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Benvenuto Windows 7

 

Viene ufficialmente rilasciata il 22 ottobre 2009 la nuova versione del sistema operativo più diffuso al mondo, il Windows di Microsoft. La versione precedente, Windows Vista, era sul mercato dal gennaio 2007: per gli standard della casa, dunque, si tratta di un rilascio davvero veloce, basti pensare che la versione ancora precedente -- e cioè Windows XP -- era rimasta sugli scaffali per un periodo più che doppio, dal 2001.
Le novità sono numerose e potrebbero riempire tranquillamente un libro, come ci si può aspettare in un prodotto di grande complessità, sul quale hanno lavorato centinaia di ingegneri e che si compone di decine di milioni di righe di codice eseguibile. Viceversa, non ci sono cambiamenti epocali: chi adotterà oggi stesso Windows 7 sostituendo una versione precedente non avrà bisogno di corsi d'aggiornamento. La modifica più vistosa riguarda la cosiddetta barra della applicazioni conosciuta più sinteticamente in inglese come taskbar, insomma lo spazio in fondo al monitor. Per la prima volta è possibile all'utente mettere in fila in quella barra sia le applicazioni correntemente aperte sia quelle più utilizzate, in modo da averle disponibili in ogni momento e con un singolo clic del mouse. I fedelissimi di Macintosh già borbottano e dicono che si tratta di una idea rubata al loro sistema, ma per la verità ormai non si contano più le buone idee che ciascun sistema operativo prende dalla concorrenza, e visto che tutti ne guadagnano non c'è proprio di che lamentarsi. Chi lavora con decine di applicazioni e centinaia di documenti aperti, poi, apprezzerà il fatto che è finalmente possibile nascondere le mini-icone che da sempre si affastellano sulla destra della taskbar per lasciare quasi tutto lo spazio ai lavori aperti.
Prosegue la moderna tendenza di far comprendere al calcolatore una serie di gesti eseguiti dall'utente. Se si afferra la finestra con un documento e, usando il mouse, la si scuote, quella si farà spazio fra tutte le altre: un metodo comodo per recuperare la visibilità del fondo della scrivania e delle icone che esso contiene. Sui portatili più moderni Windows 7 riconosce i gesti cosiddetti multitouch, cioè quelli eseguiti con più dita simultaneamente; il nuovo sistema operativo di Microsoft migliora anche la gestione degli schermi sensibili al tocco, una tecnologia che sta facendo passi avanti consistenti negli ultimi anni anche grazie agli avanzamenti maturati sul campo della telefonia cellulare. Altri passi su questa strada ci attendiamo, senza dubbi, per il futuro, e non è difficile immaginare che un qualche successore di Windows 7 possa finalmente"guardare" il suo proprietario attraverso la telecamera di bordo e prendere ordini dai suoi movimenti che quando non c'è contatto con il corpo fisico dell'elaboratore.
Ma torniamo al presente. Gran parte dei cambiamenti si cela dietro le quinte. Chi accende il suo PC dopo l'installazione si accorgerà che l'elaboratore impiega meno tempo nell'avviarsi, ha a disposizione una maggior quantità di memoria ed è più stabile. Se si tratta di un portatile, poi, è probabile che si riscontri una maggiore durata della carica della batteria. Cambiamenti graditi a tutti, una boccata di aria fresca per chi viene da Windows Vista (sistema spesso tacciato, a volte anche pesantemente, di malfunzionamenti e di pesantezza). Miglioramenti che ci fanno consigliare la nuova proposta di Microsoft soprattutto a chi possiede un netbook, i piccoli portatili dal costo inferiore ai mille franchi che hanno spopolato nell'ultimo anno o giù di lì. A questo proposito, val la pena di ricordare che chi ha acquistato un PC dal primo luglio di quest'anno in poi potrebbe avere diritto a una copia gratuita di Windows 7: va consultato il sito web del produttore per scoprire se, e a quali condizioni, sia possibile approfittarne. Diciamo anche che, di conseguenza a queste scelte progettuali, non cambiano i requisiti di sistema: chi possiede un PC non nuovissimo sul quale funzionava Vista può certamente aggiornare a Windows 7.
Una piccola parte delle migliorie effettuate al motore del sistema operativo emergono e diventano visibili all'utilizzatore, come la punta di un iceberg. È il caso di gestione periferiche (o in inglese device manager), il pannello di controllo che appare quando colleghiamo qualche nuovo apparecchio al PC. È molto più efficace nella gestione di dispositivi USB, i quali almeno nel caso dei più popolari vengono mostrati con tanto di icona personalizzata e semplici controlli a video per la configurazione. Anche l'aggiunta di una stampante è davvero più semplice che in Vista. Minor fortuna si avrà con le schede interne e gli apparecchi meno popolari, tutti casi in cui Windows 7 ricade nel comportamento non certo impeccabile che caratterizzava i suoi predecessori, e cioè richiede che un esperto lo aiuti a sbrogliare la configurazione.
Infine, citiamo in estrema sintesi alcuni piccoli ma graditi miglioramenti: la calcolatrice ha imparato nuovi trucchi come, per esempio, il calcolo dei ratei dei mutui; le finestre si dispongono automaticamente per divenire più facilmente accessibili quando le sovrapponiamo; connettersi a una rete senza fili è ora questione di un sol clic; ci sono diciotto varianti dell'aspetto grafico tra le quali scegliere quella preferita; WordPad guadagna il nastro di strumenti che caratterizza Office 2007; la fastidiosissima finestrella che chiede conferma e relativa password quando eseguiamo operazioni anche banali ora appare più raramente.


Mercato col fiato sospeso

Microsoft conta molto su Windows 7. Un numero soltanto è sufficiente a dipingere la situazione: il rapporto tra il numero di PC che usano ancora oggi il vecchio Windows XP rispetto al numero di PC che hanno adottato il più recente Windows Vista è di 3,84 a 1 (fonte: Net Applications, settembre 2009). O, come ha memorabilmente commentato un analista di mercato con cattiveria, "milioni di consumatori si sono affrettati a non acquistare Vista". Utili mancati per il maggior softwarificio del pianeta, ma anche maggiori costi: si è anche trattato di continuare a supportare XP ben oltre la data in cui Microsoft aveva sperato di archiviarlo, perché non era tollerabile lasciare aperte falle nella sicurezza del sistema operativo usato dalla maggior parte dei clienti. Secondo i piani attuali, XP verrà mantenuto in vita da Microsoft sino all'8 aprile 2014.
Tifano per Windows 7 anche i consigli di amministrazione delle maggiori case produttrici di calcolatori: la loro speranza è che la disponibilità del nuovo sistema operativo faccia rialzare la testa alle vendite. Si fa conto, insomma, che molti utenti abbiano aspettato a pensionare il vecchio PC in attesa di trovare sugli scaffali dei negozianti un modello fornito con Windows 7. A maggior ragione visto che il segmento più interessante del mercato informatico negli anni recenti si è dimostrato quello costituito dai netbook, piccoli ed economici portatili che hanno moltissimo da guadagnare nell'installare un programma più leggero, veloce nel caricarsi, parco nelle richieste.
Appassionati e addetti ai lavori aspettano con curiosità di vedere come reagirà Apple, la casa produttrice del maggior rivale di Windows ovvero il sistema operativo Mac OS X. Non solo sul mercato ma anche a parole, negli spot divertenti e cattivi contro Vista della serie "Ciao sono un Mac", "Ciao, e io sono un PC" (da noi si sono visti pochissimo in TV, gli interessati li trovano in Rete su www.apple.com/getamac/ads). Negli ultimi anni Apple, la casa di Steve Jobs, ha aumentato la propria quota di mercato (di oltre il 30% solo nell'ultimo anno sempre secondo Net Applications) a scapito di Windows. L'arrivo di Windows 7 potrà dimostrare se si trattasse di vera bravura e superiorità dell'offerta Apple o semplicemente di reazione del pubblico alla scarsa popolarità di Vista.
I più cinici scommettono già che non cambierà quasi nulla. La tecnologia dei personal computer e il mercato che di essi si nutre è ormai un segmento maturo, dunque scarsamente soggetto a sconvolgimenti. Windows 7 è una evoluzione e non una rivoluzione, migliora ma non entusiasma, si dice. Proprio come la più recente versione di Mac OS X, guarda caso.


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