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Giubileo d'argento per Windows

 

Windows compie venticinque anni. La prima versione del sistema operativo più popolare al mondo venne infatti rilasciata da Microsoft il 20 novembre 1985. A guardarla oggi, è irriconoscibile: tanto per cominciare, Windows 1.0 non era affatto un sistema operatuvo. Il programma che controllava l'elaboratore dall'avvio, consentiva di caricare programmi e controllava i dispositivi esterni connessi al PC si chiamava infatti MS-DOS. Windows 1 era soltanto un programma poggiato sopra al DOS, che attivava la modalità grafica del PC e disegnava le finestre sullo schermo. Proprio alla parola inglese che significa "finestre" deve il suo poco memorabile nome.
Windows non era neppure stato progettato per durare più di tanto: era un escamotage commerciale che consentiva a Microsoft di vendere anche ai proprietari dei PC alcuni programmi -- come Excel -- che i suoi sviluppatori interni avevano creato per il Macintosh, che la Apple di Steve Jobs aveva lanciato sul mercato all'inizio del 1984. Excel richiedeva schermate grafiche, sfruttava la presenza del mouse (pur senza richiederlo strettamente) e apriva ogni nuovo foglio in una finestra dedicata. Windows 1 consentiva tutto questo, anche se le sue finestre erano solo affiancabili, non sovrapponibili; e la primissima versione supportava solo l'inglese: bisognerà attendere il maggio 1986 e la versione 1.02 per vedere le schermate in italiano e alcune altre lingue.
Alla sua nascita, Windows giocava in un campo molto affollato. Oltre al Mac OS, primo sistema ad apparire con finestre, menu a discesa, icone e mouse, sul mercato esistevano contendenti oggi scomparsi come Amiga OS e GEM. Oggi il successo Windows ha fatto terra bruciata attorno a sé, ma questa conclusione era tutt'altro che scontata nel 1985.
Nei piani di Bill Gates e dei suoi, Windows era destinato a venire rimpiazzato a breve da un sistema operativo di nuova concezione, scritto da zero per risultare superiore a tutte le altre offerte disponibili sul mercato dell'epoca: OS/2. Questo prodotto, che effettivamente uscì nell'aprile 1987 e conobbe nuovi rilasci sino al 2001, non ebbe però successo commerciale, per ragioni di costo e di compatibilità con i programmi esistenti. Al contrario, fu Windows pian piano a decollare. La versione 2, nel novembre 1987, offrì per la prima volta le finestre sovrapponibili, tanto che Apple citò in tribunale Microsoft accusandola di plagio delle sue idee originali. La causa, epocale per l'industria del software, si trascinò per anni e si concluse con la sconfitta della "mela morsicata": la corte infatti stabilì che nella programmazione non è possibile brevettare e proteggere idee e concetti astratti (come il cestino per cancellare cartelle e documenti). Un appello Apple alla corte suprema degli USA venne respinto al mittente e così Microsoft ebbe buon gioco nel 1990 presentando la versione 3.0, primo vero successo commerciale di Windows, e poi la 3.1 nel 1992, che vendendo tre milioni di copie in soli due mesi sancì la schiacciante supremazia -- praticamente un monopolio -- di Microsoft nel campo dei sistemi operativi. Che dura ancor oggi. O, per essere precisi, la supremazia di una cosa che non poteva essere chiamata "sistema operativo" perché era ancora basata sulle fondamenta del vecchio MS-DOS. È solo nel 1995, con l'eponimo Windows 95, che Microsoft trasforma il suo programma più famoso in un sistema operativo vero e proprio, rimuovendo tra l'altro l'odiosa limitazione che costringeva gli utenti a solo otto caratteri di lunghezza per il nome dei documenti.
Nella prima metà degli anni Novanta, comunque, Microsoft ha già ben capito di avere un vincitore assoluto per le mani. Abbandona OS/2 nelle mani del partner IBM e comincia a sviluppare un successore per Windows che ne superi le limitazioni architetturali. Il primo obiettivo era quello di creare una soluzione in cui un programma che ha problemi e si blocca non trascini con sé in un blocco tutto il resto del sistema include tutte le altre applicazioni. Questo sistema operativo di Nuova Tecnologia verrà poi presentato appunto sotto al nome di Windows NT. Le richieste di NT erano molto elevate per l'epoca: servivano molta memoria, molto spazio su disco e un processore veloce. Fu così che per quasi dieci anni la Microsoft sviluppò e mantenne sul mercato due famiglie di sistemi operativi, ben distinte anche se largamente compatibili. Per consumatori e clienti dalle richieste modeste c'erano Windows 95, poi Windows 98 e infine Windows ME (millennium edition, nel 2000). Per aziende e applicazioni professionali c'erano Windows NT e poi Windows 2000.
Col nuovo millennio arrivò Windows XP, basato sulla tecnologia NT e seguito da Windows Vista e poi dall'odierno Windows 7. Curiosità: in effetti, Windows 7 è la versione 6.1 del sistema Microsoft. Infatti, NT era la versione 4, Win2000 la versione 5, Vista la versione 6.0. Il "sette" di Windows 7 è un nome, non non numero di versione. In altre parole, quando un detrattore di Microsoft sostiene che Windows 7 è "Windows Vista che funziona" non ha proprio tutti i torti.
Non è un mistero il fatto che a Redmond si lavora, già da due anni, al prossimo Windows 8, e anche Windows 9 è nel radar di Steve Ballmer e dei suoi. Appuntamento su queste pagine tra altri venticinque anni, per vedere insieme com'è andata?