risolto molto meglio -- per esempio, evolvendo per i denti l'avorio al posto dello smalto. Figuriamoci allora se possono essere perfetti i prodotti sviluppati in pochi mesi o anni di lavoro dagli ingegneri di Apple Computer o qualsiasi altra azienda. Però...


Fantozzi

Però... Lo scrivo. Non riesco a trattenermi oltre, lo scrivo. Spotlight è una boiata pazzesca e Time Machine gli tiene bordone. Partite pure coi novantadue minuti di applausi. Funzionano, certo, meglio delle equivalenti tecnologie Windows, ma sono poco utili a chi col Mac ci lavora davvero, magari quattordici ore al giorno. Spotlight indicizza quello che vuole lui e non considera il resto, mostra dei documenti trovati le informazioni che vuole lui e non quelle che servono a me. Time Machine è ugualmente granitica: praticamente l'unica cosa che si può controllarne è l'interruttore acceso-spento. Commettendo grave reato, lo stesso di cui Microsoft è recidiva, mamma Apple li ha rilasciati immaginando come un utente li avrebbe voluti usare e senza dotarli della flessibilità di adattarsi a differente necessità.


Beethoven

Se nella attuale versione beta di Snow Leopard io avessi visto miglioramenti, questo articolo non sarebbe mai nato. Il problema è che Apple sembra piuttosto sorda, di recente, alle lamentele degli utenti. Nulla vi impedisce di lagnarvi con un Genius all'Apple Store di Roma o di Ginevra, o di telefonare ad AppleCare: vi staranno a sentire, ma se gli parlate di un limite dovuto alla progettazione faranno spallucce. Sul sito Apple c'è un modulo per lasciare feedback: non è noto al mondo neppure un caso di un utente che abbia avuto risposta. Non crediate che, per il fatto di aver mandato in stampa un articolo critico come questo, io abbia possibilità di venire ascoltato: dieci o, meglio, quindici anni fa avrei automaticamente ricevuto una telefonata da un PR dell'azienda che prima avrebbe provato pacatamente a farmi vedere il loro punto di vista e poi avrebbe però mandato qualche email interna negli USA. Non oggi.
Infine, i progettisti incontravano gli utenti finali in una sola occasione: il Macworld Expo. Dal 2010, Apple smetterà di frequentare quella mostra. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, e anche se Beethoven riusciva a scrivere grandi sinfonie pur essendo sordo, mi resta in dubbio se Steve Jobs sia perfettamente capace di emularlo.