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Appendice all'intervento in TV del 4 giugno

Il TV il tempo è tiranno ancor più che in radio… ecco quello che mi sarebbe piaciuto aggiungere se avessi avuto tutto il tempo del mondo.

Ho spiegato che Google ha oltre un milione di server e Facebook qualche altro centinaio di migliaia, ho detto che entrambe danno lavoro a decine di migliaia di tecnici. Per completare la riflessione: quelle persone e quelle cose vengono pagate da inserzionisti pubblicitari, e quindi quando noi utilizziamo gratuitamente i servizi di Google e Facebook paghiamo indirettamente lasciando loro i nostri dati. Quel che salva parzialmente la nostra privacy però è il fatto che a nessun pubblicitario interessa sapere quali sono i gusti individuali di ciascuno di noi, ma vuole avere statistiche. Quindi, sì, i nostri clic vengono tracciati, ma alla fine finiscono anonimizzati in un calderone. Più preoccupante è il trend secondo il quale, se io cerco per una volta nella vita "cure per la sifilide" vengo bersagliato di annunci destinati agli infetti da malattie della sfera sessuale, ma anche in questo caso nessuna persona associa il mio nome a quel profilo infamante, quel'informazione resta solo in mano ai calcolatori.

Altra cosa che non ho trovato il tempo di dire: i ragazzi di oggi sono mediamente svegli. In Svizzera secondo i dati più recenti che sono riuscito a strappare non senza difficoltà a Facebook ci sono 298.000 giovani nella fascia 13-17 anni iscritti a Facebook. Sei mesi fa erano 316.000 e questo calo (che si è registrato anche in molte altre nazioni occidentali) dice che alcuni di loro hanno rinunciato al sito di Zuckerberg, mentre altri arrivati da poco ai 13 anni avranno scelto di non iscriversi. Facebook se n'è accorta, si è giustamente preoccupata e la settimana scorsa ha annunciato per la prima volta a memoria d'uomo un cambiamento alla sua policy in direzione di una maggiore privacy dei dati degli utenti. Buon segno.

Un esperimento che posso suggerire ai genitori che sono comunque preoccupati e non sanno se il figlio o la figlia siano saggi a sufficienza da pensare al domani e al dopodomani. Chiedetegli se vi darebbero l'amicizia su Facebook. Amicizia vuol dire che voi potete leggere quel che loro scrivono di sé. Se rispondono di no vuol dire che pubblicano cose che li imbarazzerebbero davanti a mamma e papà e questo significa che tra dieci anni se ne vergogneranno davanti al mondo. Se rispondono che sì, lo farebbero, allora state sereni.