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Shopping su Internet

Su Internet fioriscono i venditori di hardware, software e accessori. Per la prima volta, acquistare stando comodamente seduti a casa è facile ed economico. Ma ci sono rischi? Quanto conviene? Luca Accomazzi indaga e scopre che...


Negli Stati Uniti, si sa, il software e lo hardware costano meno che da noi. La produzione avviene sul posto, e il numero di pezzi è molto più alto che in Italia. Tutto questo si traduce in prezzi al consumatore decisamente più bassi.

Anche noi italiani possiamo approfittarne, e non c'è bisogno di viaggiare sino agli States (e magari trascinare, all'interno di un supermercato californiano del software, una moglie riluttante che vorrebbe andare in mille altri posti). Molte aziende americane vendono per corrispondenza, o per corriere, e hanno realizzato negozi virtuali su Internet dove possiamo godere di una gamma di scelta vastissima.
Così, ci basta sederci comodamente in poltrona e accendere il modem per dare una occhiata alle ultime mercanzie e ai prezzi più interessante. Chi scrive ha perso il conto di quanti acquisti abbia fatto in questo modo, con una mano sulla carta di credito e l'altra sulla tastiera. E posso viceversa garantire che il numero degli incidenti è stato zero.


Tutti i possibili problemi

L'acquisto per posta dagli USA è probabilmente il metodo migliore per spuntare il prezzo più basso in assoluto, specialmente se accumulerete più acquisti in modo da ridurre l'incidenza delle spese di spedizione. D'altra parte, come dicevano i nostri antenati latini (che pure non avevano mai conosciuto le carte di credito), caveat emptor: ci sono alcuni possibili problemi che è meglio tenere presenti.
Primo: le ditte americane lavorano, di routine, su margini di guadagno sottili come rasoi. Di conseguenza non passa anno senza che alcune di esse falliscano, e c'è il rischio (remoto ma reale) di inviare quattrini a una ditta che li incassa e poi dichiara fallimento. Si può minimizzare il rischio rivolgendosi a una delle entità maggiori, che sono sul mercato affidabilmente da oltre dieci anni &emdash; come quelle che citiamo in questo articolo. Se vi trovate bene con una azienda, continuate a rivolgervi a questa.
Secondo: se si acquista hardware, la ditta invariabilmente finisce per spedire una versione americana del prodotto. Potete comprare un PC a buon prezzo, ma vi arriverà con tastiera e software di sistema americani. Potete comprare un modem, ma il trasformatore accetterà solo la tensione di 110 V comune nelle case statunitensi (i PC delle migliori marche hanno invece un alimentatore universale, che è in grado di rifornirsi di corrente elettrica a qualsiasi tensione). Il software è sempre l'acquisto più sicuro.
Terzo: per fare acquisti via Internet dovete inviare il numero della vostra carta di credito tramite posta elettronica o attraverso un sito WWW. Questo rischio è normalmente sopravvalutato, ma esiste (ne parliamo in dettaglio nel prossimo paragrafo). Se volete evitarlo, potete comunque fare shopping su Internet: tutti i venditori vi permettono di inviare separatamente i dati sulla carta di credito, usando un comune fax.
Infine, e scusate la banalità, non consiglio di acquistare merce fragile. Certo, il venditore americano onorerà la garanzia, ma le spese di spedizione per reinviargli la merce e ottenerne la sostituzione finiranno fatalmente per annullare qualsiasi risparmio.


E se abusano della mia carta di credito?

Molti consumatori si preoccupano, e giustamente, quando viene il momento di acquistare qualcosa tramite la carta di credito. Cosa accadrebbe se qualcuno di impadronisse del numero della vostra carta di credito, e cominciasse ad acquistare ogni bendiddio con addebito sul vostro conto corrente?

Il pericolo è normalmente sopravvalutato. Innanzitutto perché una cosa del genere non è mai successa, secondo i dati in nostro possesso. Ma non solo: la vostra carta è, per l'appunto, "di credito" (esistono anche le "carte di debito", che funzionano in modo diverso). La merce viaggia a rischio del mittente, che vi sta facendo credito, e l'addebito arriverà a voi dopo parecchio tempo, tipicamente a fine mese. Se, quando arriva l'estratto conto, voi trovaste un addebito che vi sembra immotivato, vi basterebbe una telefonata per bloccarlo. Spetta al venditore provare che ha consegnato della merce (e tipicamente gli serve una vostra firma, che certamente non possiede se il vostro numero di carta di credito è stato rubato). Infine, la preoccupazione dovrebbe valere anche quando facciamo acquisti via posta cartacea e, almeno in teoria, nei negozi: nulla impedisce a un negoziante - non appena voi avete chiuso la porta - di compilare un altro modulo della carta di credito, e addebitarvi altri due milioni di merce inesistente.

Il rischio spetta quasi esclusivamente al venditore, ma anche gli acquirenti vogliono certezze. Per questi motivi, su Internet sono nate soluzioni che permettono di fare acquisti in tutta sicurezza. Si chiamano "siti sicuri": quando il vostro browser (Netscape Navigator o Internet Explorer, tutte le versioni) si mette in contatto con un sito sicuro tutte le transizioni avvengono in modo encrittato e non intercettabile da chiccessia. Anche il numero della carta di credito, dunque, può viaggiare tranquillamente.

Come si riconosce un sito sicuro da uno tradizionale? È semplicissimo: la sua URL comincia con "https://" anziché "http://" (la "s" in più significa appunto "secure"). All'interno di Netscape Navigator potete rendervi conto, anche visivamente, di essere approdati su un sito sicuro, perché in basso a sinistra appare una chiave dorata su sfondo blu.


Un sito Internet sicuro è caratterizzato dalla chiave blu in Navigator o dal lucchetto dorato in Explorer.

Prima e dopo l'ordine

Cosa ci serve, e cosa dobbiamo aspettarci, prima e dopo l'acquisto?

Dobbiamo possedere una carta di credito, preferibilmente abilitata al circuito internazionale VISA, il più accettato. Alcune carte di credito vi addebitano sul conto corrente bancario un piccolo sovrapprezzo per acquisti fatti all'estero, nell'ordine dell'un per cento dell'importo: se l'acquisto che state per fare è importante e costoso vi converrà verificare, rileggendo il contratto stipulato quando riceveste la carta, o con una telefonata alla società che emette la carta di credito. Fatto l'ordine, attendete qualche giorno, e un pacchetto arriva alla frontiera. A questo punto, vi telefona uno spedizioniere, dicendo pressappoco "salve, sono un impiegato di DHL (o Federal Express, o TNT...). Lei ha ricevuto un pacco proveniente dalla azienda americana X. Ci sono da pagare Y lire, tra IVA e dogana". Voi confermate, e la ditta anticipa per conto vostro l'esborso. A questo punto passano alcuni giorni, in attesa che i doganieri italiani facciano il loro lavoro &emdash; tipicamente una settimana, due nei periodi più caldi come il Natale, di più se c'è uno sciopero in ballo. Finalmente, un corriere bussa alla vostra porta, si fa rimborsare IVA e dogana e mette nelle vostre mani il plico tanto atteso. A tempo debito, il costo in dollari del prodotto, tradotto in lire al cambio del giorno, viene addebitato sul vostro conto corrente.


Ma quanto mi costi?

Al prezzo che il venditore richiede per l'acquisto bisogna aggiungere le spese di spedizione via corriere (tipicamente tra i 20 dollari per un pacchetto software e i 100 dollari per un PC compreso di monitor). E le tasse: l'IVA più la dogana (quest'ultima si colloca nei dintorni del 7%). Il privato cittadino deve stare attento a questo aspetto, perché tipicamente i venditori per corrispondenza americani etichettano ogni pacchetto in uscita, genericamente, come "miscellaneous hardware and software": di conseguenza i doganieri italiani applicano l'IVA del 19% anche al software, che invece dovrebbe godere di una aliquota inferiore. Chi ha una partita IVA, ovviamente, scarica l'addebito; in questo caso resta solo la seccatura di aver anticipato allo stato una somma ingiustificata, ma l'importo viene comunque recuperato. Gli altri debbono insistere con il venditore perché non usi la dizione generalista: e, quando vengono contattati dal corriere che sta importando il pacco, chiedergli che si impegni perché gli agenti di dogana non facciano di ogni erba un fascio.


PC Zone (http://www.zones.com/PC_Zone/default_pc.html) è un gigante della vendita per corrispondenza, con un fatturato di decine di milioni di dollari l'anno. Il suo listino comprende migliaia di prodotti di tutti i tipi. Se avete anche qualche Mac,

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