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Presto, il futuro

Questa rubrica viene pubblicata da Macworld ininterrottamente dal dicembre del 1991. Sin dall'inizio ho dichiarato che desideravo ricevere posta dai lettori, che avrei cercato di rispondere a tutti e che comunque avrei letto tutte le lettere.
Due anni più tardi, la situazione si è sviluppata tanto da richiedermi una puntualizzazione. E una iniziativa.
Nell'ultimo periodo sono giunte in redazione molte lettere per me, e io non sono stato in grado di rispondere a tutte. Per di più, la redazione mi ha consegnato solo all'inizio di settembre le lettere arrivate in luglio ed agosto -- questo succede perché io sono in redazione solo occasionalmente, e tipicamente lo scambio di materiale tra Macword e me avviene via pony express. Le lettere spesso trovano posto nei pacchetti, e altrettanto spesso vengono dimenticate. Non posso assolutamente tirare le orecchie ai redattori, perché il loro lavoro è di far uscire la rivista, e non di badare alla mia corrispondenza. Eppure mi spiace per quanti hanno scritto cose come "non osare di andare in ferie prima di aver risolto il mio problema" e non sono mai stati contattati.
Ho quindi cercato una soluzione alternativa, che permetta di velocizzare lo scambio di messaggi tra voi e me. Parlerò tra un attimo della soluzione: ma prima permettetemi di chiarire un punto delicato.
Ricevere lettere è per me, non mi stanco di ripeterlo, tanto un piacere quanto cosa assai utile. Richieste di consigli tecnici (che sono le più frequenti), critiche e suggerimenti di temi da affrontare: la corrispondenza dei lettori aiuta il sottoscritto e la redazione (in ordine inverso di importanza) a fare una rivista migliore. Pertanto, viene tenuta in debita considerazione.
Tra le lettere, come dicevo, ce ne sono molte che richiedono una piccola consulenza. La richiesta viene spesso soddisfatta. Qualcuno, però, ogni tanto, torna all'attacco chiedendo ulteriori notizie, o un approfondimento della risposta. Ora, si da il caso che il sottoscritto (così come svariati altri personaggi che lavorano seriamente per Macworld) nella vita faccia il consulente, e a un certo punto del dialogo debba tirare una linea e spiegare che, da quel momento in poi, si sta parlando di una prestazione remunerata e non di una risposta gratuita. Alla fine del mese, capirete, debbo pure trovarmi qualcosa nel borsellino. Quasi tutti capiscono, e scelgono se diventare miei clienti o accontentarsi delle risposte avute sin lì. Pochissimi protestano e sostengono che la risposta è stata richiesta "come lettore". Questo mi mette in una posizione antipatica: dunque mi è sembrato più corretto spiegare come la penso per iscritto, di modo che chi mi contatta sappia come stanno le cose in anticipo.


Chiamate Accomazzi, 3131

Per rendere più semplici e -- diciamocelo -- più veloci i contatti dei lettori con la redazione di Macworld e in particolare con il sottoscritto, abbiamo stretto un patto con il diavolo. Anzi, con Pan, che pur non essendo un diavolo ha le corna, gli zoccoli e la coda.
Il Pan di cui sto parlando, in realtà, non ha nulla di mitologico: è una BBS (bulletin board system), e cioè un servizio telematico al quale possono collegarsi tutti i possessori di Macintosh dotati di un modem. Risponde al numero 0575/24676, e offre una vera cornucopia di software tra dominio pubblico, shareware, notizie e conferenze aperte a tutti. Non è un servizio commerciale a scopo di lucro, ma un'iniziativa realizzata da appassionati.
Su Pan ci sarò presto anch'io: speriamo di aver completato i preparativi per il momento in cui questo numero di MacWorld avrà raggiunto le edicole. Collegandosi a Pan i lettori di MacWorld potranno farmi domande, sottopormi i loro problemi, suggerire argomenti per i prossimi clipboard, avanzare proposte per l'assegnazione delle bucce di banana e dei petali di rosa. Prestissimo tramite Pan sarà raggiungibile l'intera redazione di MacWorld.
Pan è una BBS che fa uso del sistema FirstClass. Si tratta di un programma meraviglioso che consente di collegarsi con grande facilità, e di usare una interfaccia utente grafica durante i collegamenti. Chi non lo possiede può scaricarlo da Pan stessa, usando un altro programma di comunicazione (praticamente tutti i modem ne hanno uno in dotazione).
Dato che le telefonate in teleselezione in Italia sono costosissime, i responsabili di Pan e noi stiamo cercando altri BBS che utilizzano il software First Class e che si uniscano all'iniziativa: la speranza è di avere presto una rete di cinque o sei nodi, distribuiti in tutta Italia, di modo che i lettori possano raggiungerci tramite uno qualsiasi (il più vicino) di questi. Le trattative sono quasi concluse con un paio di altre entità, ma invitiamo chiunque sia interessato a contattare Pan e/o MacWorld; naturalmente vi terrò informati su queste pagine, e tramite il mio spazio sul BBS, delle nuove acquisizioni e quindi dei nuovi contatti.
Ah, dimenticavo: quanti si trovano su AppleLink possono raggiungermi con facilità all'indirizzo MISTERAKKO (ovvero misterakko@applelink.apple.com)


Parlate al programmatore

Di recente ho contattato molte case produttrici di software americane. Per molti motivi: in un paio di occasioni stavo recensendo un prodotto per Macworld, e mi risultava incomprensibile una caratteristica, oppure avevo problemi di incompatibilità con qualche estensione. In altri casi stavo risolvendo un problema per un cliente che non riusciva ad avere soddisfazione parlando con l'importatore, localizzatore e distributore italiano.
La qualità della risposta mi ha stupito. Sono sempre (sempre!) stato messo in contatto con il manager di prodotto o con il capo-progetto. Alle mie richieste è stata sempre data una risposta esauriente. E questo mi ha fatto riflettere.
Quanti di voi hanno provato a scrivere una letterina quando incontrano un problema? Pochi, sono pronto a scommettere. Gli italiani, dopo quarant'anni di malgoverno, non hanno certo sviluppato la tendenza a fidarsi e a confidare che venga data risposta ai loro problemi.
Beh, invece in questo caso funziona. Vi faccio un esempio che ho vissuto personalmente: la signora Accomazzi usa MacWrite Pro per scrivere i suoi documenti in russo (sia le traduzioni che le sono richieste sia le lettere per casa). MacWrite Pro, tuttavia, ha qualche problema nel trattare con gli alfabeti non latini (problemi trascurabili se confrontati a quelli di Microsoft Word, ma pur sempre problemi): per esempio, non è in grado di selezionare una parola quando si fa doppio-clic su di essa. Abbiamo scritto a Claris. Ci ha risposto il capo-progetto di MacWrite Pro, spiegando che hanno preso nota del problema, che la nostra gli sembra una osservazione corretta e che nella prossima revisione del programma il problema sarà rimediato. Ho ottenuto una risposta così qualificata parlando con Claris, il secondo maggior produttore di software per Macintosh: immaginate che tipo di attenzione si riceve scrivendo a un'entità minore.
La morale della vicenda è semplice: chi non ha enormi problemi nello scrivere in inglese provi a esporre le sue considerazioni alla casa produttrice: sono disposto a scommettere che avrà una piacevole sorpresa. E anche: la certezza di poter esporre suggerimenti al programmatore è un altro ottimo motivo per acquistare il software originale.


Consigli per gli acquisti

Non mi sto riferendo alla pubblicità, ma ai miei recenti Clipboard in cui ho discusso delle scelte migliori per chi sta pensando di acquistare un Mac di questi tempi.
Sembrerebbe che io riuscito ad affrontare l'argomento in un modo che ha soddisfatto diversi lettori. Raramente, infatti, ho ricevuto una tale quantità di lettere, fax e messaggi di posta elettronica -- tutti favorevoli -- dopo un articolo.
Evidentemente, molti sentono il bisogno di un po' di chiarezza e qualche consiglio onesto per districarsi tra le offerte Apple. Apple stessa, con gli annunci della fine di ottobre, ha recepito il problema e semplificato la situazione.
Oggi abbiamo una linea LC e una linea Performa, dalle prestazioni sostanzialmente identiche, e consigliate a chi ha pochi soldi da spendere; una linea Quadra per l'uso d'ufficio e professionale; e una linea PowerBook di macchine portatili che per potenza di colloca tra le due precedenti.
Sospetto e spero che nel prossimo futuro i Performa e gli LC vengano ricongiunti in una singola linea: nel frattempo basta ricordare che si tratta delle stesse macchine commercializzate da diversi rivenditori sotto nomi differenti.
A proposito di sospetti e speranze, apriamo un inciso a proposito delle notizie in anteprima che talvolta mi giungono.
Solitamente, quando Apple progetta una nuova macchina qualche notizia e qualche indiscrezione finiscono per trapelare. Il sottoscritto, che per mestiere deve tenere le orecchie ritte, in un modo o nell'altro percepisce.
Tutto ciò, ovviamente, influenza profondamente i miei articoli. Quando ho ricevuto voce del nuovo modello posso citarlo su queste pagine, ma vado incontro a qualche rischio: innanzitutto è possibile che lo sviluppo venga interrotto, e che quindi io finisca per fornire una informazione scorretta ai lettori (per esempio, qualche mese fa Apple stava lavorando a un Duo 235c, dotato di schermo a colori a matrice passiva analogo a quello del 165c. Il progetto è stato bloccato quando Apple ha constatato che il 165c non ha incontrato molto successo). Secondo, e secondario, problema: vado incontro a una rampogna da parte di Apple, che ovviamente non gradisce che tali notizie vengano divulgate in anticipo (la notizia compromette inevatabilmente le vendite dei modelli correnti, dato che molti preferiscono attendere un pochino e acquistare il modello venturo).
Così, finisco per parlarvi di queste voci solo quando mi giungono da più fonti indipendenti ed attendibili: come farò tra poco a proposito della prossima generazione di PowerBook, che forse sarà chiamata serie 300 e che ha per ora il nome in codice BlackBird. Ma torniamo alla questione delle anticipazioni.
Circa 45 giorni prima dell'annuncio al pubblico, poi, Apple organizza una conferenza stampa, di modo che le riviste come MacWorld possano comuncare tempestivamente le informazioni rilevanti ai lettori. A quel punto i giochi sono fatti, perché alla redazione avanza appena il tempo di preparare un reportage competo per il primo numero raggiungibile. Per esempio, io sto scrivendo questo Clipboard a fine settembre; l'annuncio al pubblico delle nuove macchine (Duo 250 e 270c, Quadra 610 e 650, LC 475) è previsto per il 21 ottobre; ma il numero di MacWord con questo clipboard non vi raggiungerà prima dell'inizio di novembre.
Nello scorso numero ho deciso di non menzionare i Duo 250 e 270c perché mi è sembrato che il gioco non valesse la candela: scopo dell'articolo era caldeggiare i Duo sui PowerBook tradizionali, e ho pensato che non ci fosse differenza sostanziale nel fatto che i modelli in vendita si chiamassero 210 e 230 piuttosto che 250 e 270.
Sono piuttosto orgoglioso di constatare che i miei consigli elargiti nello scorso numero si rivelano validi anche con gli occhi di poi. Anzi, oggi risulta ancora più evidente il fatto che non vale più la pena di acquistare un PowerBook della serie 100. Non ci sono nuovi modelli della serie 100, nè -- pare -- ce ne saranno. I Duo sono i PowerBook per oggi e per domani.
Circola invece voce, come accennavo poco fa, che Apple stia studiando una nuova serie di portatili, che dovrebbero montare batterie diverse e più potenti, lettori di floppy estraibili, schermo più grande, Ethernet e uno slot PCMCIA (come quello di Newton). Forse, aggiungono alcuni, dotati di 68040 e di uno strumento (nome in codice Mida) che sostituirebbe la trackball. Ma tutto questo è per domani.
Nel frattempo, Apple dichiara pubblicamente che in futuro curerà le possibilità di upgrade, e dimostrada subito quanto la dichiarazione sia seria offrendo possibilità assai interessanti ai proprietari dei Duo di prima generazione (210 e 230). A questo proposito...


Petalo di rosa e buccia di banana

Il petalo di rosa va ad Apple, e scusate se è banale. Per la prima volta Apple ha una strategia concreta e affidabile di upgrade, e promette che farà di tutto per assicurare agli acquirenti dei Mac di oggi che potranno domani migliorare le loro macchine per ottenere le stesse caratteristiche dei calcolatori più recenti, a un prezzo ragionevole. E non sono solo parole: chi ha comprato un Duo in passato oggi può ottenere un processore più veloce, lo schermo a matrice attiva e quello a colori.
La conclusione? Semplice: oggi sono acquisti consigliabili lo LC 475 (miglior rapporto prezzo/prestazioni); i Quadra 610, 650, 840av; e i Duo. Tutti hanno un roseo futuro dinanzi a sé.
Quando usciranno i Macintosh PowerPC (un uccellino ha cinguettato nel mio orecchio che si parla della metà di marzo), gli attuali proprietari di un Centris/Quadra 610 e di un Centris/Quadra 660av potranno trasformare la loro macchina nel modello da 50 MHz. Chi oggi ha un IIvi, IIvx o Centris/Quadra 650 potrà acciuffare l'upgrade al PowerPC da 66 MHz. E i Quadra 800 e 840av potranno ricevere il modello più potente di tutti.
Questo è veramente salvaguardare gli investimenti degli acquirenti, ed è qualcosa che non potete trovare al di fuori del Regno Felice dei Meli in fiore: altrove potete (spesso ma non sempre) sostituire un processore 486 con un processore Pentium nel cuore della vostra macchina, a un prezzo non indifferente e ritrovandovi con l'equivalente di una Fiat 500 nella quale qualcuno ha mezzo un motore da camion. Un petalo di rosa ci sta veramente bene.
Buccia di banana ad Intel, la casa produttrice del 486, del Pentium, e degli altri processori usati nel PC compatibili. La stampa americana ha criticato fortemente il suo ultimo prodotto (il Pentium, appunto), che alle prove di laboratorio si è dimostrato inferiore al PowerPC. Intel allora ha inviato un ultimatum a tutte le ditte che lavorano con lei: se produrranno macchine basate su PowerPC verranno messe in coda alla lista delle forniture. Secondo me, c'è chi non sa perdere.