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Durante l'estate appena trascorsa ho passato una settimana in barca e il resto del tempo nella seconda casa al mare. No, non voglio darvi ad intendere che la vita del giornalista informatico sia rose e fiori, compensata principescamente da editori ricchi come Creso - la barca era in affitto, la casa ereditata - anzi, già che ci siete regalate almeno dieci abbonamenti a questa rivista a parenti ed amici, grazie. Voglio invece parlarvi di quanto sia difficile nel 2012 usare un dispositivo Apple in assenza di una connessione veloce a Internet.

Wi-Fi mai e poi mai

Passare un numero di telefono dal portatile al telefono è questione di un battito di ciglia quando c'è iCloud. Ma se sei in mezzo a un fiume all'estero, d'estate, senza nuvole all'orizzonte, presumibilmente manca anche quella targata Apple. L'acquisto di un'app comporta automaticamente il suo scaricamento da parte di tutti i tuoi dispositivi (o Mac, se si tratta di un software pescato sul Mac App Store), ma arrivi al dieci di agosto avendo consumato la metà dei due gigabyte a mese solare che la compagnia telefonica ti concede sull'abbonamento UMTS e ti chiedi come farai a tirare la fine del mese.

Nel frattempo, non so se ci avete fatto caso, il progresso quanto a connettività in viaggio ha fatto un passo avanti e due indietro. Il passo avanti: l'uso della connessione dati all'interno dell'Unione Europea dal primo luglio di quest'anno è stato riprezzato per legge; anziché costare una fucilata adesso è solo equivalente a un colpo di pistola alle gambe. Il passo indietro: i piani Internet "flat", quelli dove fai uso di tutti i dati che vuoi e paghi un canone fisso, si sono estinti peggio del dodo. Anche offerte del tipo "tre gigabyte al mese per il tuo iPad a cinque euro", quest'anno hanno guadagnato l'asterisco e la scritta in corpo quattro "non più di 100 MB al giorno". Secondo me da qualche parte devono anche aver scritto "e comunque non funziona un accidente nei giorni in cui il santo del giorno ha il nome che comincia con la C" o qualcosa del genere, o almeno questa è l'esperienza che ho avuto io.

Nonostante i nuovi limiti all'uso, il vacanziere che prende la posta a ferragosto al mare si sente come il ragionier Fantozzi quando prova a recuperare un tramezzino dal banchetto allestito al resort "tutto compreso": gli altri si avventano come cavallette e lasciano solo le briciole. O, fuori di metafora: i messaggi arrivano così lentamente che si potrebbe leggerli man mano che vengono scaricati. Se hanno un allegato, meglio rinunciare, metter su l'autoresponditore "vi risponderò a settembre, sono all'estero" anche se ti trovi a Cesenatico. Risulta infatti perseguibile penalmente l'alternativa, consistente nel passare dalle spiagge con il lanciafiamme per incenerire i ragazzini che con i loro Android si mangiano tutta la velocità di connessione di cui è capace la singola, surriscaldata cella che la compagnia telefonica nella sua munificenza ha installato nella località balneare.

Consigli ai naviganti

Negli ultimi anni, i modestissimi miglioramenti infrastrutturali -- UMTS più veloce, quasi esclusivamente sulla carta -- e legislativi -- oggi aprire al pubblico uno hotspot Wi-Fi è più semplice di quando imperava l'odioso e ingiustificabile Decreto Pisanu -- sono stati largamente vanificati dalla fame di dati delle app e dei sistemi operativi moderni. Se tanto mi dà tanto, con OS X 10.9 Apple potrebbe inventarsi Time Machine in the Cloud, provocando il collasso dell'italica rete Internet per consumatori. Idee per uscirne vivi?

Mentre nelle nostre case si è ancora fermi alle ADSL da 8 megabit massimi teorici (20 soltanto sulla carta), a Kansas City navigano con mille, grazie a un investimento targato Google. Andiamo a far le vacanze in quella prestigiosa località, dimenticando le nostre città d'arte e spiagge.

In alternativa, tutti in Lituania dove i Wi-Fi dilagano ovunque e la velocità di connessione a Internet è la quinta migliore dell'Unione (noi siamo penultimi subito prima di Malta, e non sto scherzando). Il maschio latino inoltre ritroverà se stesso facendo il galletto con le cicognone del luogo, facilitato anche dal fatto che i loro cognomi assumono la desinenza -ien? se già sposate, risparmiando così una bella fetta dello sforzo esplorativo iniziale.