DI RECENTE ACCOMAZZI...
CERCA
» Ricerca avanzata
MAILING LIST

Se vuoi iscriverti alla mailing list di Luca Accomazzi inserisci qui la tua mail:

Vuoi ricevere i messaggi immediatamente (50 invii / giorno) o in differita e in gruppo
(due invii / giorno)?

» Vuoi saperne di più?

Villaggio telematico

Qualche settimana fa ho deciso che mi serviva un fax. "E chi se ne frega!", commenteranno in coro quanti leggono Cuore oltre che Macworld .
Calma, lasciatemi spiegare. Ho deciso che era giunto il momento di mettere una mano sul petto, l'altra sul portafoglio, e dotarmi di un fax/modem. Questo simpatico aggeggio si presenta al Mac come se fosse una stampante: pertanto, quando debbo inviare un messaggio in redazione, lo scrivo con Microsoft Word e scelgo Stampa dal menu Archivio. Si presenta una finestra di dialogo nella quale posso digitare il numero (che è 02/58011670: quelli che sono troppo pigri per scrivere lettere possono usarlo) o più semplicemente selezionarlo, scegliendo tra quelli che inseriti nella piccola base di dati incorporata.
A questo punto il software invia il documento, che verrà stampato dal fax di MacWorld e si troverà presto fra le manone sante di Enrico Lotti. Bella comodità, che mi consente di risparmiare un foglio di carta (quello che dovrei inserire nel fax se avessi scelto un modello tradizionale) e mi fa sentire un po' più rispettoso della natura.
Il fax/modem, oltre a trasmettere (e ricevere) i fax, può anche essere usato come (sorpresa, sorpresa) modem. Quando la redazione si doterà di un aggeggio similare, io potrò trasmettere i miei articoli (sotto forma di file) ed eviterò qualche viaggio sino a Milano. Nell'attesa che MacWorld si modernizzi, io ho usato il modem per collegarmi con Fido.
Fido non è un cane cibernetico, ma una organizzazione mondiale di baldi giovanotti che hanno collegato il loro calcolatore personale alla rete telefonica. Chiunque può telefonare a uno dei nodi Fido, e lasciarvi un messaggio per qualcun'altro: la posta elettronica viene recapitata anche se il destinatario non si collega con quello stesso nodo. Se un utente di Cuneo vuole mandare un messaggio a un signore di Agrigento, può farlo al costo di una telefonata urbana. Infatti, il gestore del nodo cuneense (sant'uomo) invierà il messaggio a Torino, Torino a Roma, Roma a Palermo, Palermo ad Agrigento. Ci vuole qualche giorno, ma non più che per una lettera cartacea. Fido è diffuso capillarmente, e quindi il tutto funziona. Anche a livello transnazionale.
Il bello è che Fido non serve tanto per trasmettere messaggi privati (si può fare ma è disdicevole) quanto per chiacchierare pubblicamente. I messaggi sono raggruppati per aree di interesse, dette "conferenze". La conferenza Macintosh di Fido è molto attiva e aggiornata, e pullula di personaggi interessanti. stato leggendo Fido che ho appreso dell'uscita del Mac LC II (mentre scrivo è annuncio di ieri), e ciò nonostante i miei innumerevoli agganci con rivenditori, sviluppatori e giornali.
Un amico, che studia al politecnico di Milano, mi ha inviato un messaggio attraverso Internet (la unione di tutte le reti mondiali, una specie di Fido elevato alla terza potenza dal quale si può accedere anche ad AppleLink, la rete Apple, e innumerevoli altre organizzazioni). Il suo messaggio, per arrivare da me, è passato da Portland nell'Oregon. Misteri della posta elettronica!
In effetti, quando penso al mio primo personal computer di undici anni fa, e cerco di immaginare che cosa userò tra altri dieci anni, non mi viene in mente tanto un supercomputer, quando un sistema collegato a tanti, tantissimi altri. Un computer per videotelefonare, per scambiare dati, per leggere il giornale; un computer collegato con enorme banche dati, grazie al quale sia possibile trovare la risposta a qualsiasi domanda (pagando, s'intende...)
Prima di darvi appuntamento al prossimo mese, vorrei consigliarvi un buon libro che ho appena finito di leggere. un romanzo di fantascienza, scientificamente ragionevole e molto interessante: combinazione difficile a trovarsi dacché Asimov si è ritirato. Si intitola "Terra", l'autore è David Brin, l'editore si chiama Interno Giallo. stato scritto su un Mac, e lo scenario informatico postulato nel libro è verosimile e intrigante: una rete mondiale sulla quale circolano liberamente le informazioni.