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La manutenzione

Consigli, trucchi e suggerimenti per far funzionare meglio un Macintosh. Alcuni metodi di manutenzione sono ben conosciuti, ma altri potrebbero stupirvi; e siamo pronti a scommettere che qualcuna delle considerazioni esposte qui vi coglierà di sorpresa.

Questa breve carrellata di osservazioni ha lo scopo di segnalare tutti i comportamenti più diffusi che possono essere nocivi al buon funzionamento di un Macintosh. Alcune misure di manutenzione e prevenzione sono piuttosto diffuse e conosciute, mentre altre sono generalmente ignorate.


Verticale, orizzontale

Lo spazio su una scrivania, si sa, non è mai troppo. Così, alcuni utenti scelgono di posizionare i loro apparecchi in verticale (cioè posati sul fianco). Non è una bella idea: solo un numero limitato di calcolatori e periferiche sono progettati per accettare indifferentemente la collocazione orizzontale o verticale. Ricordiamo tra essi il Quadra 700 e lo Zip di Iomega; più in generale, questo tipo di dispositivi è riconoscibile grazie ai piedini di plastica che si trovano sia sulla base che su un lato. Calcolatori, dischi rigidi, lettori di CD e altri dispositivi non pensati per il posizionamento verticale ne soffrono, perché le unità a disco tipicamente sono progettate per provare un eguale peso (dovuto alla gravità) su ogni porzione della superficie.
In nessun caso, e per nessun motivo, una unità a disco andrà lasciata in posizione obliqua.


Come lo pulisco?

I calcolatori collocati nelle case rischiano sempre che un familiare dotato di molta buona volontà decida di pulirli con energia e scarsa conoscenza del mezzo. In realtà, un Macintosh difficilmente soffre a causa di un intervento di pulizia, ma ci sono alcune cose da tenere presenti. Tutti gli apparecchi elettronici soffrono l’acqua (ché crea corti circuiti): dunque non bisognerà mai usare una spugna, ma semmai uno straccetto appena inumidito. L’alcool va bene, in piccole dosi, ma la soluzione migliore per pulire le plastiche di un Mac è costituita, insospettabilmente, da quelle bombolette pensate per la pulizia delle scarpe da ginnastica. Fanno davvero miracoli.
Mouse e trackball vanno puliti periodicamente: in entrambi i casi l’anello di plastica che si trova attorno alla pallina può venire svitato. La pallina si libera, e le rotelline che sono a contatto con essa possono venire pulite, magari con qualcosa di analogo a un cotton-fioc inumidito di alcool. Se la sfera sembra macchiata e non riuscite a pulirla, provate a coprirla di nastro adesivo e poi a strapparlo via: spesso l’adesivo porta via con sé parte dello sporco.


La polvere

Se possedete un Macintosh da scrivania da più di un anno, provate ad aprirlo, e sarete sorpresi nello scoprire quanta polvere può entrare in una scatola apparentemente ben chiusa. Aprire un Mac è tipicamente facilissimo: la maggior parte dei modelli non richiede di svitare neppure una vite (e, comunque, il manuale spiega praticamente sempre come si possa fare).
La polvere, in realtà, non fa molto danno di per sé: ma finisce inevitabilmente trascinata nel lettore di floppy, nella ventola e nell’alimentatore. Nei primi due casi può dare problemi, e nel secondo si bruciacchia e genera una cenere nerastra che alla lunga fa guastare l’alimentatore. Provate a soffiare nei fori dell’alimentatore: sembra che qualcuno abbia fumato un sigaro dentro al vostro calcolatore...
Come rimuoverla? Con un aspirapolvere, purché non troppo potente. Oppure facendo uso dei polmoni...


Cura di dischi e cartucce

Non dimenticate mai che dischetti e cartucce (i CD sono esclusi) memorizzano le informazioni in forma magnetica. Dunque, vanno tenuti a debita distanza dai campi elettromagnetici: non sopra al monitor e non davanti ad esso, ben lontani da tutte le calamite, a distanza di sicurezza dagli elettrodomestici. In caso di dubbio, aumentate la distanza: ricordate che con i campi di forza raddoppiare la distanza significa ridurre la potenza ad un quarto &emdash; e questo vale anche passando solo da cinque a dieci centimetri.
I supporti magnetici temono anche le cadute. Non è soltanto una questione meccanica: anche se le vostre cartucce venissero conservate in una custodia di titanio ben imbottita di piumino d’oca, una caduta potrebbe danneggiarle (per complessi motivi di fisica, su cui non ci addentriamo). Dunque, il lancio di dischetti ai colleghi, da scrivania a scrivania, è uno sport da evitare.


Il lettore di CD

I lettori di CD si dividono in due categorie: quelli che richiedono un “guscio” per il disco (che viene poi infilato nel lettore come se fosse un floppy sovradimensionato) e quelli che incorporano un cassettino. Il cassettino esce premendo un pulsante, il CD viene poggiato sopra di esso, e infine il cassetto si ritira ingoiando il disco.
Nei modelli del primo tipo (chiamati spesso “a caddy”, dove caddy è il nome del guscio che avvolge il CD) è buona norma non lasciare mai il caddy parzialmente infilato nel lettore. Noterete che esiste uno sportellino sull’imboccatura del lettore, che sale quando infiliamo il caddy: serve a trattenere la polvere, che potrebbe posarsi sulle lenti del laser e impedire la lettura. Se il caddy viene tenuto mezzo dentro e mezzo fuori, lo sportellino è forzato nella posizione aperta, e un po’ di polvere può entrare.
I modelli a cassettino sono a prova di polvere, ma non di abuso. Il servomotore che manovra il cassetto è relativamente fragile: attenzione dunque ai bimbi. Inoltre, è meglio chiedere al lettore di ritirare il cassetto premendo di nuovo il pulsante di espulsione; e non spingendo il cassetto stesso.


Penna sul coperchio del PowerBook

La peggior abitudine per un proprietario di PowerBook: lasciare la penna poggiata sopra la tastiera. Presto o tardi accade che il coperchio venga chiuso con la penna ancora in posizione, e allora lo schermo fa una brutta fine. Se vi serve un incentivo per cambiare abitudine, ricordate che uno schermo di ricambio potrebbe costarvi sino a tre milioni di lire.


Le batterie

Lo si è spiegato tanto spesso che forse non vale la pena di ripeterlo: le batterie dei vecchi PowerBook basati su processore 68000 andrebbero lasciate scaricare sino alla fine, per massimizzarne la vita. Per i modelli PowerPC il problema non si pone.
Un consiglio: anche se vi capita si passare la maggior parte del vostro tempo tra le stesse quattro mura, usate ogni tanto il portatile con la batteria (staccando la presa dalla rete elettrica). Le batterie non andrebbero tenute permanentemente in tensione: e anche in questo caso l’accorgimento è particolarmente importante per i PowerBook della serie 100.


I salvaschermo

Infine, sfatiamo una leggenda: non è per nulla vero che siano utili le estensioni salvaschermo come After Dark. Si è spesso detto che i fosfori dei monitor rischiano di bruciarsi se vengono mantenuti fissi e accesi per molto tempo; ma questo è vero solo per i monitor in bianco e nero (e, comunque, non per quelli dei portatili). Un monitor a colori, invece, dovrebbe venir costretto a mostrare la stessa immagine per oltre dieci anni prima che accadano conseguenze notevoli sui suoi fosfori.