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La velocità di Internet

Una connessione a Internet troppo veloce è come un portafoglio troppo pieno di soldi: desiderio irrealizzabile. Luca Accomazzi, non potendo avere il secondo, si è messo alla caccia della prima.

I dischi rigidi più piccoli in vendita oggigiorno memorizzano oltre quattromila MB, eppure trasferire uno solo di quei MB attraverso la rete è una sofferenza. La stragrande maggioranza degli utilizzatori di Internet in Italia ha a disposizione una connessione via modem, limitata a 33.600 bit al secondo dalla natura della rete telefonica. Ovvero, trasformando gli scomodi bit nei più consueti byte, poco più di 3 kB al secondo; se li paragoniamo con la velocità di accesso ai dati di un CD-ROM c’è da immalinconirsi: un obsoleto esemplare della prima generazione raggiunge quota 150, eppure sarebbe considerato lentissimo.
Per trasferire suoni o imagini animate sulla rete, così, i programmatori debbono fare piccoli miracoli, tipicamente sfruttando le (notevolissime) capacità macinanumeri dei PowerPC o Pentium che gli utenti hanno sulla scrivania: i dati, compressi e filtrati, ricompressi e semplificati, vengono poi rielaborati dal PC destinatario.


Oltre il modem

Oggi esistono sul mercato i modem V.90, che vantano la velocità di 56.000 bit al secondo. Come spesso accade, ciò che luccica non è proprio oro. A causa della scarsa qualità delle linee telefoniche, quei modem raggiungono tipicamente una velocità massima di 40-44.000 bit al secondo (tutti i modem moderni si mettono a “parlare più lentamente” di quanto potrebbero quando trovano una linea disturbata, proprio come faremmo noi esseri umani. Inoltre, i modem 56k si limitano a ricevere a quella velocità: il trasferimento è sempre limitato a 33.600 bit/secondo.
Per chi vuole andare oltre, Telecom Italia offre agli abbonati una connessione a Internet attraverso la rete telefonica digitale, ISDN. Chi installa una connessione ISDN a casa o in ufficio può ottenere un collegamento con Internet alla bella velocità di 64 kbps, ovvero 8 kB al secondo: più del doppio di quanto offre un modem.
Non è finita qui. Un allacciamento ISDN è composto di due canali separati: in altre parole è possibile fare una telefonata mentre si è collegati a Internet, o inviare un fax, pur disponendo di un singolo allacciamento. È anche possibile usare entrambi i canali simultaneamente per trasferire dati digitali: la connessione costerà il doppio, ma sarà due volte più veloce: 128 kbps, ovvero 16 kB al secondo. Si comincia a ragionare.
Questo tipo di connessione, chiamato senza troppa fantasia Dual-ISDN, deve venire supportato sia dal PC che si collega, sia dal sistema centrale del Provider, che dev’essere in grado di dividere equamente il flusso di dati sui due canali. Per esempio, Tiscali Free Net (il nuovo, velocissimo e gratuito fornitore di accesso a Internet) mentre scriviamo nel maggio 1999 non supporta ancora il Dual-ISDN.


Senza limite

Cominciamo subito con le cattive notizie: tutte le connessioni a velocità elevata di cui parliamo nei prossimi paragrafi non sono disponibili, o sono disponibili solo in pochissime zone, in Italia. Si tratta di opzioni che cominciano a diffondersi in questi mesi negli stessi Stati Uniti, patria di Internet, mentre non è ancora disponibile una infrastruttura adeguata che consenta di fare lo stesso da noi.


Il cable modem

Negli USA è molto diffusa la televisione via cavo. Mentre l’italiana TelePiù invia le sue trasmissioni a pagamento attraverso l’etere, codificandole, i suoi omologhi americani portano un cavo dedicato a casa dei consumatori. Su quel cavo possono venire fatti transitare anche dati digitali, e diverse compagnie offrono oggi anche questo servizio ai loro abbonati. Ovviamente serve una scheda speciale per interfacciare il calcolatore al cavo: questa scheda prende il posto che normalmente spetta al modem. Una offerta interessante è per esempio quella di General Instruments (http://www.gi.com/vware/sb1000.htm).
La connessione Internet via cavo gode di una velocità elevatissima: il massimo teorico è di 3 MB al secondo. C’è una limitazione: poiché un singolo cavo serve tutte le abitazioni di tutti gli abbonati di un medesimo quartiere, la velocità disponibile va divisa tra tutte le persone che hanno scelto di abbonarsi al servizio Internet.

Questa possibilità esiste ed è anche piuttosto diffusa nella Svizzera Italiana.


Il satellite link

Trentaseimila chilometri sopra le nostre teste orbitano i satelliti geostazionari, che bombardano di bit le nostre teste; e i proprietari di alcuni satelliti hanno pensato di aggiungre Internet alle loro offerte. La cosa funziona così: io chiamo col modem un Provider speciale, mi collego, e faccio richiesta di visitare un qualche sito, o di scaricare un certo file. Le informazioni che ho richieste vengono inviate dal Provider al satellite, e il satellite le ritrasmette. Giungono così ad una antenna parabolica speciale, che è collegata al mio PC. In questo modo si ottiene una velocità di trasmissione Provider-cliente molto maggiore della velocità cliente-Provider (limitata dalla rete telefonica).
In America c’è già qualche società che offre questo tipo di collegamento. Per esempio, DirectPC (http://www.direcpc.com) offre l’antenna parabolica e il software per 700 dollari, e un collegamento da 400 kB al secondo per 40 dollari al mese (limite: 130 MB scaricati in un mese). In Europa sta muovendo i primi passi Astra (www.astra.lu).


ADSL

È la sigla di Asymmetrical Digital Subscriber Loop, un sistema che permette alle compagnie telefoniche di inviare informazioni digitali attraverso i cavi telefonici ad altissima velocità. È disponibile in tre versioni, chiamate senza fantasia ADSL1, ADSL2 e ADSL3, che vanno da velocissima a spaventosamente veloce.

In Italia ADSL è disponibile in alcune aree metrololitane. Offre ricezione a 640 kbps e invio a 225 kbps. La velocità garantita però è molto inferiore: da un minimo di 10 a un massimo di 100 kbps, a seconda del fornitore prescelto.


Vado al massimo

Anche 33.600 bit al secondo non sono una velocità trascurabile, purché la capacità potenziale del modem venga veramente sfruttata. Troppo spesso, però, una connessione Internet offre solo una frazione della sua velocità nominale. Ecco come sfruttare al massimo quel che si ha.

1
Il provider
Non tutti i fornitori di Internet sono stati creati uguali. Sapete quanto sia grande la linea che collega il sistema centrale del vostro Provider a Internet? No? Eppure si tratta di un dato importantissimo, perché su quel canale devono transitare i vostri dati insieme a quelli di tutti gli altri utenti collegati in quel momento. Se il provider ha trenta modem può accettare chiamate da trenta utenti in contemporanea, ma se il canale che lo connette alla spina dorsale di Internet vale soltanto 64 kbps, ogni utente in media godrà di soli 2.200 bit al secondo: molti meno dei 33.600 che il suo modem teoricamente permette. Il Provider è un fornitore di servizio, e voi potete sempre abbandonarlo per un concorrente se le cose non vanno.
2
La collocazione del Provider
Il vostro Provider potrebbe essere collegato a Internet indirettamente, allacciandosi attraverso uno o più altri sistemi. Ovviamente, una connessione indiretta presenta un numero maggiore di potenziali colli di bottiglia. I fornitori maggiori (Telecom Italia, Tiscali, Italia On Line, I.net) hanno collegamenti diretti, gli altri tipicamente pagano l’indirettezza.
3
L’orario di collegamento
Prevedibilmente, la maggior parte degli utenti italiani della rete si collegano al loro fornitore dopo le 18:30, nel tentativo di minimizzare il salasso economico praticato da Telecom Italia. Ovviamente il sistema funziona, ma fa del dopocena una specie di “ora di punta” per quanto riguarda il traffico di rete. Soluzioni? Se avete veramente bisogno di un documento, prendete in considerazione per una volta l’idea di immolare qualche scatto, e collegatevi in un orario insolito, magari all’ora di pranzo. E se avete un Macintosh e siete esperti, ricordate che grazie ad AppleScript potete programmare il vostro calcolatore di modo che si colleghi automaticamente alla Rete alle tre di mattina, scarichi un file via FTP, e poi chiuda la connessione.
4
I proxies
Quando avete aperto Netscape o Explorer, controllate il settaggio dei “proxies”. Se l’opzione selezionata è la prima, ovvero “no proxies”, inviate un messaggio al vostro fornitore e chiedetegli se offra questo servizio; in caso di risposta affermativa riconfigurate Netscape. Quando il sistema dei proxies è attivo, il calcolatore centrale del vostro fornitore Internet memorizza sul proprio disco rigido una immagine di tutti i siti più frequentati. Se un utente visita un sito presente nei proxies gli viene inviata la copia locale, senza dover attendere il collegamento con l’originale che magari si trova oltreoceano e potrebbe essere oberato di traffico. L’aumento di velocità è spettacolare.


Il settaggio dei proxies è il più importante per velocizzare Netscape, ma molti utenti lo ignorano.

5
Il fuso orario
Tenete in debito conto il fuso orario del sito con cui dovete collegarvi. Se vi interessa scaricare le Pagine Gialle di Tokyo, cercate di collegarvi quando in Giappone sono le tre del mattino, in modo da minimizzare il traffico sul sito al quale state accedendo.
6
Il trasferimento file
Se usate FTP per trasmettere o ricevere documenti, assicuratevi di utilizzare il trasferimento binario ogni qual volta è possibile. I tempi di trasmissione risultano più brevi di un terzo circa rispetto all'altro metodo di trasferimento, quello cosiddetto "testo".
7
Non c'è solo Internet
Sono parecchi gli internauti che non ci pensano: eppure Internet non è il solo modo di trasferire dati tra calcolatori. Se dovete passare un documento a quattro amici che abitano nella vostra città, una soluzione molto semplice è quella di trovare una BBS amica e usarla come punto di scambio. Le BBS, per motivi tecnici, sono meno sensibili all'affollamento; e se cade la linea durante un trasferimento potete richiamare e riprendere dal punto in cui vi eravate interrotti, anziché ricominciare da zero.
Se avte un programma di comunicazione (ma basta il Terminale di Windows, oppure ClarisWorks su Macintosh) potete anche chiamare direttamente il calcolatore di un vostro amico e trasferire direttamente un file dal vostro calcolatore al suo, o viceversa. Certo, se l'amico abita in Nuova Zelanda è sempre meglio accettare le limitazioni della Rete ma pagare solo la chiamata urbana...


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