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Nubi e delfini

Facciamo quattro conti dietro una busta, vi va? Il nome con cui veniva conosciuto a Cupertino è Project Dolphin. La costruzione è iniziata nel 2009: un progetto decennale del costo complessivo di un miliardo di dollari che si è incarnato nel gigantesco centro dati di Maiden, Carolina del Nord. L'edificio già completato misura circa 47.000 metri quadri, di cui esattamente 17.170 destinati ad accogliere server connessi a Internet e ospitanti l'infrastruttura di iCloud.

I centri di questo tipo sono spesso limitati dallo spazio a disposizione - è quanto accade quando si costruisce in città o nelle vicinanze. Per un confronto, il data center che ospita le macchine di Accomazzi.net, la mia azienda, è nel comune di Milano ed è di questo tipo, occupando "solo" 2.300 metri quadri; quello Apple, costruito nel mezzo del nulla, come si vede non ha certo problemi di spazio. I grandi centri come quello Apple sono di solito limitati dall'energia a disposizione. I server bevono gli ampere come avvinazzati elettronici. Ma Apple spiega che il suo centro dati dispone di apparati generatori capaci di soddisfare le esigenze -- tra l'altro usano il metano generato dalle discariche della zona. Questi ed altri dati si trovano su DataCenterKnowledge.com ma cercate Bloom Box sulla Wikipedia inglese per saperne di più sulla generazione di energia da metano senza combustione.

Come lo fanno

Il terreno ancora a disposizione di Apple in quella locazione permette di raddoppiare quelle cifre, ma certamente quel che è già stato costruito è sovrabbondante rispetto alle esigenze di servire i duecentocinquanta milioni di dispositivi iOS e OS X che sfruttano iCloud. Come accennavo, ho una certa esperienza in queste cose. Tradizionalmente si alloggiano i server in pile di 58 unità. Ciascuna unità è grande quanto un tavolino ma spessa solo pochi centimetri e la pila complessiva è alta oltre tre metri, ma questo stato di cose nasce dalla necessità di alloggiare calcolatori server di produttori differenti. Ci sono sprechi che Apple può evitare -- ed evita. Per esempio, è inutile e sciocco per loro impilare 58 chassis uno sull'altro. Inoltre, in un data center tradizionale la elettricità arriva come alta tensione e viene trasformata in corrente alternata per alimentare ogni singolo server che usa il proprio trasformatore per ottenere la corrente continua necessaria ai circuiti. In un grande stabilimento come quello di Maiden tutto ciò non è necessario e Apple ha svergognato recentemente Greenpeace per questo. Gli ecologisti calcolavano che Apple non avrebbe potuto autoprodurre sufficiente alimentazione per Maiden, perché non tenevano conto di questo fattore. Cupertino non ha rilasciato tutti i dati - è per questo che ho parlato di "conti dietro una busta". Apple probabilmente produce solo parte delle apparecchiature usate a Maiden e costringe i fornitori del resto a un patto di segretezza per non sfigurare - per esempio, si mormora che NetApp, un grande ed eccellente costruttore di apparati di stoccaggio dati si occupi delle unità di memoria. Comunque: a piena potenza, e come vedremo secondo me Apple ne è ancora ben lontana, Maiden consumerà 20 megawatt. 

Cosa ci fanno

Calcolando 100 watt per server "blade" dietro a quella famosa busta vengono fuori 200.000 server. Pressappoco i conti tornano, fanno 11 server a metro quadro, che è in linea con la verità se ricordate che vengono impilati. Per darvi una idea, Google possiede – stando ai "si dice" – un milione di server, ma loro devono indicizzare tutto il web, sintetizzare tre miliardi di pagine web al giorno con le risposte alle interrogazioni, più 70 miliardi di richieste DNS, settantadue ore di video YouTube ogni secondo, eccetera eccetera. Sono numeri straordinari.

Il progetto decennale di Dolphin si chiuderà nel 2019 e solo allora sarà raggiunta l'effettiva disponibilità di quel numero di elaboratori in linea, immagino. iCloud è una nube destinata a divenire grande davvero, e dietro alla nuvola c'è un delfino.