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Sottilette

Stando ai "si dice" dei soliti ben informati, ogni volta che dai laboratori di Apple deve uscire un nuovo prodotto si inscena un nuovo formidabile litigio tra il dipartimento design, capeggiato dal famosissimo Jonathan Ive, e il dipartimento dell'ingegneria. I primi si interessano al fatto che il prodotto finale sia non solo elegante e gradevole, ma anche durevole e utilizzabile, e dunque sarebbe davvero sbagliato minimizzare il loro fenomenale contributo alla progettazione dei Macintosh e degli iDispositivi che vengono concepiti a Cupertino. Tuttavia, sempre stando ai "si dice", la vittoria finale spetta in ogni caso ai designer -- e a volte questo è un male.


La sfera di cristallo

La segretezza con la quale in Apple vengono progettate le nuove generazioni di calcolatori, portatili, palmari, cellulari (e chissà che altro) è leggendaria. Analisti, esperti di settore e gole profonde si sperticano a predire le caratteristiche tecniche nei mesi che precedono gli annunci da parte di Steve Jobs -- e non ci azzeccano mai. Io son disposto a giocarmi la faccia facendo una scommessa: il prossimo Mac portatile che uscirà da Cupertino sarà più sottile di quelli oggi in produzione. E lo stesso varrà per il prossimo iPod Touch, per l'iPhone 5 e via elencando. Non si tratta, da parte mia, di doti medianiche o tentativi di indovinare: è semplice estrapolazione. Da quando Jobs esordì su un palcoscenico con il PowerBook G4 Titanium, gennaio 2001, sembra che gli ingegneri di Apple non abbiano altro obiettivo che limare un altro millimetro dall'altezza dei prodotti.
A mio parere, in questa particolare sfida, la vittoria dei designer sugli ingegneri vede uscire perdenti anche i consumatori. Quando i PowerBook vennero rimpiazzati dai primi MacBook Pro, la riduzione di un paio di millimetri costrinse gli ingegneri ad adottare i lettori DVD di Matsushita, unici sul mercato ad essere caratterizzati da un profilo tanto basso e di conseguenza oggi adottati su tutti i portatili Apple -- con l'eccezione del MacBook Air che è del tutto privo di un lettore di dischi ottici. Disgrazia vuole che la qualità del prodotto sia discutibile. Sui forum e nelle mailing list che frequento, le lamentele per i guasti di quei lettori si contano a decine. Io personalmente non ho mai visto un portatile con più di tre anni d'età che sia ancora in grado di masterizzare un DVD DL. Apparentemente il laser perde l'allineamento necessario.
Naturalmente qualcuno dirà che oggi come oggi un lettore di DVD serve a poco. Può essere, anche se lo stesso si potrebbe dire della porta Secure Digital, della Firewire e della ExpressCard. Se fossi io il responsabile dello sviluppo hardware in Apple avrei fatto inserire una porta eSata dentro al connettore USB nel 2007, un masterizzatore Blu-Ray al posto del DVD più una uscita HDMI al posto di DisplayPort nel 2008, USB3 al posto di USB2 nel 2009 e ExpressCard 2.0 entro il 2010.
In cambio si poteva rinunciare non solo a DVD, Firewire e SD, ma anche ad Ethernet. Chi ne avesse bisogno, infatti, avrebbe potuto aggiungere le ultime tre tecnologie citate al suo MacBook con una schedina ExpressCard da dieci euro.


Air ai denti

La smania di sottilette di Jobs e dei suoi naturalmente non si limita ai Mac. Anche gli iPhone, per dirne una, sono sempre più sottili a ogni generazione che passa. Su questo non ho nulla da dire, anche perché non ho mai tenuto il cellulare nella tasca posteriore dei pantaloni. Come cliente che porta con sé il portatile ovunque vada da quindici anni, però, devo dire che sarei dispostissimo a scambiare un aumento del volume del cento per cento con una diminuzione del peso del cinquanta per cento. Non sarà possibile, per carità. Però prima che inventassero la corrozzeria Unibody (dunque, per anni) bastava che un micio saltasse sul coperchio del portatile chiuso per addormentarsi sul tiepido MacBook per trovarsi un portatile a forma di U, e nessuno può dirmi che questo sia prova di buon design. Io personalmente lo ascrivo alla necessità di piazzare apparecchi a fasce sempre più ampie della popolazione, il che allontana i progettisti dalle esigenze di chi i calcolatori li usa dieci ore al giorno, professionalmente, per lavorare. Me ne rammarico caldamente e credo che la mia prossima macchina sarà un Air con masterizzatore esterno.