DI RECENTE ACCOMAZZI...
CERCA
» Ricerca avanzata
MAILING LIST

Se vuoi iscriverti alla mailing list di Luca Accomazzi inserisci qui la tua mail:

Vuoi ricevere i messaggi immediatamente (50 invii / giorno) o in differita e in gruppo
(due invii / giorno)?

» Vuoi saperne di più?

Apple e AAPL

 

Le persone che scrivono questa rivista e quelle che la leggono si interessano molto agli apparecchi Apple e pochissimo ai movimenti in borsa dell'azienda che produce quegli apparecchi. Ciò fortemente premesso, credo che tutti abbiano qualcosa da imparare se si osserva l'andamento del titolo AAPL in queste prime settimane del 2013. Gli apparecchi, infatti, non vengono prodotti per passione, ma per fare profitti: se, per assurdo, Tim Cook trovasse il modo di produrre dispositivi migliori ma guadagnandoci meno allora giustamente i proprietari della società, gli azionisti, lo caccerebbero.

L'orso e la mela

 

Il titolo AAPL è nettamente sceso sul Nasdaq. Il recente culmine di 705 $/azione è un ricordo; mentre scrivo ondeggia attorno a quota 450. Il crollo maggiore è avvenuto il giorno in cui la compagna ha annunciato di aver ancora aumentato le vendite (Mac esclusi) mantenendo però costanti gli utili. In altre parole, è sceso il margine. Già questa è una considerazione interessante per un consumatore: sappiamo che i prodotti Apple oggi convengono più che nel 2012. "Non si sono visti ribassi su iPad, iPhone e Mac, quindi da dove arriva il risparmio", mi chiederete. Risposta: dall'iPad Mini, che Apple vende con un guadagno risicato.

La casa fondata da Steve Jobs ha dunque deciso di combattere l'invasione dei mediocri ed economici prodotti basati su Android proprio con iPad Mini, dal prezzo particolarmente aggressivo. Per inciso: di tanto in tanto una azienda chiamata iSupply rilascia comunicati stampa dove dichiara di aver calcolato quali siano i costi di costruzione di un dispositivo; ignorateli, sono largamente basati su supposizioni e a posteriori si scopre che sono sottostimati.

Le voci di corridoio (i siti come Mac Rumors o Apple Insider) mormorano di un prototipo di iPhone Mini su cui si starebbe lavorando a Cupertino, per continuare la guerra ad Android anche in campo telefonico. Anche questa è una prospettiva davvero interessante per i consumatori, e il ragionamento appena fatto ci porta a concludere che almeno per una volta si tratta di una voce sensata, dunque probabilmente fondata. Basta però analizzare la storia degli acquisti di componenti effettuati da Apple sul mercato libero asiatico per concludere che il lancio del possibile iPhone Mini, se avverrà, non è imminente. Quindi, se vi serve un cellulare nuovo oggi non restate seduti sulle mani nell'attesa dell'avvento: mettete mano al portafoglio, magari con un sospiro. Se stavate pensando di rimpiazzare il vostro mobile a fine anno, invece, tenete le antenne ben drizzate.

Per ultimo ma non in ultimo

 

Giocare in borsa è l'unica forma di gioco d'azzardo in cui, mediamente, il giocatore alla fine ci guadagna qualcosetta. Oggi come oggi è alla portata di chiunque abbia un conto in banca e un accesso home banking al conto in questione -- cioè la gente comune come me (e, immagino, come voi) che normalmente poteva giocare d'azzardo solo al gratta e vinci, al lotto e nei casinò, cioè nei posti scientificamente organizzati per farci mediamente perdere quattrini.

Io non capisco moltissimo di borsa, ma una cosa l'ho capita. Il più importante e valido parametro per valutare se una azione è conveniente è il rapporto prezzo/utili. Ovvero: una azione è una piccola scommessa su quando una compagnia guadagnerà nei prossimi anni e mediamente il suo valore è 14 volte gli utili attesi. Se il rapporto è più grande di 14 allora l'azione è sopravvalutata, se è più piccolo è sottostimata. A 450 dollari, AAPL ha un conveniente rapporto di 10.

Inoltre: io studio le mosse di Apple da trent'anni e di Apple qualcosina ormai so: l'azienda oggi è solida come una roccia e, anche se i nuovi prodotti come iPhone Mini e iTV non si concretizzassero, non ci sono rischi al suo dominio nelle fasce di mercato che già oggi occupa.

Surcontro: sono parecchi i miliardari che a inizio 2013 hanno acquistato AAPL

Quindi, si metta a verbale: chi scrive a fine gennaio 2013 ha messo sul titolo Apple una modesta puntata -- circa il due per cento dei risparmi. Il lettore si renderà dunque conto che io non sono un giornalista professionista: credo in quel che scrivo al punto da mettere i miei quattrini nelle cose di cui scrivo bene. Se alla fine del 2013 il titolo AAPL sarà al di sotto dei livelli attuali, scrivetemi e datemi del cretino.


 

In caso di necessità, è possibile dare del cretino a Luca Accomazzi via Twitter (@misterakko) o per mail usando il suo nome chiocciola il suo cognome punto it.