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System 8 e oltre

In questo Clipboard ho deciso di parlarvi di una mirabilia che a quanto ne so i laboratori di Apple stanno preparando. Non illudetevi: quanto descrivo qui non arriverà prima della fine del 1994 se tutto va bene Ci sono molte altre cose interessanti che verranno incorporate nel software di sistema Apple prima di OpenDoc, la tecnologia di cui parlo qui: ma solo OpenDoc, ai miei occhi, è tanto significativo da meritarsi il titolo di System 8.

Apple vi lavora da tempo. All'inizio il progetto si chiamava Bento, e assomigliava un po' ad Adobe Acrobat: l'idea era di creare un formato universale per l'interscambio di documenti. Con Bento, ogni utente avrebbe potuto aprire i documenti creati da ogni altro utente, anche se non sarebbe stato in grado di modificarli se non avesse posseduto l'applicazione con la quale erano stati creati.
Poi Apple ha "alzato la sbarra", come si dice spesso a Cupertino, e da Bento è nato Amber. L'idea di Amber è brillante, innovativa e ambiziosa, e viene per quanto ne so dalla mente di Larry Tesler, un grande dell'informatica.
Ecco l'idea: non esisteranno più le applicazioni, nè i "documenti dell'applicazione XXX". Al posto delle applicazioni, i programmatori creeranno dei moduli software, che si combineranno tra di loro come i pezzi di un puzzle, per ottenere un'unica, onnicomprensiva, personalizzata meta-applicazione. Qualcuno creerà il modulo per fare tabelle, qualcun'altro quello per scrivere, e poi per controllare l'ortografia, per dipingere...
I moduli saranno molto più piccoli delle applicazioni, perché saranno più specializzati e non dovranno occuparsi della interfaccia utente (cioè non dovranno preoccuparsi di gestire finestre, menu, taglia/copia/incolla, pubblica/sottoscrivi...). I programmatori impiegheranno meno tempo a realizzarli.
Noi utenti ci costruiremo l'applicazione che ci serve combinando i moduli più appropriati: per esempio, immaginate una persona che debba produrre documenti con molto testo e molta grafica, che vadano consultati unicamente a video. Costui potrà mettere insieme le capacità di trattamento testi di un Word e quelle di manipolazione delle immagini di un Photoshop, creando un singolo ambiente di lavoro, senza essere costretto a portarsi dietro le caratteristiche che oggi trova inutili nei due programmi, come le tabelle di Word o la separazione dei colori di Photoshop.

Mentre Amber veniva realizzato, Apple ha deciso di alzare di nuovo la sbarra, ed è nato il progetto OpenDoc. Amber -- un po' come QuickTime -- dovra venire studiato per funzionare su qualsiasi calcolatore: signori, ecco OpenDoc. Sarà proposto da Apple come uno standard. Uno standard vero, ufficiale, e non un banale standard "di fatto" o "di mercato". Apple si è persino dichiarata disponibile a fornire il codice sorgente di OpenDoc agli altri produttori. Commercialmente, questo significa che Apple vuole imporsi come produttore di software di sistema al di là del solito recinto di aficionados (alla faccia di Microsoft).
Dopo aver deciso che la carta OpenDoc sarà giocata su tutti i tavoli, non restava che ottenere un placet da parte dei grandi nomi dell'informatica. Così, qualcuno di Apple è andato a parlare con i grandi amiconi, i nuovi compagni di giochi, i manager di IBM. Perché no, è stata la risposta. Il 29 giugno '93, la Personal Software Products, unità di IBM che si occupa di personal computer, ha annuciato la sua adesione. E ha offerto diverse tecnologie IBM per aiutare il lavoro degli ingegneri di Apple.
E Microsoft? Bill Gates (fondatore, socio, presidente, amminstratore delegato e dio di Microsoft) è apparso più che seccato: ha esternato tutto il suo disappunto per non essere stato consultato con ampio anticipo. Ha ricordato che Microsoft sta già producendo applicazioni che utilizzano OLE-2 (una tecnologia proprietaria relativamente semplice per inserire oggetti prodotti da una applicazione dentro i documenti di un altra). Apple, (con un sogghigno, mi piace immaginare), ha ribattuto che OLE-2 sarà facilmente incorporato in OpenDoc.