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Interesse superficiale

Riassunto della puntata precedente: Microsoft annuncia che produrrà e metterà in vendita, non si sa ancora di preciso quando né a quale prezzo, un tablet concorrente di iPad. Si chiamerà Microsoft Surface -- ma attenti a non confondersi, il nome era già stato usato per un tavolo sensibile al tocco e viene riciclato -- e sarà disponibile in due versioni, per privati e per business. Il primo potrà solo far girare app scritte per questi tablet e quelli che li seguiranno. Il secondo sarà in tutto e per tutto un PC e farà girare il sistema operativo Windows 8, compreso Office. Qui le specifiche tecniche.
 

Tutti a sperticarsi

Andy Ihnatko, per dirne uno, opinionista americano che normalmente giudica gli annunci con competenza e dunque equilibrio, ha ficcato la parola "eccitazione" nel titolo dell'articolo e messo nero su bianco che prenderà in considerazione la possibilità di gettare alle ortiche l'accoppiata iPad e MacBook Pro per rimpiazzarla con Surface.
Non trattandosi di una cura per il cancro a cinque euro e novantanove, anzi in assenza persino di un prezzo, queste ed altre dichiarazioni mi sono parse un po' eccessive. Per carità, magari mi sbaglio io -- non sarebbe la prima volta, per esempio sono sposato e vivo ancora in Italia, a differenza di Ihnatko. Magari di qui a due anni di iPad non se ne venderà più mezzo e anche io avrò in borsa non uno ma tre di questi cosi. Però...

Poltrona scottante per Ballmer

Se ci foste voi, seduti sulla poltrona dell'amministratore delegato di Microsoft, cosa avreste annunciato? Lo scenario che s'è delineato con sempre maggior chiarezza dal 2007 ad oggi è quello di un sempre minor interesse per i personal computer che sembrano destinati a venire rimpiazzati -- non certo completamente, ma in buona parte -- da tablet e smartphone. Chiunque abbia provato in vita sua a far convivere un anziano con un Mac (per non parlar del PC) può ben capire quanto un iPad sia più adatto per i meno portati alle nuove tecnologie.

Ora, diciamoci la verità, Microsoft è incontrastato numero uno nei PC, ma con i tablet ha fatto buchi nell'acqua superati solo da quello di Mosé in uscita dall'Egitto via Mar Rosso, e quanto agli smartphone andate avanti voi che a me vien da ridere. E quindi non gli resta altra strada che provare a fare un PC formato tablet e incrociare le dita.

Surface contro iPad

Surface è oggetto tecnologico effettivamente interessante. Gli ingegneri di Microsoft son riusciti a mettere un PC in soli 903 grammi (nuovo iPad: 730g) e 13,5 millimetri di spessore (contro 13,4) e compresa una batteria da 42 watt/ora (25). Nella loro smart cover si annida una tastiera con tanto di trackpad. Bravissimi, tanto di cappello. Ma è un PC, non è un tablet. Può prendersi un virus, bisogna imparare ad usarlo, si scrive sulla tastiera: tutte caratteristiche vecchie che iPad s'è scrollato di dosso dalla nascita. Se ci pensate, il compianto Steve Jobs aveva come massima abilità quella di capire - prima di chiunque altro - di cosa si poteva fare a meno per fare di meglio. Tolse i tasti freccia dal primo Mac (per costringere tutti a usare il mouse), il floppy al primo iMac, la tastiera all'iPhone e via elencando. Dire che Surface ha in più tutte queste cose (sì, gli si può anche attaccare un lettore di floppy - via USB) non vuol dire elencare pregi, vuol dire elencare caratteristiche che nel 2012 a un tablet servono tanto quanto il lettore a schede perforate, le bobine a nastro e gli operatori i camice bianco.

Con Surface, Microsoft ha prodotto un dinosauro piccolo quanto i mammiferi che stanno rimpiazzando i tirannosauri. Io non vedo alcun motivo per cui le sue dimensioni debbano salvarlo dall'estinzione.

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Luca Accomazzi imparò a programmare Mac sulle bozze di stampa di Inside Macintosh volume 1 nel 1983. Questo è il suo 200° articolo d'opinione per Macworld Italia