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La pagella del WWDC

Ne ho già parlato ma se lo ricorderanno solo i lettori più fedeli. Un tempo ero docente di ruolo delle scuole superiori (prevedibilmente, di informatica), e poi mi sono licenziato vilmente, come un topo che abbandona la nave che affonda. Conservo ancora il lapis rossoblù e ho pensato di sfoderarlo per una valutazione delle novità che Tim Cook ha presentato l'11 giugno alla WWDC.

Siri: 3

È una ragazza intelligente, ma non si applica. Irrita il fatto che siano state introdotte voci ad alta qualità per inglese, francese e tedesco ma non italiano e non si capisce perché non ci sia una versione per Mac. Più importante: Siri continua a restare un passo indietro rispetto a Google Now per Android. Ma la cosa che proprio non mi va giù è che gli sviluppatori terzi non abbiano alcun modo di integrare le loro app con Siri. Lo so, è un grattacapo per Apple. Però sino a quando non sarà possibile ordinare "elencami i film che danno al multisala usando l'app del circuito" o "dimmi quant'è il saldo del conto in banca" Siri non sarà che l'ombra di quel che potrebbe essere.

Mac Pro: 9

Conosco professionisti che nel vederlo si sono imbufaliti. Ma dove metto i miei dischi IDE? Ma dove ficco la mia scheda DSP per Pro Tools? Ma che fine ha fatto la presa FireWire? Ma questa è quintessenziale Apple. Innova, reinterpreta e butta a mare le tecnologie che sono un po' superate. Qualcuno ha anche criticato la forma (ho sentito dire "sembra il figlio del matrimonio segreto tra Lord Darth Fener e C1P8") ma a me personalmente piace. Resto solo un po' perplesso vedendo sei Thunderbolt (chi mai le userà tutte) e solo quattro USB 3 (che finiranno in un minuto). 

Mavericks: 4 (orale) 8 (scritto)

Un "quattro" al nome. I leghisti, che qui in Italia son quasi scomparsi, devono essere andati tutti a lavorare per Apple, la quale durante la presentazione ha sventolato la bandiera della California. Passiamo dal re dei felini al nome di un posticino conosciuto solo perché ogni tanto qualche surfista ci lascia le penne? Preferivo il nome il codice, che era "Cabernet".

Un "nove" al sistema operativo. Ci avete fatto caso? Per la prima volta da anni il sistema operativo Mac non insegue quello di iPhone ma invece va alla pari. Su Mac ci saranno le stesse app nella stessa versione prevista per iOS (Siri a parte, come dicevamo) compresi iBooks e Mappe E poi c'è una bella sfilza di tecnologie nate apposta per l'uso su calcolatore, come (finalmente) una gestione decente del passaggio a pieno schermo su sistemi a due o più monitor.

iOS 7: 7, appunto

Sono scorsi fiumi d'inchiostro, e gigaelettronvolt di corrente, per discutere delle nuove icone. Assomigliano a quelle di Android, che però nella versione più recente ha preso da Windows Phone 8, il quale a sua volta s'era ispirato non poco a WebOS, il quale era stato non poco influenzato da iPhone. Io lascerei queste discussioni a un docente di storia del design e baderei invece al sodo. Restando alle icone, per esempio: in iOS 6 quella del Calendario mostra la data corrente; in iOS7 quella dell'orologio mostra l'ora esatta. Temo di dover aspettare iOS8 per vedere la previsione meteorologica aggiornata nell'icona di Meteo e l'andamento MIB in quella di Borsa. Peccato. Bellissimo Control Center e le cartelle multipagina, ma entrambi vanno nell'elenco intitolato "finalmente" e non in in quello "mi cambia la vita". In quest'ultimo vedo solo una voce: il multitasking. Mi intriga soprattutto una cosa che nella presentazione non è stata detta ma emerge dalla documentazione rilasciata agli sviluppatori: ora, quando un server su Internet manda una notifica a un'app, può svegliarla in modo che la notifica venga elaborata. Credo che le potenzialità siano superlative e, da sviluppatore di soluzioni web, non vedo l'ora di poterci giocare.

MacBook Air: 8

I migliori ultraportabili sul mercato sono ancora migliorati, ma attenzione, gran parte del merito da ad Intel e au suoi nuovi processori Core di quarta generazione, gli "Haswell". Contribuisce anche una batteria di bordo del 5% più performante. Un vantaggio analogo possono aspettarselo i possessori di un portatile delle generazioni precedenti quando adotteranno da Mavericks grazie alla sua vantata abilità di ridurre del 72% l'energia consumata durante le fasi di inattività del sistema (che però contano quel che contano). Avrei dato un voto più alto se Apple avesse rimpiazzato l'inutilissimo lettore di memoria SD con uno slot per infilare una scheda SIM LTE, trasformando gli Air in portatili sempre connessi a Internet.